Pubblicato da: Paolo | 29/06/2016

Sei un collezionista di illusioni?

Nel corso delle mie esperienze formative (come studente nel campo della consapevolezza e dell’energia sottile) ogni tanto mi è capitato di imbattermi in personaggi che ho definito i Collezionisti. Ne voglio tracciare l’identikit.

Iniziare un percorso di consapevolezza

Nella vita di una persona un percorso di consapevolezza (o di ricerca interiore, che dir si voglia) prende inizio per lo più in seguito a un evento particolare, spesso traumatico (una malattia seria, un incidente, la perdita di una persona cara), oppure grazie all’incontro con un agente iniziatore: un libro, una conferenza, un seminario o una persona che ci introduce a un percorso di ricerca interiore.

Per molti questo inizio di percorso costituirà solo una piccola deviazione dalla logica nasci, consuma, riproduciti e crepa, in quanto, dopo la sorpresa e la curiosità iniziale destata dall’approccio con tutto ciò che parla di energia, di interiorità ecc., molti ritornano quasi senza accorgersene alla loro routine illusoriamente consolante.

Per altri, invece, l’incontro con se stessi, la scoperta di tutto ciò che non si vede ma si sente, può rappresentare una vera e propria svolta nella vita.

Si comincia a sentire che dentro di sé c’è qualcuno che fino ad allora è rimasto silente, addormentato. Gli esseri umani si fanno portare a tale condizione grazie alla paura di restare soli e/o di essere diversi e rifiutati, che porta ad aderire più o meno coscientemente alle credenze e al sistema di valori veicolati dal condizionamento della famiglia di origine, della scuola, del lavoro e delle interazioni sociali. Il modello unificante ai cui si vogliono sottilmente uniformare gli individui nella società attuale, novelli schiavi.

Solo attraverso una nuova presa di coscienza, con la ricerca interiore, la meditazione, il lavoro su di sé, la scoperta e l’utilizzo delle energie sottili, si può uscire dall’addormentamento e cominciare a vivere la vita e avventurasi nel mondo in un altro modo.

Si entra nella cosiddetta “terra di mezzo”, ossia in quello stato di coscienza nel quale tutte le certezze di prima lasciano il posto a nuove ipotesi e possibilità, per niente rassicuranti all’inizio, ma poi, se perseguite,  potenzialmente in grado di costituire percorsi e strumenti  di costruzione di un “io” degno di questo nome.

Ne parla magistralmente Salvatore Brizzi, nel suo Risveglio. Con esercizi delle antiche scuole esoteriche, che vi consiglio come risorsa per lavorare concretamente sulla tematica che oggi affronto.

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Per colui che persevera lungo la Via, ad un certo punto arriva la proposta: quella di prendere consapevolezza e di andare incontro ai propri mostri interiori, gli unici veri limiti alla propria crescita, che si possono trovare in molte dimensioni della nostra vita: spirituale, mentale, emozionale e fisico (compresi, non ultimi, il livello di vita dal punto di vista economico e finanziario).

Ed è qui, ricevuta la proposta , che l’Apprendista si trova a dover scegliere tra tre strade:

a) andare avanti coraggiosamente e prendere in mano i prodotti lasciati dentro di sé da quel mostriciattolo chiamato Ego per capire come riconoscerlo, addomesticarlo ed eventualmente poi trasformarlo in un punto di forza dentro di sé;

b) cedere alla paura generata dall’incontro con il mostriciattolo, interrompendo il percorso e ritornando alla logica pre-risveglio;

c) cambiare libro, conferenziere, guru, maestro, o metodo, alla ricerca di un percorso migliore che risolta per sempre i nostri problemi con il minimo dello sforzo.

E’ quest’ultima scelta che contraddistingue il Collezionista!

Il Collezionista: come riconoscerlo o come riconoscere quando lo diventiamo.

Una premessa: la descrizione che segue vuole simpaticamente delineare alcuni tratti del collezionista, in un quadretto ironico in cui ognuno di noi (me compreso, ovviamente) può riconoscersi. Non è un accumulo di giudizi o l’espressione di un veleno represso nei confronti di determinate modalità di esistere e di percorrere la Via o addirittura nei confronti di persone precise. E’ una riflessione a tutto campo, che coinvolge me stesso in prima persona.
Corollario alla premessa: il Collezionista inizia sempre con una buona intenzione: quella di cercare il miglioramento, di concedersi un nuovo inizio. Ma è nell’esagerazione di questo che risiede il carattere non funzionale (ai fini del percorso) del Collezionista.

Ecco come riconoscere il Collezionista

Primo criterio: il Collezionista è uguale a com’era cinque anni fa. Personalmente non credo alle parole (chiacchiere) di quelli che reincontro ai seminari, dopo alcuni anni da quando li ho conosciuti, che mi dicono di essere sempre impegnati in un percorso di evoluzione personale, e appaiono esattamente gli stessi di allora: stesso modo di parlare, stesse tematiche, stesso elogio del glorioso passato e dei suoi maestri che non ci sono più o “che ha superato”. Stessi problemi di salute, stessi modi di vestire, capelli tagliati allo stesso modo. Stesso modo di “contarsela”: ecco il Collezionista!

Nel concetto di evoluzione è infatti insito quello di cambiamento.

Secondo criterio: il Collezionista gioca sempre sul sicuro. Uno degli esiti del Percorso dovrebbe essere quello di riuscire a ritornare al proprio nucleo originario. Il che significa combattere contro tutti i limiti (spesso autoimposti) facendo cose diverse da quelle che i corpi (fisico, emozionale e mentale) sono abituati a fare per mantenere lo status quo. Quindi la cosiddetta uscita dalla zona di comfort è il minimo che ci si può attendere dal coraggioso, autentico ricercatore.

Il Collezionista va invece in vacanza sempre nello stesso posto, frequenta sempre le stesse persone e usa sempre gli stessi metodi per cercare di risvegliarsi: non cambia neanche la meditazione, e porta sempre addosso quel cristallo che gli ha preparato il suo guru, cristallo che ormai è diventato congesto di energie sporche che neanche una centrale nucleare potrebbe contenere!

Non è finita qui…

Il prossimo post sarà dedicato agli altri criteri per distinguere il Collezionista e per verificare se per caso lo siamo diventati… o se non siamo mai stati nient’altro che quello!

Niente paura: una volta riconosciuto il problema, è piuttosto semplice capire qual’è la direzione giusta… ce ne occuperemo al prossimo e ultimo post di questo particolare modo di rallentare la propria crescita.

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