Pubblicato da: Paolo | 22/07/2014

Nutrirsi di vitalità

Vitalità: una parola che, nell’ambiente della medicina complementare, si sente molto spesso. Oggi diamo una definizione, a livello energetico, di questo concetto che è la base di ogni forma di salute.

Di questo problema se ne è occupata anche la medicina tradizione indiana, oltre che quella cinese e molte altre.

Il triangolo pranico

Nel sistema dei chakra, il corpo eterico (la matrice che organizza le funzioni del corpo fisico) viene energizzato tramite tre centri o chakra situati sulla schiena.
Il primo centro corrisponde alla settima vertebra cervicale, il secondo si trova appena sotto al diaframma, spostato leggermente a destra rispetto all’asse centrale del corpo, e il terzo corrisponde al lobo posteriore del chakra della milza (o splenico). Essi formano il cosiddetto triangolo pranico. Il funzionamento dei chakra, in particolare del primo dei tre, essendo situato in prossimità della settima cervicale, può essere alterato dagli effetti di eventuali traumi fisici, dalla postura non corretta e infine  dallo stress nervoso che spesso, come molti sanno, viene somatizzato a questo livello attraverso tensioni alla muscolatura media e alta. Ciò che accade a livello del corpo fisico ha effetti anche sul corpo eterico per il noto principio della ripercussione (vedi A. E. Powell, Il Doppio eterico e altri fenomeni, ed. Alaya).
Chi soffre di cervicale spesso sperimenta, durante le crisi più dolorose, anche un notevole senso di affaticamento. Da quanto detto se ne può comprendere, a livello sottile, il perché: uno dei centri maggiori di ricezione del prana si trova a rallentare notevolmente il suo funzionamento.

Come migliorare l’ingresso del prana

Secondo alcune mie fonti, esperienze e sperimentazioni personali, è in questo punto, alla base del collo, che energie dannose e di entità di tipo parassitario tentano di entrare nel corpo energetico di un soggetto per trarne nutrimento sottile. In breve, per rubare energia.

Su questo punto può essere, d’altro canto, immessa dell’energia (prana) di buona qualità per poter riportare a uno stato normale di vitalità l’individuo, attraverso un trattamento di Pranic Healing oppure l’applicazione di preparati ricchi di energia vitale come i patch di cui si parla sempre più spesso (vedi anche il post precedente sul Ginseng Rosso).
Anche taluni esercizi, come quelli di Pranayama, o Yoga del respiro, possono essere utilizzati per aumentare lo stato di vitalità del corpo fisico, ma con le dovute precauzioni, in quanto si rischia di iperstimolare il corpo eterico, con conseguenti disturbi sul piano mentale e su quello fisico (nervosismo, palpitazioni ecc.).

Ricordo anche che una buona cura del corpo fisico, attraverso una dieta adeguata e le buone pratiche di igiene personale, sia a livello fisico che emotivo e mentale, devono essere impiegate per riportare il sistema a livelli di funzionamento ottimale, che può sussistere solo se vi è equilibrio tra i centri.

L'anatomia sottile dell'uomo secondo la Teosofia. Si noti l'entrata del prana nel chakra splenico (da Powell, Il Doppio Eterico, p. 59)

L’anatomia sottile dell’uomo secondo la Teosofia. Si noti l’entrata del prana nel chakra splenico (da Powell, Il Doppio Eterico, p. 59)

Dal punto di vista del funzionamento di questi ultimi,  l’assorbimento del prana nel corpo eterico, e quindi verso il corpo fisico, avviene in un soggetto in seguito all’entrata del prana da parte dello splenico, quando tutti e tre i chakra si sono attivati. I tre chakra funzionano infatti in sinergia, esistono dei collegamenti tra loro e quindi, come detto, è necessario operare in vista di un loro equilibrio. In questo concordano tutti gli studiosi dell’anatomia energetica dell’uomo.

Misurare la vitalità

Nelle misurazioni radioestesiche, per valutare la vitalità di un soggetto, si può misurare il cosiddetto IVP, o Indice di Vitalità Personale, che si misura in percentuale. L’IVP si riferisce al grado di funzionamento dei centri del triangolo splenico, e quindi dà una misura di come l’individuo si “nutre” di prana, e riesce ad assimilarlo. Spesso un semplice intervento di pulizia a livello del triangolo pranico, in particolare anche solo al chakra splenico, può migliorare notevolmente gli equilibri del soggetto, riportando l’IVP ai valori ottimali.

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