Pubblicato da: Paolo | 27/01/2015

Anche tu confondi l’astrale con lo spirituale?

Confondere il proprio mondo emozionale con la dimensione spirituale: ecco l’equivoco in cui molti tendono a cadere. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Il complesso logo della Golden Dawn di Mathers e Westcott

Il logo della Golden Dawn.


Lo spunto per questo post arriva dall’interessante articolo dal titolo Spiritualità e Neospiritualità sul Blog Tra Cielo e Terra che analizza alcune peculiarità dei movimenti esoterici nati tra ottocento e novecento, nell’ambito di due ondate di spiritualità che hanno caratterizzato l’Occidente (a proposito: a Occidente di cosa?).
La prima ondata, nata nella prima metà dell’Ottocento e giunta fino agli inizi della seconda guerra mondiale, ha visto la nascita dello spiritismo, della Società Teosofica Internazionale ed alcuni ordini iniziatici più importanti e conosciuti (tra cui la Golden Dawn di Mathers e Westcott) e, non da ultima, la nascita dell’Antroposofia di R. Steiner. In questo periodo la scena internazionale era connotata anche dalla crescita e dal consolidamento di innumerevoli correnti di pensiero esoterico e mistico che si richiamavano più o meno esplicitamente all’ermetismo, alla gnosi, al neopaganesimo, a Platone e al neoplatonismo. In alcuni casi alcune di queste dottrine hanno portato a  forme anche estreme di manifestazione,  compresa anche quella, dolorosa e incancellabile, del nazismo. La genesi e la presa sulla società e gli effetti devastanti che questo movimento ebbe sull’Occidente risulta ancora sconosciuta e/o incomprensibile alla maggior parte degli storiografi accademici, anche se non mancano studi seri e rigorosi che ne hanno messo in luce la nascita innanzitutto come movimento esoterico e, solo in seguito, come organizzazione salita al potere. Mi riferisco a testi come Il Mattino dei Maghi di Pauwels e Bergier, nonostante alcune inesattezze che lo caratterizzano, o a un autore come Giorgio Galli.

Oggi è anche Il Giorno della Memoria, questo post vuole essere a suo modo un contributo verso la corretta valutazione e comprensione delle radici di questa tragedia.

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Più recentemente, a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, da oriente giunge negli Stati Uniti e in Europa l’invito a una maggiore connessione dell’individuo alla propria interiorità, si diffondono in tutti gli strati sociali pratiche meditative di ogni genere, vengono introdotte le arti marziali, si assiste alla diffusione dello “Yoga per tutti”, e nelle strade non è difficile vedere gli Arancioni o seguaci di altre pratiche, dottrine o movimenti filosofici, mistici, religiosi o spirituali. Molti si convertono al Buddismo o decidono di andare in India o in Tibet spinti dalla ricerca di una più profonda dimensione spirituale. Il movimento che ne nasce, caratterizzato da un largo spettro di espressioni, finisce per contaminare l’espressione culturale e le dinamiche a livello sociale, compresa una certa impregnazione del set di valori correnti con nuove istanze tipiche della rivoluzione sociale degli anni 60, legate anche a una visione olistica dell’uomo e della natura. Questi nuovi modi di sentire e di concepire la vita, il rapporto tra i sessi e tra le persone, e tra uomo e ambiente, chiedono di essere espressi non solo nelle aule delle università, nelle scuole e nelle piazze, dove il movimento nasce e cresce, ma anche nei parlamenti e in generale nelle stanze dei bottoni.

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La terza e più recente ondata di spiritualità nasce alla fine degli anni ’90, con una data simbolica che potrebbe essere il 1999, carica di attese, aspettative e più di un timore (vi ricordate il Millennium Bug?) e caratterizzata dal fenomeno delle canalizzazioni  e dal recupero di molte istanze della tradizione esoterica, riproposte in forma moderna. Il web è il veicolo di diffusione planetaria dei nuovi messaggi che richiamano alla spiritualità. Dalla legge di attrazione, applicata in svariati modi, alla riscoperta della cultura e delle pratiche sciamaniche di tutto il mondo; dalla pratica della meditazione, magari eseguita tra una incombenza e l’altra da individui affrettati ma volonterosi di elevare la propria conoscenza di sé, alle discipline orientali che considerano da un punto di vista unitario il corpo, la mente, l’anima e l’energia vitale (Reiki, Shiatsu, Pranic Healing), si osserva il proliferare di una miriade di informazioni e di nuove pratiche.
Molti studiosi cercano di gettare un ponte tra scienza, le antiche tradizioni e la spiritualità di tutto il mondo. Pioniere di questo è Fritjof Capra, con il Tao della fisica. Costruire e consolidare questo ponte tra scienza e le altre scienze dello spirito è anche lo scopo della Categoria Evidenze Sperimentali in questo Blog.

Una differenza importante tra i primi due movimenti ed il terzo è caratterizzata dal livello di diffusione della cultura. Nel diciannovesimo secolo, fino alla prima metà del ventesimo, la conoscenza esoterica era tutto sommato ancora ad appannaggio di pochi individui, appartenenti alle classi piu elevate, dai rampolli delle casate nobiliari agli esponenti dell’alta e della media borghesia. Negli anni della rivoluzione culturale di quarant’anni fa, invece, le informazioni passavano attraverso libri, e riviste, ma si depositavano nell’immaginario collettivo grazie alle immagini e alle sensazioni veicolate dalla TV e dal cinema. Ovunque, ma soprattutto negli stati Uniti, si avevano notizie di maestri e guru orientali che, viaggiando instancabilmente, raggiungevano complessivamente un gran numero di persone (Osho, Krishnamurti).

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Il Crop Circle di Barbury Castle, chiamato “la madre di tutti i Crop Circles”

Oggi nella terza ondata la fa da padrona il web, che a partire dai lenti computer dei primi anni del “nuovo” millennio ha diffuso e continua a diffondere anche oggi, a livello planetario, un’enorme quantità di informazioni sia verbali che audiovisive, contribuendo alla conoscenza e alla condivisione dei temi della nuova spiritualità. Ricordo personalmente le numerose immagini di splendidi Crop Circles, che a tanti hanno ispirato l’inizio di un percorso introspettivo, che nell’autunno del 1998 osservavo ammirato sul PC di un amico (uno dei primi Pentium!) e che condividevamo copiandole sui floppy disk da 3.5″ !

Ortodossia e Gnosi

Grazie al facile accesso all’informazione (corsi, seminari e proposte di vario genere), per poter lavorare su se stessi, con lo scopo di trasformarsi nel progetto della propria anima, non sia più necessaria l’iniziazione ricevuta da un maestro o seguire il lento e difficile percorso proposto da una scuola esoterica.

Con un webinar di un’ora o un seminario nel fine settimana possiamo illuminarci o diventare tutti guaritori! (?)

Réné Guénon

Réné Guénon

Réné Guénon, negli anni ’20 del Novecento, nella sua infuocata opera Il Teosofismo mette in guardia i cultori delle nuove dottrine dai pericoli e da presunti depistaggi culturali che potevano derivare, a suo dire, dagli insegnamenti di E.P. Blavatsky, A. Besant, C.W. Leadbeter, e altri, non disdegnando aspre critiche anche nei confronti del giovane J. Krishnamurti e di R. Steiner. Successivamente, in Errori nello Spiritismo prende di mira i cultori del contatto medianico con i defunti o con entità di vario genere. In queste due opere, ma anche nella produzione successiva, Guénon si schiera come strenuo difensore di una presunta e spesso vagheggiata Tradizione spirituale presente fin dagli albori della civiltà umana.
Secondo l’autore francese uno dei criteri più importanti che distingue il praticante della “vera” spiritualità, è quello di basarsi su una dottrina essoterica (o exoterica) ortodossa per compensare e, anzi, evitare gli effetti potenzialmente devastanti dei voli pindarici dell’esoterismo. La liturgia, l’aspetto rituale di tale dottrina può manifestarsi anche soltanto come un culto di tipo esteriore, che quindi non necessariamente deve comprendere nel suo svolgersi quotidiano aspetti esoterici o iniziatici, anzi è preferibile che non ne abbia alcuno per garantire il suo potere strutturante, in grado di sostenere e proteggere il ricercatore nel suo viaggio interiore, fatto anche di studio e di meditazione sui simboli e i concetti della tradizione ermetica ed esoterica.
Guénon ritiene infatti fondamentale che la conoscenza sia la via principale per l’accesso alla vera spiritualità, quindi la sua è una posizione che potremmo definire tipica della Gnosi (non dello Gnosticismo). La via mistica e quella religiosa tout court non vengono viste allo stesso modo: vi è una netta preferenza da parte sua per la seconda.
Da qui il suo ritenere che una pratica spirituale caratterizzato da emozionalità e psichismo possa finire con il diventare un boomerang capace di controiniziare  (questo un termine di suo conio) colui che si lasci guidare solo dall’istintività.

Su questo punto (a differenza di molti altri aspetti e posizioni della sua imponente e pur preziosa produzione) mi trovo piuttosto in sintonia con Guénon.

Lascia perdere la mente… Così ti manipolo meglio

Spesso, nella mia esperienza, mi è infatti capitato di interagire con particolari personaggi, presunti o sedicenti maestri che ripetevano come un mantra “lascia perdere il mentale” o “vai oltre la razionalità“.
Sempre, nella mia esperienza, chi mi ha proposto di abbandonare la mia razionalità, connotandola come il drago da sconfiggere per accedere alla “vera verità”, si è sempre rivelato alla fine qualcuno che cercava di manipolarmi. Accusandomi di essere “troppo rigido” oppure “troppo mentale” o “razionale” e invitandomi ad “abbandonare il giudizio” (non assente da parte sua!) indicava l’unica soluzione possibile: consegnarmi alla sua guida, o meglio, alle sue grinfie in nome della vera e genuina spiritualità!

Di questi meccanismi ne ho già parlato nei post dedicati ai vampiri energetici, di cui il falso maestro è una delle varianti.

Per inciso, sono convinto che, senza un corretto allineamento del mentale alle emozioni e alla nostra stessa fisicità, l’accesso alla dimensione spirituale può essere addirittura precluso, e si rischia di scambiare per spirituale ciò che è soltanto una scimmiottatura di origine astrale.

Nel prossimo post parlerò di una “malattia grave” che può colpire chiunque abbia intrapreso un cammino di tipo spirituale: l’ego spiritualizzato.

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