Pubblicato da: Paolo | 17/09/2014

Passare dal sapere al sentire

In questo post farò alcune riflessionii sul rapporto fra il sapere e il sentire, due funzioni che spesso appaiono opposte e inconciliabili. Passare dal sapere al sentire è per me la chiave per muoversi in questo mondo, specialmente per come è in questo momento.

L’apparente dicotomia è’ uno dei concetti centrali nel libro Conosci te stesso?, uno dei molti volumi redatti dal Cerchio Firenze 77, il gruppo nato in Italia ’inizio degli anni ’’50 del secolo scorso attorno alla figura del medium Roberto Setti (1930-1984). Non entro nel merito delle discussioni sulla natura della medianità, in quanto ho già affrontato l’argomento nel post su medianità e canalizzazione, o del racconto dei fatti eclatanti di cui Roberto e il gruppo si resero anche noti, dato che esulerei dagli scopi di questo post. Potete trovare altre informazioni anche in questa pagina: http://www.cerchiofirenze77.org/

Il chi e il cosa

Nella Bibbia leggiamo che la bontà di un albero si giudica dai suoi frutti. Da questo punto di vista vorrei segnalare la profonda verità racchiusa  nei corposi scritti di questo gruppo (occupano diversi volumi), al di là delle opinioni, esperienze e valutazioni personali che ognuno di noi può avere sul fenomeno del Medianità.

Per mia fortuna sono stato educato da uno dei miei maestri a non guardare tanto il “chi”, ma piuttosto rivolgere la mia attenzione al “cosa”: ossia sentire e sapere se ciò che una persona, un autore, un relatore a una conferenza, un amico, mi comunica, ha un valore, entra in risonanza con me, l’’effetto che fa dentro di me, le risonanze che crea. In base a questo riesco quasi sempre a decidere se proseguire nell’approfondire una cosa oppure se lasciarla perdere. Per mia fortuna, ma anche per mio impegno, ho quella che Evola, in una pagina memorabile, definisce una visione del mondo, che mi consente di avere un punto di riferimento costante (in termini battiateschi: un Centro di Gravità permanente).
Da questo punto di vista trovo che i contenuti del Cerchio siano di gran valore.

Passare dal sapere al sentire: la radioestesia

Questo passaggio ha rappresentato un momento chiave nel mio percorso evolutivo. Il sentire appartiene alla coscienza, e il sapere è frutto della mente razionale. In altre parole: l’’essere, che in Occidente ci piace contrapporre al divenire.
Aver ben presente questo passaggio non significa soltanto avere nella propria mente un ennesimo concetto astratto in piů. Lo trovo infatti estremamente utile e, scendendo nel concreto, di quotidiana applicazione nella mia pratica radioestesica.

Per me la radioestesia rappresenta infatti un utile strumento per focalizzare il mio sentire, da una parte, e dall’’altra la mia mente, avvalendosi delle conoscenze e dell’esperienza che ha a disposizione, mi permette di “dare un nome” a ciò che sento, per renderlo in qualche modo comprensibile e trasmissibile agli altri. In conclusione mi avvalgo della radioestesia non con la pretesa di etichettare, definire con precisione o incasellare in una teoria esatta le mie esperienze, ma per poter accedere pienamente ad aspetti della realtà che difficilmente potrebbero essere investigati in altro modo e che spesso appaiono piuttosto complessi e quasi infinitamente vari.

Passare da sapere al sentire può essere utile ora che spesso dobbiamo focalizzarci, più che su quello che ci è sempre stato detto, su ciò che sentiamo dentro di noi piu vicino alla nostra natura, per il nostro quotidiano e per il nostro futuro. Ogni giorno infatti assistiamo alla caduta degli schemi consueti e di ciò che, fino a poco tempo fa, ritenevamo pressoché eterno e “sicuro”.

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