Curiamo Atlantide

Perché “Curiamo Atlantide?”

Thoth l'atlantideo

Vorrei spiegarmi con una frase attribuita a Thoth, tratta dalla Tavola Smeraldina I (La storia di  Thoth L’atlantideo) (per maggiori informazioni vedi la sezione su Thoth del sito Stazione Celeste):

“Vissi attraverso le ere, guardando quelli che intorno a me assaggiavano la coppa della morte e ritornavano nella Luce della vita.


Gradualmente dai Regni di Atlantide passarono onde di coscienza che erano state uno con me, solamente per essere sostituite dalla nascita di una stella più piccola.

 

In obbedienza alla Legge, la parola del Signore fiorì. Gradualmente discesero nell’oscurità i pensieri degli Atlantidei, fino a che finalmente nella collera sorse dal suo AGWANTI (“questa parola non ha equivalenti; vuole dire uno stato di distacco”), l’Abitante pronunciando la Parola, chiamando il potere.

Dal profondo cuore della Terra, i figli di Amenti sentirono, e sentendo, direzionarono il cambiamento del fiore di fuoco che brucia eternamente, cambiando e spostandosi, usando LA PAROLA, finché quel grande fuoco cambiò la sua direzione.


Sul mondo poi irruppero le grandi acque, affogando e affondando, cambiando l’equilibrio della Terra fino a che solamente il Tempio della Luce rimase in piedi sinistro sulla grande montagna di UNDAL che ancora sorge fuori dall’acqua; c’era ancora qualcuno che stava vivendo lì, salvato dall’irrompere delle acque.


Mi chiamò poi il Signore e disse:


“raduna insieme a te la mia gente. Sceglili a seconda delle arti che hanno imparato e portali lontano attraverso le acque, finché arriveranno alla terra dei barbari pelosi che abitano le caverne del deserto.

Esegui là il piano che sai.”

Radunai quindi le persone e le imbarcai nella grande nave del Signore.
Ci innalzammo nel mattino. Scuro sotto di noi giaceva il Tempio.
Improvvisamente su lui insorsero le acque. Svanì dalla Terra, quando giunse il tempo, era il grande Tempio.


Noi fuggimmo veloci verso il sole del mattino, fino a che sotto di noi giungemmo alla terra dei figli di KHEM.

Come si può arguire dalla lettura di questo passaggio della prima tavola e dal resto delle tavole si racconta della caduta di Atlantide, una società che, prima della sua caduta, potremmo definire come
“un complesso di civiltà differenti organizzate su una base sociale gerarchica e dotato di avanzate conoscenze e tecnologie dal potenziale enorme in mano a pochi”.

Esattamente la stessa definizione potrebbe essere attribuita alla nostra civiltà “moderna”.
Le ragioni dell’ego e quelle del cuore


Si narra che Atlantide sia stata fatta affondare proprio perché con l’uso di questi enormi “poteri” si è cercato di soddisfare le esigenze dell’ego e non quelle del cuore. Se l’ego di ciascuno di noi potesse parlare, esclamerebbe:

io voglio controllare, dominare, trasformare ed eventualmente, se ciò sarà necessario, distruggere tutto ciò che si oppone a questo disegno, dato che percepisco le persone, gli animali e la natura come un potenziale ostacolo, essendo al di fuori e diversi da me

mentre il cuore potrebbe sussurrare
mi sento privilegiato a poter disporre di questi poteri e quindi voglio renderne partecipi tutte le persone, gli animali e la natura al di fuori di me, dato che sono conscio che essi rappresentano tutte parti del mio intero essere: se rendo loro un beneficio, anch’io, come parte di loro, potrò evolvere e essere felice”.
Chiunque dotato di occhi per vedere, mente per ragionare e cuore per sentire, non può negare che il nostro attuale mondo (e modo di vivere), visto nella sua globalità, si sta avviando verso la soppressione di alcuni valori a mio vedere fondamentali, quali la libertà personale, la salute e il rispetto del potenziale personale di ciascun essere vivente, in accordo con tutti gli altri.
Di fronte a questo quadro preoccupante l’ego, ravveduto per un istante,  potrebbe sentirsi in obbligo di dire:

Voglio salvare tutti” (manifestazione di onnipotenza)

oppure:

Non posso salvare nessuno, neanche me stesso” (manifestazione di impotenza, che è l’altra faccia dell’onnipotenza).

A questi estremi personalmente preferisco le parole che il cuore mi suggerisce:
Innanzitutto cerco di capire chi sono e che cosa sono venuto a fare in questo mondo ed in questa epoca.

Nel frattempo cercherò di aiutarmi e quindi di aiutare gli esseri viventi che mi circondano, iniziando da quelli più vicini, e, se mi rimarrà del tempo e delle energie, aiuterò via via quelli più lontani. Sono conscio che a me spetta la responsabilità di me stesso, che io quindi non salvo nessuno dato che ognuno ha il dovere di essere responsabile verso se stesso; al massimo aiuto gli altri ad aiutarsi.
Sono comunque consapevole (e, se me ne scordo, ricordatemelo!!!) che comunque, già cercando di aiutare me stesso, automaticamente porto aiuto a una piccola parte di tutte le persone, degli animali, e della natura che mi circonda”.

Una precisazione: non vorrei essere frainteso.

Con queste mie parole non voglio assolutamente dire che bisogna respingere l’ aiuto degli altri, cercando di fare tutto da soli: assolutamente no!

Gli altri sono lì proprio in quanto, essendo parti del nostro essere (manifestazioni della nostra capacità di creare e di co-creare la realtà che, spesso, percepiamo come esterna),  possono aiutarci a vedere degli aspetti di noi che in un determinato momento della nostra vita non riusciamo (o, spesso, non vogliamo) vedere, e a trovare quindi delle soluzioni per migliorare la nostra condizione.

Secondo me esistiamo su questo pianeta in così gran numero proprio perché ognuno di noi è composto da un numero enorme di elementi che devono essere reintegrati tra loro. Per individuare (e ri – conoscere) questi innumerevoli aspetti abbiamo bisogno di rispecchiarci nei nostri simili. Forse ognuno di noi, su questo affollato pianeta, oggi ha possibilità di conoscersi come mai nella storia dell’umanità.

Ecco perché l’esortazione “Curiamo Atlantide”, che vale anche come “prendiamoci cura della genuinità dello spirito di Atlantide”, in modo che sopravviva solo la parte luminosa, evolutiva di questo nostro mondo così ricco di potenzialità e di capacità di evolvere positivamente.

E non salviamo Atlantide.
Nessuno ha mai “salvato” qualcun altro.
Inoltre mi piace dire “curiamo” e non “io curo” o “curate” per non cadere nella trappola dell’onnipotenza o dell’impotenza, che spinge a delegare totalmente a qualcun altro la responsabilità della propria consapevolezza, benessere e salute. La prima persona plurale sottolinea che ognuno di noi deve, può, e sicuramente fa qualcosa per impedire l’affondamento catastrofico di questa nostra civiltà, anche chi paradossalmente, sembra remare contro, dato che  indica a chi vuole imparare quali cose vanno contro l’evoluzione e il benessere di tutti!
L’ultima domanda, potrebbe essere
“cosa sto facendo per questo?”
Ed è principalmente per dare un piccolo contributo di conoscenze e esperienze che ho voluto creare questo blog.

Responses

  1. Anch’io sono in marcia verso il mondo sincronico… ma sono spesso richiamato ed “incollato” al “causale”. Se lo ritieni utile, sarò lieto di parlarne con te e i tuoi amici.

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    • Grazie Artemio per il tuo commento, sarò lieto di ospitare i tuoi commenti su questo Blog.

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  2. sono d’accordo con il tuo punto di vista,nel mio piccolo ci provo ma si trova tanta indifferenza e scetticismo. per fortuna ogni tanto si trova qualcuno che ti fa sperare in un futuro più consapevole. complimenti per il tuo lavoro.

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    • Grazie Umberto per il tuo commento, l’indifferenza è spesso una modalità’ di difesa, mentre lo scetticismo nella maggior parte dei casi è un modo per rifiutare a priori ciò che può mettere in discussione il nostro bisogno di verità. Non stare a parlare, lascia che la tua verità emani da te. Il giorno che qualcuno sarà assetato del’acqua che stai bevendo, verrà a bussare alla tua porta!

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  3. Mi piace molto quello che scrivi, fa risonare in me pensieri e ricordi di comportamenti quotidiani, atti a sensibilizzare le persone a rispettare e valorizzare l’ambiente che ci circonda per consegnarlo alle nostre prossime generazionia migliore di quello che lo abbiamo trovato, so che sarà difficile e ardua l’impresa ma non impossibile anche perchè l’opinione pubblica in generale ne è piu consapevole, grazie anche alle informazioni dei max media che denunciano continuamente abusi sul territorio, pepetrati da gente senza scupoli.

    Coplimenti per il tuo nobile impegno,

    Valentino 08

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