IL MISTERO DEL SATOR

Sator

Visto l’interesse suscitato dall’argomento “SATOR”, di cui ho pubblicato un post il 5 giugno scorso, ho deciso di farne una pagina a sé stante, in modo che tutti coloro che sono interessati possono sempre ritrovarlo in evidenza sulla barra delle pagine in cima a ogni pagina del Blog.

“SATOR” è la prima parola di un’antichissima formula composta da cinque parole di cinque lettere ciascuna. In questo post vi parlo di un ottimo libro che ne svela alcuni aspetti sorprendenti.

I cinque termini della formula, se organizzati su una struttura tabellare, possono essere letti indifferentemente da sinistra a destra, dall’alto al basso e, partendo dall’ultima parola, da destra a sinistra e dal basso all’alto:

S A T O R

A R E P O

T E N E T

O P E R A

R O T A S

Sulla traduzione di questi termini i linguisti, nel corso del tempo, si sono sbizzarriti in tutti i modi.

C’è chi ha cercato di tradurlo in latino o greco, o di ricondurlo a parole della lingua celtica, oppure di anagrammarlo nel tentativo di carpirne il messaggio nascosto. Le interpretazioni sul significato esoterico) del SATOR sono davvero moltissime. Se provate a digitare “SATOR” su un motore di ricerca, auguri! per la quantità di materiale e le più diverse interpretazioni, più o meno convincenti,  che troverete.

In questo post ci riferiremo soprattutto alla versione “quadrata” della formula, anche se, lo ricordo, esistono dei SATOR di forma circolare (come quello che troviamo nella chiesa di St. Orso ad Aosta, vedi il post pubblicato precedente), e, in alcune versioni, troviamo come primo termine “ROTAS” (come, appunto anche nel caso di S.Orso, oppure nell’immagine qui sotto, fig. 1).

fig. 1 - il ROTAS di Pompei

fig. 1 – il ROTAS di Pompei

Molti ne indicano l’origine presso i Templari, ma, essendo stato ritrovato anche a Pompei in rovine risalenti all’epoca romana, e in altri siti dall’Inghilterra alla Siria, tale ipotesi non viene più ritenuta valida dagli studiosi, anche se rimangono confermati i legami tra l’Ordine del Tempio e il misterioso schema.

Le interpretazioni

Diversi autori ritengono che il SATOR possa essere una sorta di codice segreto, un segno di riconoscimento tra gli iniziati.

C’è chi lo ha ricondotto al culto del dio egizio Aton, oppure alla celebrazione della “Stella del mattino”, simbolo protomariano . Il SATOR del resto è stato rinvenuto in molte culture e vestigia di civiltà antiche (esistono quadrati magici in lingua ebraica e persino in lingua Quechua). Da qui l’idea che si possa trattare di un simbolo che sottende un messaggio universale, capace di superare ampiamente i confini geografici delle nazioni ma anche quelli, nel tempo, tra le differenti epoche in cui lo ritroviamo.

Senza nulla voler togliere alle ricerche e alle conclusioni di molti autori, che molto probabilmente hanno colto diversi aspetti interessanti di questo misterioso simbolo, a mio parere una delle interpretazioni maggiormente degne di nota è quella di Maria Grazia Lopardi, una libera ricercatrice originaria dell’Aquila.

Nel 2004 Maria Grazia riceve un’indicazione da parte di un’amica, che le consiglia di sovrapporre lo schema del Quadrato alla pianta della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, e, indipendentemente, la domanda di un suo lettore che chiede quali siano le relazioni tra la Chiesa e il quadrato!

L’idea che a poco a poco si affaccia nella consapevolezza dell’autrice, e ben descritta anche nel suo libro più importante, di cui sto per parlarvi, è che l’enigmatico SATOR non sia altro che un semplice modulo geometrico che possiamo ritrovare in molte proporzioni, geometrie e simbologie in campi diversi e in differenti culture.

Un libro da leggere e…praticare

Il libro si intitola Il quadrato magico del Sator. Il segreto dei maestri costruttori: cliccate qui se desiderate acquistarlo. 

Se siete curiosi, e vi interessa sapere qual è la potente chiave trovata dall’autrice, saltate subito al capitolo Le griglie del quadrato Magico e poi, di seguito, a Geometria: gioco per bambini. Procuratevi della carta a quadretti e un buon righello.

Perché? Lo scoprirete disegnando!

fIg. 2 - Basilica di S. Francesco nella Griglia del SATOR (da M.G. Lopardi, Il Quadrato magico del SATOR,  p.50)

fIg. 2 – Basilica di S. Francesco nella Griglia del SATOR (da M.G. Lopardi, Il Quadrato magico del SATOR, p.50)

Nella griglia geometrica che l’autrice ci insegna a costruire, infatti, appaiono, come d’incanto, sorprendentemente semplici e lineari, le forme, le proporzioni e gli angoli caratteristici di molti monumenti sacri, chiese e cattedrali e dei loro particolari architettonici (v. fig. 2). Il modulo è presente sulla facciata di quasi tutte le cattedrali gotiche, in alcuni monumenti dell’arte islamica e dà conto anche dell’aspetto di molti caratteri e simboli.

La cultura originaria

Ho sempre avuto notizia di una Tradizione primordiale, di un filone di conoscenza rinvenibile ovunque sotto le superficiali differenziazioni, ma ora mi si sta palesando con certezza e, forse, questo messaggio custodito nelle scuole iniziatiche va ora non solo consegnato al mondo, ma dimostrato con la prova tangibile di una matrice che riconduce tutto ad unità” (M.G. Lopardi, Il Quadrato magico, Edizioni Mediterranee, 2a ed., p. 62)

A mano a mano che si prende visione degli esempi grafici che si snodano abbondanti lungo le pagine del libro, forse accadrà anche a voi, com’è successo anche a me, di cominciare a collegare tra loro geometrie e simbologie che ben presto non appaiono più così distanti nello spazio e nel tempo, ma collegate da un filo sotterraneo svelato, forse, dalla semplice ma potente geometria del SATOR.

In occidente l’arte edificatoria è stata una delle attività maggiormente praticate per depositare in modo durevole nel tempo le verità spirituali. L’autrice ci ricorda del resto che l’Architetto è colui che “genera dall’arché”, ossia dal principio primo: il suo compito è “reiterare la creazione divina applicando le sue leggi” (op. cit., p. 67)

Quello che viene da pensare è di essere di fronte allo svelamento della cultura primeva, unica, che forse era la matrice sapienziale da cui derivano le culture successive. Di questo ci parlano J. Evola, R. Guénon e molti altri. A proposito di quest’ultimo, l’autrice cita anche l’Archeometra, uno schema grafico che secondo Guénon racchiuderebbe in sé le conoscenze e la cultura di una civiltà prediluviana (atlantidea?), le cui conquiste, simboleggiate nella geometria, sono comunque ben inseribili anche nel Quadrato magico.

In conclusione…

Forse molte verifiche sono ancora da fare, certo è che M.G. Lopardi ha trovato una chiave interpretativa davvero feconda, e, come tutte le teorie rivoluzionarie, in qualsiasi campo, non è stata raggiunta con il solo ragionamento, ma anche per via intuitiva, come lei stessa non fa mistero di rivelare a tutti noi. Ritiene infatti che questa conoscenza antica debba riemergere proprio adesso per portare rinnovamento e risanamento alla nostra vecchia, e stanca civiltà.

E questo è anche lo spirito di Curiamo Atlantide.

Vorrei terminare con le parole dell’autrice:

Grandioso è il messaggio del SATOR, ed è ancora per la maggior parte da comprendere. Affido la mia scoperta a coloro che hanno il cuore limpido e spero che venga trascurata da chi vorrebbe usarlo male, anche perché ciò che è alimento per i primi sarebbe veleno mortale per i secondi”. (op. cit., p. 126).

Non mi resta che augurarvi buona lettura e ispirazione!

Aggiornamenti

Sul SATOR, ma anche sull’interpretazione del misterioso manoscritto Voynich e su altri testi cifrati famosi, date un’occhiata all’articolo Il misterioso manoscritto Voynich contiene ‘un messaggio vero: svolta nella ricerca, dal Blog Pianetablunews.

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