Pubblicato da: Paolo | 01/08/2015

Lettere a uno scienziato scientista (1): la visione riduzionista

Inauguro con questo post una serie intitolata Lettere a uno scienziato scientista con alcune considerazioni sui limiti dell’applicabilità del metodo scientifico nell’investigare la complessità del nostro universo interiore ma anche, in alcuni casi, in quella del cosmo che ci circonda.

Innanzitutto voglio spiegare qual’e lo scopo di queste riflessioni che vado a fare. Non è mia intenzione denigrare la scienza o sminuirne le effettive potenzialità, ma di mostrare quelli che sono i limiti del metodo scientifico che, raffinato nel corso dei secoli, ha permesso all’umanità di compiere scoperte fondamentali nel campo della materia e dell’energia.

Non a caso ho scritto in passato anche di scienza, su questo blog, ne trovate esempi nella categoria Evidenze sperimentali.

Esiste però tutta una serie di casistiche e di ambiti nelle quali la scienza, o perlomeno la sola scienza, non basta per condurci a una spiegazione soddisfacente della realtà. Ed è di questi limiti che intendo discutere.

Chi è lo scientista

Albrecht Dürer - Melencholia

Albrecht Dürer – Melencholia

Cosa significa “scientista”? il termine designa colui che ritiene il metodo scientifico l’unico strumento esistente per comprendere la realtà, sia quella esteriore sia quella interiore. Di solito lo scientista giunge a fare della scienza stessa una vera e propria fede, ripetendo le dinamiche già viste quando la scienza stessa si trovava ai primordi ed era attaccata dalle organizzazioni religiose che ne temevano il potenziale rivoluzionario nei confronti del paradigma imposto dalla cultura dominante e da queste ultime tenacemente perpetuato e difeso.

Lo scientista spesso si dichiara scettico, ma lo scettico è colui che, di fronte a una serie di fatti non ancora presi in esame, rifiuta di partire da un preconcetto o da un pregiudizio, cercando di formarsi un opinione (e, al limite, di formulare un’ipotesi) basandosi esclusivamente sui fatti che raccoglie a mano a mano nella sua indagine.

Invece vediamo di solito all’opera che lo scientista tende persino a rifiutare di prendere in considerazione alcune tipologie di fenomeni adducendo la motivazione “non sono scientificamente investigabili”, tra l’altro ammettendo implicitamente i limiti del metodo scientifico, ritenuto di solito in grado di darci risposte a 360° sulla realtà.

Oppure egli appare come difensore a spada tratta di una ben precisa concezione della realtà (se non direttamente della stessa realtà dei fatti come vengono pre-giudicati), che deve sempre collimare con le conclusioni già note, rinforzando una visione del mondo riduzionista (e, aggiungerei, piuttosto povera e anche un po’ triste)

La visione scientista

Questa visione del mondo (o paradigma scientista) può  prevedere alcuni dei seguenti caposaldi:

– Non esiste altro che materia ed energia fisica;

L'ammasso di galassie Abell 1689 (http://apod.nasa.gov/apod/ap130917.html)

L’ammasso di galassie Abell 1689 (http://apod.nasa.gov/apod/ap130917.html)

– Le strutture dell’universo (come i superammassi di galassie, l’architettura delle galassie, gli ammassi stellari) nascono da un incontro causale di atomi che successivamente, evolvendo in modo causale, elaborano una serie di strutture sempre più raffinate e senzienti, di cui la vita, da una certa parte di cultori della visione riduzionista, viene almeno considerata un vertice evolutivo;

– Essendo la natura e, in particolare gli esseri viventi, fatti esclusivamente di materia, non esiste senso e scopo nella vita se non una cieca evoluzione basata sulla legge del più forte (o “più evoluto”);

– La mente umana, e, secondo molti scientisti, anche la stessa coscienza, è un prodotto del cervello, confinata in esso, e spiegabile come un complesso di reazioni biochimiche e di interazioni neuronali;

– L’unica forma di speranza e di proiezione positiva nella mente dello scientista è che prima o poi la scienza spiegherà tutto ciò che ci circonda.

Oltre il paradigma riduzionista

Nei prossimi post di questa serie prenderò in esame molte assunzioni tipiche di questa visione della scienza (anch’essa riduttiva di quelle che sono le vere potenzialità della scienza) cercando di andare oltre al limite che essa impone all’umano percepire e conoscere.

Molti di questi “superamenti” li ho già mostrati nei post di Evidenze sperimentali, che invito chiunque  sia interessato ad andare a leggersi.

Buone riflessioni a tutti!

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