Pubblicato da: Paolo | 01/07/2014

Il prana o energia vitale

Parliamo del famoso prana, l’energia vitale, dalla tradizione alle più recenti ricerche, e, tra le sostanze commestibili che ne contengono di più, di quella che è una vera e propria miniera: il ginseng rosso coreano.

Nell’affrontare le tematiche sul campo vitale dell’essere umano ho spesso incontrato questa parola, che già conoscevo dal termine “pranoterapia”.

Powell e il doppio eterico

Tra gli autori della Teosofia trovo che A.E. Powell abbia dato una trattazione estremamente interessante della cosa, nel suo Il doppio eterico e altri fenomeni, sulle cui sintesi è basato questo post, e di cui consiglio la lettura a tutti coloro che desiderano avere un’idea più chiara ed esaustiva dell’argomento. Il doppio eterico, lo ricordo, è in pratica il rivestimento di energia sottile che circonda il corpo fisico, e ne costituisce di fatto la perfetta controparte sul piano energetico. Per quanto riguarda i suoi rapporti con il prana, sin dalle prime battute del suo trattato, Powell ricorda che nella tradizione indù il termine per il doppio eterico è Pranamayakosha, ossia “veicolo di prana” o della vitalità. Esso ha in particolare le seguenti funzioni:

– assorbimento e distribuzione del prana o energia vitale;

– collegamento tra corpo fisico e i corpi più sottili (come l’astrale e il mentale);

– conservazione della sensibilità che, generandosi in questo corpo, viene assicurata anche al corpo fisico (chiamato anche corpo denso);

– deposito della memoria dei fatti che hanno interessato quest’ultimo (gli effetti degli stimoli esterni, da quelli piacevoli a quelli dolorosi o addirittura traumatici).

E’ logico quindi pensare che gli anestetici agiscono inducendo la separazione del corpo eterico da quello fisico, causando l’insensibilità di quest’ultimo. Da questo punto di vista comprendiamo anche la persistenza della sensazione fisica di coloro che hanno un arto amputato; l’arto eterico esiste ancora e può dare tutta una serie di stimoli, tradotti poi in sensibilità fisica dal corpo denso.

Ricordo che la materia eterica è visibile soltanto a coloro che hanno facoltà chiaroveggenti, ma è percepibile attraverso piccole sensazioni tattili con la tecnica del Palming, che praticamente quasi tutti possono imparare.

Il prana

Prana, dal punto di vista dell’esoterismo indù, è una delle tre forze che derivano dal sole, assieme a Fohat (l’insieme delle energie fisiche) e la famosa Kundalini (il fuoco serpentino). Il termine deriva dal suffisso pra (fuori, avanti) e –na che indica l’atto di respirare, quindi, in qualche modo, movimento vitale, o che riguarda la manifestazione della vita. Per gli indiani Prana è il nome del Sé supremo, dell’energia dell’Uno della Vita del Logos (“Prana è vita”, secondo Indra). E’ anche uno dei sette elementi che circondano Brahma, assieme a Manas, Etere, Fuoco, Aria, Acqua e Terra.

La splendida cascata di Cerellaz (AO)

La splendida cascata di Cerellaz (AO)

Il prana abbonda quando vi è una grande quantità di luce solare, ed è presente nell’aria pulita e ricca di ossigeno: attorno a una cascata ad esempio.
Senza il prana il nostro organismo non sarebbe altro che un ammasso di cellule sconnesse,  non in grado di coordinarsi in modo coerente. Da qui si può pensare quanto la mancanza di vitalità, a causa dello stress, dell’insufficiente esposizione alla luce solare e all’aria aperta, dell’inquinamento (fattori tipici della vita di molte persone), possano agevolare l’instaurarsi nel corpo di un terreno ideale per la nascita di diverse patologie che in comune hanno la perdita di ordine e di informazione, ossia la degenerazione. Ma non vado oltre, dato che qui si esulerebbe dal campo dell’energia a quello di competenza medica, che lasciamo volentieri ai professionisti.

Il  gatto è un animale che possiede naturalmente una grande quantità di prana, quindi cerca spesso luoghi o persone in cui scaricarne un po’. Da qui ecco perché normalmente i gatti prediligono i punti della casa con energie non molto favorevoli o, in positivo, il senso di rilassatezza e di carica interiore che un gatto può regalare a colui che lo accarezzi a lungo.
Sembrerebbe che il prana possa avere diverse dimensioni (come le definisce Powell) corrispondenti alla vibrazione caratteristica dei diversi piani di esistenza dell’essere umano: abbiamo dunque il prana eterico, quello astrale, quello mentale… Questo ricorda da vicino la nozione di ordine dell’energia di zamperiniana memoria, di cui dà trattazione nel suo libro Energie Sottili e la Terapia Energo-Vibrazionale.
Di materia eterica, e di prana, oltre che di altre componenti, è costituita l’aura interna, formata da una serie di emanazioni di prana verso l’esterno. Di prana sono fatti i chakra più vicini al corpo fisico, ossia quello eterico: i cosiddetti chakra eterici.

Il Ginseng rosso: una miniera di energia vitale

Per introiettare nell’organismo una sufficiente quantità di prana, si può condurre vita all’aperto, ad esempio facendo attività fisica nella natura (meglio se in montagna e vicino a piante), nutrirsi di cibo con alta carica vitale (quindi bio, oppure coltivato/allevato in condizioni favorevoli alla piena espressione della vita: uova da galline non intossicate che razzolano a terra, per fare un esempio). La meditazione, le tecniche energetiche (il Tai Chi, lo Yoga, il Qi Gong, il Pranic Healing…) se applicate correttamente e costantemente, possono aumentare nel tempo sia la capacità di incamerare prana sia la quantità che viene conservata nel sistema sottile.

Ma come si può fare nel caso in cui il luogo in cui si vive, lo stile di vita che si conduce, o, peggio, le proprie condizioni di salute impediscano o rendano molto difficile poter accedere a queste fonti o assumere abitudini che rendano più elevato il proprio stato vitale?

Si può agire attraverso l’alimentazione, o applicando laddove serve il Ginseng rosso coreano.

A detta di Master Choa Kok Sui (MCKS), il creatore del Pranic Healing, che rivela l’esito di alcuni esperimenti condotti con questo portentoso integratore, è in grado di potenziare il corpo energetico umano e quindi gli effetti su quello denso divengono visibili entro poco tempo.

Nel suddetto esperimento, pochi minuti dopo la somministrazione orale di ginseng ha notato, attraverso la visione chiaroveggente, il raddoppio dell’aura interna dei soggetti (= aumento delle difese, anche a livello fisico) e l’espansione a più di un metro di distanza dal corpo fisico dell’aura esterna (detta anche aura di salute). Il processo di espansione ha riguardato anche i chakra, che diventano più grandi e luminosi. Oltre a questo effetto, di tipo chiaramente energizzante, MCKS e la sua équipe notarono anche un effetto di pulizia dei chakra, con espulsione dell’energia congesta. La sensazione percepita dai soggetti che si sono prestati all’esperimento era di piacevole rilassatezza (ricordate l’effetto del gatto).
Il Ginseng coreano appare ai chiaroveggenti più chiaro e luminoso del cibo normale. La parte più interna dell’aura di una cinquantina di grammi di Ginseng coreano è percepito di colore oro intenso e con un raggio fino a 30 cm, mentre la parte esterna dell’aura arriva fino a tre o quattro metri!
Nella medicina cinese il Ginseng è utilizzato ampiamente da millenni, anche  in combinazione con altre erbe, nel trattamento di diversi disturbi. Come ricorda il MCKS, è considerato in oriente come una medicina che praticamente “cura tutto” (da Pranic Healing Avanzato, EIFIS Editore, Cervia, 2009, capitolo Idee in Germe, Paragrafo Ginseng, pag. 316).

Come il prana entra e viene gestito nel corpo umano

La circolazione del prana secondo Powell (da Il Doppio Eterico, p. 59)

La circolazione del prana secondo Powell (da Il Doppio Eterico, p. 59)

In un prossimo post parlerò delle dinamiche con cui il prana viene veicolato all’interno del sistema energetico umano. In particolare il chakra splenico, o della milza, è uno dei punti di entrata del prana (o energia vitale) dell’aria e dei suoi globuli di vitalità nel corpo eterico. Provvede anche a distribuire il prana, che suddivide nelle sue componenti, agli altri chakra eterici e questi, attraveso un meccanismo che vedremo, al corpo denso.

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