Pubblicato da: Paolo | 22/12/2014

Il solstizio nel tempo sacro naturale

Raffaello, particolare da La Scuola di Atene

Raffaello, Platone (particolare da La Scuola di Atene)

Ultimamente mi sono preso del tempo per approfondire alcune tematiche, partendo dalla filosofia antica per arrivare al rapporto tra esoterismo e scienza moderna. Posto liberamente alcune riflessioni suscitate in me anche dalla particolare qualità energetica di questo solstizio d’inverno e naturalmente … vi faccio gli auguri di un ottimo Anno Nuovo!!!

Due concezioni della Natura

Dagli antichi la natura era considerata un’entità vivente, una realtà multidimensionale, diremmo oggi, estremamente variegata e multiforme, ma comunque riducibile a un principio unitario che la sovrasta e la sovrintende allo stesso tempo (a seconda delle tradizioni chiamata prâna, Chi, anima mundi…). Se per il vulgus essa era esperibile unicamente a livello sensoriale (come lo è anche per il vulgus attuale), da parte degli iniziati era invece intensamente vissuta attraverso i sensi sottili del sacro, con intuizioni, visioni, il sogno e il senso di analogia che permetteva di trovare corrispondenze tra ciò che si osserva tutto intorno (“in alto”) e all’interno di sé (“in basso”).

Da Les Très Riches Heures du Duc de Berry (XV sec.)

Da Les Très Riches Heures du Duc de Berry (XV sec.)

Macro e microcosmo coincidevano, nell’essenza, proprio nell’Uomo.
La filosofia di Platone e dei suoi successori (nel mondo classico Plotino, nel III sec. d.C., nel nostro Rinascimento citiamo Marsilio Ficino), l’Ermetismo,  e l’Alchimia si pongono come obiettivo comune la ricerca e la descrizione delle Forme, delle Idee, che riporterò in maiuscolo, in quanto qui citate come categorie platoniche), che sottintendono la natura delle cose, al di là delle apparenze, appunto “volgari”.
L’Oro, il metallo che noi indichiamo con il simbolo chimico Au, secondo gli Alchimisti è l’aspetto inferiore di quello che essi amano chiamare “il nostro Oro”, o ” Oro filosofale”, pregno di qualità di ordine soprannaturale e trascendente. È’ alla fabbricazione interna all’uomo di questo Oro che punta la Grande Opera alchemica.
La tripartizione nella natura in Mente Divina (Intelletto di Dio), Anima (il principio di vitalità universale, che ho citato più sopra) e Cosmo (mondo fisico visibile, concepito come ente ordinato) si rifletteva nell’uomo, composto da Mente superiore (quella di cui l’adepto conosce l’esistenza e le chiavi di accesso), Immaginazione (che l’uomo-mago utilizza come mezzo di modificazione della realtà) e Percezione (i cinque sensi ordinari, la memoria, le funzioni corporee). Al non-iniziato è possibile solo l’accesso a quest’ultimo livello, quello di base, dal quale l’esoterismo parte e al quale ritorna incessantemente, in quanto l’esperienza nel mondo è il laboratorio nel quale impiegare la propria conoscenza frutto di studio, di pratica e di trasformazione interiore.

La natura era il “gran libro” nel quale l’iniziato poteva leggere e trarre insegnamenti, conoscenze, tecniche e modalità di intervento in sé e nel reale, per portare cambiamenti in accordo con le leggi eterne del creato. In questo processo egli può sperimentare la vera Beatitudine, con il bilanciamento, attraverso la corretta espressione, delle funzioni corporali, il risveglio delle emozioni superiori e l’elevazione del suo intelletto alla pienezza dell’essere.

Il Solstizio nel tempo sacro naturale

da Isidoro di Siviglia De responsione mundi et astrorum ordinatione (1472

da Isidoro di Siviglia De responsione mundi et astrorum ordinatione (1472)

Naturalmente questa concezione sacra della natura si rifletteva anche nel concetto del tempo, oltre che in quello di spazio.

Proprio in questi giorni sento molto forte la qualità del momento che stiamo vivendo: il solstizio, con le giornate che inesorabilmente si accorciano e con i crepuscoli che a ogni pomeriggio erodono progressivamente minuti preziosi di luce solare.

Ora, mentre scrivo, sono iniziati i tre giorni di buio, in cui il Sole sta (sol stat, vedi qui per approfondimenti sul significato astronomico e simbolico di questo momento dell’anno) per riprendere il suo ciclo ascendente lungo l’eclittica. Sembrano dei giorni senza tempo, in cui tutto rallenta e si ferma, e in cui non avrei voglia di impiegare il mio tempo nelle consuete attività lavorative o di inquadrarmi in orari definiti.
Oggi mi sono concesso di vivere il momento, riposandomi fino a quando il mio corpo non ha desiderato alzarsi dal letto, facendo colazione con grande calma, e scrivendo di getto e con grande piacere queste poche righe, che spero siano gradite a te che mi stai leggendo, magari con il cellulare, mente sei di corsa, preso tra un impegno e l’altro, oppure davanti al PC tra un lavoro e l’altro.

Buona rinascita a te a tutti!!!

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Responses

  1. grazie per questo tuo articolo, questi giorni in particolare, ma anche tutto il resto dell’inverno, li percepisco anch’io come un tempo sospeso.
    vorrei ritirarmi in me nel silenzio, nel buio, nel sogno.. e quando posso farlo ne esco rinata.
    che violenza dovermi adeguare a ritmi sincopati che invece ci spingono all’esterno, a qualunque costo.
    ma anche questa è conoscenza, è discernimento..
    grazie ancora per le tue parole.
    auguri per un tempo nuovo!

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    • Grazie a te Raffaella, hai descritto perfettamente anche il mio stato d’animo di questi giorni, con parole chiare e semplici ma perfettamente descrittive anche del mio sentire. Auguri cari anche a te!

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