Pubblicato da: Paolo | 10/06/2014

Sai riconoscere un falso maestro?

screaming teacher

Un saluto a tutti, oggi proverò a descrivere le caratteristiche di un vero maestro: ossia colui che, attraverso l’insegnamento, è in grado di aiutare chi gli presta fiducia.

Potere sugli allievi

Trovandomi spesso impegnato in attività di formazione o di insegnamento, ho potuto rendermi conto dell’enorme potere che si ha nei confronti degli allievi che – spesso con una certa dose di umiltà, di fiducia, di pazienza, e non di rado a prezzo di qualche sacrificio – scelgono di venire da noi in quanto ritengono di trovare del valore in quello che insegneremo loro. Da parte di chi si propone come insegnante, maestro o esperto che dir si voglia, la sensazione dell’importanza e della delicatezza di questo compito dovrebbe essere sempre accompagnata da un certo senso di responsabilità. E quando quest’ultimo riceve persone spinte dal bisogno di un maestro, di un guru o addirittura di un papà, a cui affidare la propria autonomia e da cui dipendere, questa sensazione dovrebbe diventare quasi un monito.

I falsi maestri: cinque criteri per riconoscerli

Nel corso della mia formazione (nell’ambito della meditazione, dello sviluppo della consapevolezza, delle energie sottili, del lavoro su di sé), a volte mi è capitato di dover “subire” la personalità di qualche esuberante e saccente maestro, al quale non si potevano rivolgere domande, pena reazioni quasi isteriche, come se tutto dovesse rimanere in un alone di mistero, che sarebbe stato dissolto solo a prezzo di chissà quali iniziazioni…a quanti di voi è successo?

Anche se a volte mi sembra ancora strano, esistono infatti ancora coloro che si ritengono depositari di un sapere esclusivo, da dispensare ai propri simili dall’alto della loro (presunta) superiorità.

A tutti questi individui ballerà ben presto la terra sotto ai piedi, dato che, a forza di perdurare in questo atteggiamento, incontreranno con ogni probabilità persone che, già dotate di una propria maestrìa, nel fermo intento di crescere e con un rilassato atteggiamento di voler condividere le proprie conoscenze, sapranno mostrare a questi “maestri della vecchia guardia” i limiti di ciò che presumono di sapere ma soprattutto quelli del loro atteggiamento.
Me li vedo, questi “maestri”, sempre più frustrati, arroccarsi nelle loro rigide posizioni e sputare sentenze sulla primordiali spirituale o sul basso livello culturale dei loro “discepoli”: c’é infatti ancora chi ritiene il livello culturale sinonimo di stadio evolutivo di coscienza

Dopo aver esposto il primo criterio per riconoscere un maestro non degno di questo nome vediamo subito qual è il secondo.
Dal rifiuto di condividere la propria conoscenza, a causa del desiderio smodato di potere sugli altri, che alla base evidenzia un malcelato problema di autostima, deriva un secondo atteggiamento: denigrare coloro che si operano nel proprio settore.
Ed ecco quelli che si incensano dicendo di operare per la Luce, di essere “solo canali” ma che non perdono occasione per parlare male dei propri colleghi, con giudizi di solito gratuiti e spesso pesanti. Probabilmente i loro bersagli non fanno parte dell’Unità Di Tutte Le Cose di cui si riempiono continuamente la bocca!

Se crediamo un quello che trasmettiamo, dovremmo essere felici di segnalare e favorire coloro che si occupano delle stesse nostre tematiche, perché lo scopo di fondo, al di là di qualsiasi particolarismo, dovrebbe essere quello di diffondere a più persone possibile la possibilità e i mezzi per dedicarsi alla propria interiorità.

Un terzo criterio è di osservare se il comportamento del maestro  è in sintonia con quello che dice. Se parla sempre di coerenza e di integrità, provate a osservare come si relaziona con voi… specialmente se siete di sesso diverso dal suo!
Quarta regola: osservatelo come si comporta in situazioni di difficoltà, o quando si verificano degli imprevisti. Nei primi istanti in cui si verifica l’imprevisto avrete occasione di cogliere bagliori autentici della sua vera natura!

In ogni caso vale la regola di ascoltarsi SEMPRE, e di ricordarsi che il nostro primo, vero maestro siamo noi.

Comunque non si può far tutto da soli

Con le mie considerazioni non intendo di certo affermare che chi non si è mai occupato di un certo argomento (nel nostro discorso l’allievo) abbia lo stesso valore di chi ha studiato e sperimentato molto (il maestro).

Neppure sostegno che non serva a nulla andare a scuola, frequentare corsi o momenti di formazione con un insegnante. Ci sono processi di apprendimento e di crescita che hanno probabilità di concludersi con successo solo se avvengono grazie alla trasmissione da un essere umano all’altro. Alludo alle discipline complesse, in ogni campo, o a quelle ove sia necessario ricevere una vera e propria iniziazione. Ci sono cose che possiamo imparare davvero solo se possiamo contare su qualcuno che sappia come trasmetterci la materia  fino al punto di poterla fare nostra.

I facilitatori di maestria

In sintesi semplicemente ritengo del tutto superata l’idea di verticalità della trasmissione della conoscenza.

Non dovrebbe più esistere il maestro che riversa in allievi ritenuti poco più che “contenitori vuoti”, la sua illuminata conoscenza. Colui che insegna, infatti, ne sa magari molto di ciò che tratta ma ha molto da imparare su altro, ad esempio sul come trasmettere le sue conoscenze, ed è quello che gli possono insegnare i suoi allievi o corsisti.
In quest’epoca di grandi avanzamenti e di diffusione delle conoscenze, naturalmente anche grazie al web, che non solo ha reso disponibile un’enorme quantità di informazioni, ma anche ha innalzato la possibilità di elevare qualitativamente il proprio livello di cultura e di coscienza, il passaggio di informazioni non può che avvenire attraverso un processo di scambio e non più di mera trasmissione a senso unico.
Una buona definizione di maestro per me è facilitatore di maestria altrui.

Volete raccontare la vostra storia?

Se volete raccontare le vostre esperienze (sia positive che negative) scrivetele come commenti a questo post: sarò lieto di pubblicarle!

E, in conclusione, ribadisco , da soli si può comunque raggiungere un certo grado di maestria: quella con cui ci poi ci si presenta dal”maestro”.

Termino citando il messaggio ricevuto di recente da una mia amica:

Gli spiriti risvegliati hanno bisogno di condivisione e non di insegnamenti dei maestri, il cui tempo è cessato.

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