Pubblicato da: Paolo | 24/03/2018

Arcangeli che scendono e risalgono

Si sa che la presenza di angeli e arcangeli (che differenza c’é tra i due? vedi qui), codificata in oriente e occidente da alcune dottrine e religioni, ha spesso un valore simbolico. Ve ne parlo utilizzando come esempio una meraviglia dell’arte romanica.

La pietra scolpita è nel Medio Evo il grande libro in cui la gente si istruisce e i monaci distillano l’umorismo con insegnamento, donando così una visione ottimista del mondo e del suo futuro. Così, i cristiani dell’epoca potevano leggere nella pietra il senso della vita e del cammina da seguire per giungere al suo compimento soprannaturale.

(Rene Chabrillat, Les Gloires de Thuret)

F08.Thuret,_Mandorla

La scultura sull’architrave del portale sud (da wikipedia.fr)

Thuret è un piccolo comune della regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi, nel centro della Francia.

La chiesa di Saint-Martin, uno dei monumenti più antichi nella diocesi di Clermont-Ferrand, fu ristrutturata dal vescovo Stefano II intorno al 960 in seguito ai danni perpetrati dai Normanni. Vi troviamo un’enorme quantità di simbologie scoprite sui capitelli e sugli altri elementi architettonici della chiesa, sui quali ci si potrebbe passare un’infinità di tempo alla ricerca di tutti i livelli di significato rappresentati.

L’avventura della coscienza

Per interpretare in modo più ricco questa rappresentazione possiamo pensare che essa si  può riferire all’avventura della coscienza che, dai piani più elevati della creazione, si incarna nell’essere umano per fare esperienza sulla terra. Il concetto è quella di discesa dalla “Vera Vita”, ossia dalle sfere alte verso la dimensione terrestre. In un certo senso, quindi, “morendo” a se stessa, può effettuare l’esperienza sui piani più densi della creazione attraverso la possibilità di scelta (di qui l’idea del libero arbitrio), per poi risorgere alla Vera Vita, ossia ritornare ai piani di partenza rievolvendo e riarricchendo la sua esperienza.

Quindi:

MORTE = processo involutivo, discendente

VITA = processo evolutivo, ascendente

Una precisazione:  non vi è qui accezione di merito; la vita non è “meglio” della morte, ma entrambe le modalità sono necessarie per poter mantenere la dinamicità del ciclo evolutivo.

La vera morte è la stasi, ossia assenza di movimento, causata dall’annullamento delle polarità, dalla fusione delle due in un “neutro”, appunto, mortifero.

 Gli arcangeli della discesa e della risalita

Nella scultura che vediamo Mikhael, nel simboleggiare la funzione involutiva, ha gli  occhi chiusi, in quanto scende nella terra, rinunciando alla vista divina. Mikhael è infatti colui che “domina il drago”: ne ho parlato anche nel post Camminare a fianco di un Arcangelo.

In questo caso, la metafora dell’Arcangelo che scende “dai piani alti” ci può far comprendere il percorso di un praticante spirituale che per poter cominciare davvero il proprio cammino, deve morire a se stesso, ossia sciogliere tutta una serie di istanze sul piano emozionale e mentale, con relativo insieme di credenze. Tutte cose create dall’ego e che, se cristallizzate, possono impedire il vero passaggio a una vita superiore, per incontrare l’eternità dello spirito.

Tornando al nostro portale di Thuret, alla sinistra del Cristo troviamo Gavriel, con gli occhi aperti: egli sa quello che fa, in quanto rappresenta la coscienza che, aprendo gli occhi, decide di staccarsi dalla terra e di ascendere verso i reami celesti, in un cammino di vera vita.

Qui, per il praticante spirituale, non si tratta di staccarsi dal mondo, dai suoi bisogni e  dalle necessarie prove che la vita incarnata presuppone, ma di distillare progressivamente, proprio dalla vita materiale, tutta una serie di significati e di susseguenti emozioni, pensieri e azioni alte verso l’evoluzione.

Un cammino iniziatico

L’iniziazione (dal latino initio, “incominciare”), di cui ho parlato anche in altri post, come in Anche tu confondi l’astrale con lo spirituale? , è paragonabile a una seconda nascita, e deve perciò essere preceduta da un processo di dissoluzione dell’esistenza precedente.

L’iniziato invece viene chiamato a una serie di operazioni svolte a livello interiore, ben descritte dall’alchimia nei secoli.

La deambulatio

Il percorso all’interno di una chiesa può essere un percorso iniziatico, grazie al sapiente utilizzo delle energie operanti al suo interno.

Che cosa vuol dire accedere a un luogo sacro come iniziato l’ho un po’ accennato qui. In questo caso il percorso nella chiesa, grazie al progressivo “svuotarsi” delle vecchie energie e “arricchirsi” di quelle nuove costituisce, dal punto di vista metafisico, una bella metafora di quello che la coscienza attraverso di noi può fare e, insieme, un cammino iniziatico che realmente ci trasforma.

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