Pubblicato da: Paolo | 20/12/2016

Il ponte delle credenze è anche un trampolino

Dopo aver visto nel post precedente i primi due passi da fare per trasformare  le nostre credenze negative, vediamo qual è la terza fase del processo e come le credenze positive possano accelerare la nostra crescita.

Il potere delle credenze positive

Nel post precedente (Tre cose da fare per crescere attraverso le nostre credenze) abbiamo parlato del potere delle credenze, specialmente di quelle negative, che abbiamo definito come quelle che possono ostacolare la nostra crescita.

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L’antropologo e  scrittore Carlos Castaneda sostiene addirittura che la maggior parte delle nostre convinzioni negative sarebbero instillate da entità negative, e che attraverso di esse possono controllare il nostro comportamento, per fini ben precisi!

A parte questa visione, prettamente sciamanica, e più o meno condivisibile, in questo post vorrei concentrami sulle potenzialità rappresentate dalle credenze positive, che ci possono portare più rapidamente in direzione della nostra migliore evoluzione. Le credenze a più alta vibrazione, ossia quelle che hanno a che fare con la nostra dimensione spirituale, rappresentano un vero e proprio ponte tra la nostra mente conscia e le parti più elevate e ampie della nostra consapevolezza.

Questo potente collegamento può modificare la nostra mente, il comportamento, la qualità delle emozioni e addirittura il funzionamento che abbiamo sul piano fisico, in modo sicuramente più costruttivo e controllabile rispetto all’azione dei voladores degli sciamani Yaqui di Castaneda!

Voglio essere concreto.

Ecco due esempi di credenze positive che possono strutturarci e motivarci a dare il meglio di noi:

E’ perché conosco e credo nei principi che regolano gli esseri umani nel profondo, che riesco a svegliarmi ogni giorno e a affrontare le mie giornate, sapendo che troverò della bellezza in ogni essere con cui avrò a che fare. 

E’ perché credo che il mio amico sicuramente ha voglia di stare meglio, che lo ascolto volentieri mentre mi racconta i suoi problemi.

Quindi: se vogliamo dare il meglio di noi dobbiamo cambiare le nostre credenze.

Il terzo passo: la sostituzione delle credenze

Ed ecco che infine possiamo parlare del terzo passo, ma è bene prima ricapitolare i primi due.

Il “passo zero” è osservarsi:

  • mentre penso, osservo il contenuto e la qualità dei miei pensieri;
  • mentre parlo ascolto attentamente le mie parole.

In questo possono essere d’aiuto alcuni metodi, come la pratica della meditazione e il lavoro su di sé.

Come abbiamo visto nello scorso post, il primo passo consiste nel riconoscere di avere una credenza. Siccome voglio essere concreto proviamo con la credenza

Penso proprio che non riuscirò mai a fare un altro lavoro, nessuno può aiutarmi in questo”

  1. Quando mi accorgo di avere questa credenza, perché magari lo esclamo spazientito davanti a un mio amico che cerca di mostrarmi un’alternativa, ho fatto il primo, fondamentale passo. Ho accettato di avere una credenza limitante, ed ecco che da qui mi posso muovere per cambiarla e migliorare la mia vita.
  2. Il secondo passo consiste nello smontarla pezzo per pezzo, isolando ogni singola credenza limitante.

Ad esempio la prima parte delle credenza é

Penso proprio che non riuscirò mai a fare un altro lavoro”

L’altro pezzo è

nessuno può aiutarmi in questo“.

Il terzo passo: trasformare la credenza

Il terzo passo procede a sostituire ciascuna credenza con un’affermazione che supera i limiti da essa imposta. Nell’esempio precedente:

Penso proprio che non riuscirò mai a fare un altro lavoro” può diventare “ci sarà pure un altro lavoro che io possa fare, oltre a questo, magari iniziando con un’attività creativa nel tempo libero”;

nessuno può aiutarmi in questo” può diventare “Qual è la figura professionale che mi può dire che cosa occorre per fare questo altro tipo di lavoro?” e se dopo hi un dubbio del tipo “ma tanto quel professionista non mi darà la soluzione” ci diciamo subito “sei sicuro? magari non è il professionista giusto, ma intanto cominciamo a raccogliere informazioni

Quindi assembliamo una nuova credenza:

“Ci sarà pure un altro lavoro che io possa fare, oltre a questo, magari affiancandolo con una nuova attività creativa che svolgerò nel tempo libero; ho bisogno di saper come fare, e quindi interpellerò un certo numero di consulenti professionisti fino ad avere la risposta giusta.” 

Il quarto passo: riprogrammarsi per vivere meglio

Esiste anche un ideale quarto passo, che sfrutta una caratteristica del nostro subconscio: la programmabilità.

Dopo aver applicato i tre passi a una credenza, ripetiamo un certo numero di volte la nuova affermazione. Questo procedimento  trasformerà in modo progressivo le mie credenze precedenti e ricostruirà letteralmente il mio funzionamento  su un piano di evoluzione.

Naturalmente se ripetiamo questa nuova credenza in stato rilassato (ad esempio dopo un quarto d’ora di osservazione del nostro respiro) la nostra programmabilità sarà aumentata di molto.

Il procedimento deve essere applicato a tutte le credenze limitanti che scopriamo su di noi. Se non funziona, significa che abbiamo un blocco (a livello emotivo, più raramente a livello cognitivo) che dobbiamo sciogliere con l’aiuto di un buon terapeuta.

Infine, se pensiamo di non aver bisogno di cambiare le nostre credenze, o abbiamo troppa paura di affrontare la nostra potenzialità, abbiamo il blocco più grande di tutti: un ego cristallizzato. Se questo avviene nell’ambito del lavoro su di sé o della “spiritualità” (non si sa bene che cosa significhi questa parola, che io uso nell’accezione di “accesso consapevole e deliberato alla propria dimensione più profonda”) siamo in presenza della più grave malattia evolutiva (vedi questo post per maggiori dettagli).

Gli effetti positivi del superamento delle proprie credenze limitanti ha una importante base biologica, che potete approfondire nel libro di Lipton La biologia delle credenze di cui vi ho parlato nel post citato più sopra.

Dunque… diventate amorevoli osservatori di voi stessi e provate con qualche vostra credenza, cominciando da quelle meno impattanti.

Le credenze e l’intenzione nel lavoro con l’energia sottile

Per ritornare ai temi cari agli affezionati e numerosi lettori di questo Blog, prossimamente mostrerò come le credenze e il potere dell’intenzione sono coinvolte in modo essenziale nel lavoro con l’energia sottile e in pratiche come la Radioestesia o la Radionica.

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Responses

  1. Un saluto a tutti,sono un frequentatore “mordi e fuggi” di questo blog ma da oggi decido di partecipare anche io. Paolo stà facendo un lavoro bellissimo perchè condensa e distilla postando qui tante di quelle informazioni che con il senno di poi mi avrebbero fatto risparmiare la lettura di tanti libri…:) Questo post riguardante la trasformazione delle credenze è un argomento a cui tengo parecchio. Avevo anni fa provato su di me con degli esercizi di rilassamento per raggiungere uno stato profondo di rilassamento e poi ripetendomi delle frasi per appunto riprogrammarmi. Mi piacerebbe provare a fare questo esercizio in gruppo (credo sia più facile e profondo il rilassamento) decidendo a priori i concetti per fare una certa “Pulizia” in noi partendo da cose anche semplici (tipo un miglior benessere psicofisico).

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    • Grazie Gianluca per le tue parole sincere e incoraggianti! Dimostri anche di comprendere il lavoro che c’è dietro a ogni post, di analisi, studio approfondimento e sintesi di libri, conferenze di altri autori, ma anche di rielaborazione della mia stessa esperienza. Del resto questo è una caratteristica di Curiamo Atlantide…
      Riguardo alla tua sperimentazione, sicuramente in gruppo o semplicemente con un’altra persona è più facile entrare in profondità nel reame delle proprie credenze e lavorarci su! Si può comunque incominciare da soli, se si ha la possibilità di riconoscere un proprio autoconvincimento. Un abbraccio!

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