Pubblicato da: Paolo | 28/08/2017

Agnelli, pellicani e colombe

pellicano

Nelle chiese cristiane, ma anche in altri luoghi di culto, troviamo tutta una serie di rappresentazioni che a volte ci lasciano perplessi. In questo post descriviamo multipli livelli di interpretazione della simbologia dei luoghi sacri.

Nell’interpretazione delle simbologie molto dipende da come stiamo usufruendo del luogo (vedi il post precedente in cui parliamo delle tre modalità con cui ci si può approcciare a un luogo sacro o ad alta energia).

Innanzitutto ricordiamoci che il santuario ci donerà conoscenza e esperienza in proporzione alla nostra capacità di ricevere e, inversamente, alla quantità di pesantezza a livello psichico dalla quale siamo gravati nel momento in cui entriamo nel santuario. Quindi, per poter accedere ai livelli più alti, è indispensabile un serio e continuato lavoro su di sé.

Livello letterale: LEGGERE

È un livello permesso a tutti, non occorre alcun tipo di preparazione né di conoscenza. Le immagini e le rappresentazioni vengono lette riferendole a una realtà tangibile. Vediamo soltanto “pellicani”, “agnelli” e “colombe”, e la nostra mente non ci permette di vedere altro.
A questo livello la cattedrale, il Libro di Pietra, raccontava ai fedeli analfabeti gli episodi dell’Antico Testamento.

Livello Simbolico: SVELARE

276

Particolare di un capitello nella chiesa di Chatel-Montagne in Alverne, Francia. Notare gli occhi spalancati!

A questo livello è necessario conoscere almeno nelle linee essenziali, ciò che i costruttori del luogo hanno voluto veicolare attraverso le immagini e le simbologie. Per cominciare dobbiamo quindi apprendere alcune informazioni, le prime regole del gioco per poter cominciare a vedere “oltre il velo”.
Molti funzionamenti dal punto di vista energetico possono essere colti attraverso la fruizione interpretativa delle simbologie: ad esempio la presenza di sirene o di strani esseri umani con le gambe che assomigliano a pinne indica spesso il passaggio dell’acqua al di sotto dell’edificio sacro, che può veicolare determinate energie funzionali alla capacità del santuario di collegarci con la dimensione spirituale. Un esempio lo trovate descritto qui (Pozzo Sacro di Sa Testa) e qui (cattedrale di Chartres).

Poi il gioco dei simboli comincia a rivelare degli aspetti comprensibili anche per via intuitiva. Scopriamo che i messaggi simbolici del santuario non solo sono codificati dal culto che li ha prodotti, ma partecipano a una dimensione universale, e quindi anche, paradossalmente, personale in quanto ognuno di noi può accedervi (secondo una visione che è simile a quella junghiana degli archetipi dell’inconscio collettivo). Il simbolo si apre al nostro cuore in modi diversi anche a seconda di come noi siamo in quel momento.

Qui inoltre entrano in gioco altre facoltà umane, tra cui la capacità di cogliere delle analogie al di là dei rapporti di causa ed effetto: esemplificando il simbolo del giglio o del fiore che si schiude ci parla della possibilità offerta dal santuario di aprirci allo sviluppo spirituale.
E cominciamo a comprendere che i personaggi ad occhi chiusi rappresentati nei capitelli o negli affreschi potrebbero simboleggiare i pellegrini, mentre la presenza di statue e statue con gli occhi aperti rappresentano gli iniziati (vedi sempre il post precedente)
E quindi parliamo anche di questo ulteriore livello.

Livello Geroglifico: RI-VELARE

Soltanto l’iniziato, colui che è stato messo a conoscenza dei significati più reconditi, ma che, attraverso l’iniziazione, è anche in grado di com-prendere il simbolo (v. sotto), può accedere a questo livello che non è più solo passivo, di ricezione di un significato, ma che diventa motore di sviluppo spirituale ed evolutivo in generale.

La lettura geroglifica o sacra, riservata agli iniziati, è percorribile completamente solo dopo che i due livelli precedenti siano stati:

  1. compresi,
  2. integrati,
  3. assimilati,
  4. vissuti, e
  5. trascesi.

Se con la lettura e l’interpretazione siamo rimasti a un livello di comprensione puramente mentale, allora ci mancano gli ultimi due passi (vivere e trascendere), che necessitano di umiltà (capacità di rimanere semplici e di essere sempre di più in una condizione di crescita e di ascolto) e di fede (intesa anche non in senso dottrinale, ma anche come “fiducia nell’Assoluto”).
Le regole avanzate per cogliere questa potenzialità possono provenire dalla Qabalah, l’antica dottrina esoterica dell’ebraismo, oppure dalla Cabala fonetica, ossia l’arte di cogliere, attraverso le assonanze e le consonanze delle parole i significati più reconditi.
La Cabala fonetica era coltivata ampiamente dai costruttori delle cattedrali e sembrerebbe derivare dall’antica Lingua degli Uccelli.
Per approfondire consiglio il meraviglioso testo di Fulcanelli Il Mistero delle Cattedrali.

Ad esempio l’espressione “comprendere il simbolo” può essere letto come “Com-P-Rendere” il simbolo, ossia Afferrare e tenere stretta a sé (cum-prehendere) la Pace (la “P” sta per “Pace”).
Al livello letterale, invece, si può solo “A – P – rendere”, ossia separarsi (“A” come “Alfa privativa”, e “rendere” dal francese “se rendre”, spostarsi) dalla Pace.
L’interazione dell’iniziato con il luogo sacro diventa fonte di nuova apertura nei confronti della propria interiorità e dunque della propria vita.
Si comincia a comprendere la possibilità di ri-nascere in vita e di diventare un uomo nuovo, smettendo di cercare di assomigliare a qualcun altro o di seguire la massa condizionata e manipolata.

L’iniziato sa usufruire in pieno anche della qualità energetica del tempo sacro . Ad esempio il 24 giugno, data dalla quale il Sole comincia la sua discesa lungo l’eclittica, dopo l’ascesa alla massima altezza cominciata al solstizio precedente e perseguita pazientemente crescendo giorno dopo giorno in luce e calore, può essere considerata alla stregua di un portale in cui si entra in una fase di morte iniziatica, intesa come lenta preparazione di una nuova fase di rinascita che vedrà la luce del nuovo Sole all’altro San Giovanni, vicino al solstizio invernale.
Al secondo livello (quello dello “svelare”) possiamo “sapere” tutto questo, al livello iniziatico (“ri-velare”) lo viviamo con la totalità del nostro essere.

Percepiamo ora che le dinamiche più profonde del santuario avvengono a un livello che la simbologia in qualche modo a sua volta ha voluto adombrare; la verità a cui stiamo accedendo ora è talmente sublime , ma anche preziosa, che vogliamo proteggerla, rivestirla di un nuovo velo, a protezione e a baluardo dagli occhi e dalle menti voraci.
In questo senso ri-veliamo il simbolo.

Quasi non vogliamo più parlarne, consci che le parole, da un lato, sono limitanti, e dall’altro possono essere fonte di malinteso, di sovvertimento della verità che percepiamo quieta nel nostro cuore, ma che ci sembra di non riuscire a comunicare all’esterno di noi.

E il pellicano? l’agnello? la colomba?

L_Agnello_I-Trieste-ddfb4

Lascio al lettore curioso e desideroso di approfondire il compito di mettersi in gioco e l’iniziativa di incamminarsi verso la scoperta, secondo i primi due livelli, della simbologia profonda di questi tre animali che troviamo molto spesso nelle chiese nostrane.

Fatemi sapere che cosa avete scoperto!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: