Pubblicato da: Paolo | 26/01/2018

La geometria sacra di Nigel Pennick

Pennick copetina

Ho avuto occasione di leggere questo libro (il cui titolo originale è Sacred Geometry) del poliedrico Pennick, autore che già conoscevo per un bel testo sulle Rune (L’oracolo delle rune).

Il libro è conosciuto come  Magia, simboli e segreti dei luoghi sacri edito dalle edizioni Hermes.

Con dovizia di esempi e di illustrazioni il primo capitolo illustra l’utilizzo da parte dell’uomo, sin dalle origini, della geometria, che troviamo (spesso, come vedremo, celata dietro una complessa simbologia) nei disegni, sugli affreschi, nelle sculture, all’interno e all’esterno degli edifici e delle strutture architettoniche.

La geometria nel tempo è stata impiegata per almeno tre motivi:

  • celebrazione della presenza divina nella natura
  • veicolo di connessione al sacro
  • Inoltre, dato che in quasi tutte le epoche la conoscenza del rapporto tra numeri e geometria, numerologia sacra e simbologia doveva essere conservata nell’élite e doveva essere tramandata da maestro a discepolo e comunicata all’interno degli ordini iniziatici, la si doveva esprimere in due modalità: in forma esteriore, pubblica, rivolta a tutti (essoterica) e contemporaneamente destinata anche alla cerchia interna degli iniziati (esoterica).

Le splendide realizzazioni dei Costruttori sono ancora lì, a parlarci una doppia lingua che oggi possiamo provare a decodificare.

Il capitolo 2 è dedicato all’analisi del significato simbolico e delle forme più comuni (quadrato, esagono, e ampia trattazione è dedicata alla sezione aurea). Per gli appassionati di druidismo e di antiche incisioni dell’antica civiltà germanica e inglese c’è il capitolo 3, dal titolo “antica geometria britannica”.

Successivamente Pennick passa all’analisi della civiltà egizia, di quella mesopotamica, ebraica (con note interessanti sul Tempio di Salomone) e dell’antica Grecia.

Uomo di Vitruvio.gif

Nell’ambito della civiltà mediterranea e latina, l’autore ci illustra i principi dell’architettura vitruviana e racconta le origini dei maestri Comacini. Qui si accennano anche gli aspetti astronomici di cui abbiamo già trattato in altri post, come  L’orientamento astronomico delle chiese romaniche , Equinozio vs. Solstizio ,  Come nacque la pratica di orientare le chiese e ancora  Il cielo, l’uomo e la sacralità del mondo.  Dà ampia trattazione della simbologia geometrica massonica in un capitolo ad essa dedicato, dal titolo stuzzicante: il simbolismo massonico: prove documentate.

L’autore non manca di raccontarci, con dovizia di particolari, la concezione spregiudicata di un Leon Battista Alberti (autore del De Re Aedificatoria) le cui realizzazioni sono state bollate dalla Chiesa in più di un caso come al limite del paganesimo. Pennick accenna anche al ruolo della musica e della concezione musicale insita nell’architettura di tutti i tempi.

L’architettura barocca riceve una bella descrizione, che induce a volerne sapere di più su questo periodo contrassegnato da una spinta innovativa, basata anche qui su una concezione della natura vicina quella degli antichi.

Infine il XIX secolo vede l’espressione di nuove istanze di un ritorno all’esoterismo, anche in forma visibile (cfr. Eliphas Levi) e la nascita di movimenti quali quello teosofico, l’antroposofia di Steiner (si parla anche del Goetheanum).

Infine il libro termina con accenni alla concezione moderna dell’architettura (Le Corbusier) e alle ricerche scientifiche (D’Arcy Thompson) che potrebbero in parte confermare molte delle idee antiche che “non possono essere disprezzate come fantasie di ignoranti”.

In conclusione

Nigel Pennick

Si tratta di un volumetto assolutamente consigliabile per chi voglia costruire una propria base di conoscenze sul rapporto tra arte, architettura, musica, astronomia, geometria,  esoterismo.

Termino con una bella citazione dal cap. 13:

I principi della geometria sacra, ormai così ben noti, portano nondimeno con sé l’antico potere, e la loro applicazione ancora produce l’effetto desiderato. Purtroppo, però, questa credenza è oggi solo l’interesse di una minoranza; la gran parte le persone non se ne occupa, come del resto fecero i loro simili in tutto il corso della storia.

 

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