Pubblicato da: Paolo | 09/01/2017

Quando lavori con l’energia hai l’intento giusto?

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Spesso ci sentiamo dire che nel lavoro con l’energia sottile “è l’intenzione che conta…”, ma cosa significa veramente?

Le due dimensioni

Nell’utilizzo consapevole dell’energia sottile, come ad esempio nella pranoterapia, nel Pranic Healing, nella Radioestesia o nella Radionica, le credenze di tipo olistico rappresentano il ponte tra due dimensioni di coscienza che necessariamente devono coesistere nel processo di aiuto.
Nelle considerazioni che farò da qui in avanti supponiamo che l’essere umano sia una creatura che esiste e agisce in diversi piani di esistenza, in ognuno dei quali egli possiede un corpo che gli permette di farne esperienza. Ogni piano ha una sua vibrazione caratteristica, più o meno sottile. La dimensione fisica, ad esempio, è la più densa, quella emozionale è un po’ meno densa: ciò significa che ha maggiore mobilità e possibilità di trasformazione.
La dimensione mentale, e qui intendiamo quella conscia, che crea ordine e struttura, è utile all’operatore perché gli consegna un metodo, gli permette di stabilire una pratica, e di catalogare le esperienze che fa per costruire la propria esperienza.
Il problema è che al mentale conscio mancano le potenzialità che si trovano nel soprarazionale, che in Teosofia si definisce mentale superiore.
In quest’altra dimensione il soggetto, che è colui al quale rivolgiamo la nostra intenzione di aiuto, viene “portato alla mente” e, attraverso una determinata pratica o metodo, facilitiamo il processo di riconnessione di quest’ultimo alle sue facoltà naturali di riequilibrio.

Anche qui le credenze fanno da ponte

Anche qui il ponte tra le due dimensioni, come abbiamo illustrato nel primo post di questa serie, è rappresentato delle credenze dell’operatore sui propri poteri e l’efficacia della propria azione.
Le definisco positive se vanno in direzione del miglior risultato che mi aspetto, negative se “remano contro”.

Esse sono il prodotto di diversi fattori:

  • L’educazione ricevuta;
  • L’ambiente socioculturale di riferimento;
  • Le esperienze accumulate e le conclusioni che ne abbiamo tratto.

Le credenze positive di tipo olistico sono la chiave dell’efficacia, spesso sbalorditiva, della guarigione su preghiera, o di pratiche come la Radioestesia o la Radionica.
Ricordo che la Radioestesia è una disciplina che consente di percepire l‘energia di un soggetto o di un ambiente o di una situazione, mentre la Radionica è la disciplina che consente di inviare un’informazione a distanza, utilizzando strumenti e apparecchiature più o meno complesse. In ogni caso lo strumento è un espediente che, imbrigliando il mentale dell’operatore su ciò che occorre fare, disciplina e focalizza la sua intenzione di aiuto e coscienza connettendo il soggetto alle sue facoltà e alla sua consapevolezza per la guarigione.

Credenze positive e negative

Le credenze sono quindi l’intermediario tra lo stato conscio e le facoltà superiori.
Le credenze positive sono il catalizzatore del processo di aiuto.
Quelle negative, che spesso operano in modo sotterraneo, sono l’agente sabotatore e uno dei motivi principali di non riuscita.

Facciamo degli esempi,

in positivo:

“E’ il mio credere al potere della preghiera, che rende realmente efficace la mia preghiera.”

“E’ perché credo che il mio sistema energetico sia in comunicazione con tutto ciò che esiste, che posso fare un’analisi radioestesica a distanza.”

“Credo nella possibilità di inviare un’informazione al sistema energetico di un altro essere vivente, e quindi la mia Radionica funziona.”

Oppure, in negativo:
“Voglio utilizzare la preghiera per aiutare il mio amico, ma la mia religione è contro questa pratica e quindi nel farlo la mia mente mi suggerisce continuamente che sto trasgredendo (quindi non funzionerà).”

Voglio provare a utilizzare la radioestesia, ma intorno a me tutti dicono che scientificamente non ci sono prove che funzioni” (quindi anche se provo il pendolino non si muove!)

Quindi che fare?

Abbattere le credenze limitanti

Nel caso in cui un aspirante operatore energetico desideri portare aiuto ai suoi simili, ma ha delle credenze limitanti, è chiaro che il suo potenzialità ne verrà affetta, e non poco!

Suggerisco quindi di esaminare onestamente le proprie credenze sulle proprie capacità di aiuto e individuare quelle limitanti.
Come? si può seguire il procedimento che ho proposto nei post Tre cose da fare per crescere attraverso le nostre credenze e Il ponte delle credenze è anche un trampolino. Potremo scoprire che una nostra credenza era illusoria, ed essa si scioglierà come neve al sole, costruendo in noi una robusta “impalcatura di crescita “.

Uscire dalla zona di comfort delle credenze positive

Anche le credenze positive possono rappresentare per noi un limite e occorre lavorarci.
Come ho illustrato poc’anzi, esse hanno un ruolo essenziale nel processo di aiuto, a patto che non si cristallizzino, ossia che si irrigidiscano in noi rischiando di diventare dei dogmi.
Infatti, nel momento in cui una convinzione comincia a sedimentarsi dentro di noi, la mente razionale tenta di prendere il sopravvento impugnando le redini del processo di aiuto.
E così rischia di venir meno la dimensione sacrale di collegamento, che è un insieme composto da:

  • giusta percezione e ascolto di sé;
  • senso del mistero e di accettazione attiva dell’imprevedibile;
  • umiltà, compresa la richiesta di aiuto ai piani superiori (o, se si preferisce, con un accezione più connotata di religiosità, alla sfera del divino).

Se ci accorgiamo di essere dogmatici è arrivato il momento di espandere le nostre credenze in favore di una visione più allargata, leggendo un nuovo libro, oppure frequentare un seminario o un corso che possa portarci nuovi punti di vista, nuovi strumenti e farci scoprire in noi potenzialità assopite, con la quale ritornare ad agire con maggiore efficacia, sicurezza e perché no, ottenendo risultati più velocemente.

Quando diventiamo più potenti ed efficaci l’essenziale è avere una “visione del mondo ” robusta , fondata su principi. Ma questa è un’altra storia, che spiegherò più avanti…

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