Pubblicato da: Paolo | 02/03/2014

Vampiri energetici: la soluzione definitiva

Come accennato nello scorso post sui vampiri, eccoci qui per capire davvero come eliminarli dalla nostra vita. Ricordatevi solo che questa soluzione ha un prezzo: la rinuncia alla vostra zona di comfort.

Produrre emozioni elevate

In chiusura dello scorso post ho accennato al fatto che il cibo preferito dei vampiri, a livello astrale (emozionale), siano le cosiddette emozioni inferiori: la paura, la rabbia, l’invidia, il senso egoico dell’io e molte altre.

Ciò che, a livello di emozioni, è in grado di elevare lo spirito umano, come la gioia, il coraggio, l’altruismo, l’amore, la compassione, l’entusiasmo, la passione, la curiosità, può rappresentare un elemento repellente e destabilizzante per ogni vampiro degno di questo nome, capace di rendergli (come l’aglio, vedi sempre il post precedente) il sangue sgradevole e quindi, dopo qualche “morso” (in senso figurato), mollerà la presa! Almeno per un po’…

Ecco una utile strategia per uscire dalla “lista dei preferiti” del vampiro e contemporaneamente migliorare la nostra vita: produrre e mantenere al nostro interno, costantemente, emozioni elevate. Questo risulterà utile, oltre che per creare un terreno sfavorevole a quest’ultimo, anche per continuare a rimanere accanto ai vampiri di secondo livello (quelli meno consapevoli di esserlo, vedi il post introduttivo), categoria che personalmente suscita in me molta compassione e che senz’altro merita tutta la nostra attenzione, entro i limiti normali.

Come fare a produrre emozioni elevate?

foto-iniziale

Solo alcuni suggerimenti.

Rispolveriamo una vecchia passione, o ricominciamo a coltivare una buona abitudine.

Circondiamoci di persone positive e “nutrienti”.

Se la pratica della preghiera fa parte delle nostre “corde”, troviamone una che susciti in noi emozioni di cuore e recitiamola in modo continuo, anche nella quotidianità, in silenzio, fino a che non noteremo miglioramenti in noi. Questo aumenterà la nostra energia, sia in quantità sia in vibrazione, e al vampiro verrà sempre meno voglia di cibarsene.

Migliorare la nostra vita

E ancora: ricominciamo a desiderare una vita migliore! Analizziamo lucidamente la nostra  situazione e cerchiamo di rendere chiaro a noi stessi quello che non ci piace. Non sarà difficile comprendere quali sono i settori della nostra vita su cui possiamo agire, nella prospettiva di un miglioramento, nel piccolo e medio termine. Stendiamo un piano di azione, partendo da obiettivi di miglioramento meno complessi e più facilmente attuabili, i cui risultati positivi rafforzeranno in noi l’intenzione. Esempio: cambiare una cattiva abitudine come parlare male dei colleghi durante la pausa caffè, scegliendo di menzionare invece i buoni risultati ottenuti, o praticare un qualche tipo di attività fisica, arte marziale, yoga, meditazione o altra pratica.

Se impariamo a riformulare i nostri obiettivi di vita e di lavoro anche al di là dei desideri del vampiro “per noi” (ossia “per sé”), questo processo, come accennato all’inizio, comporterà alcuni cambiamenti.

Esistono molte tecniche e molti autori che ci possono aiutare in questo processo, che possiamo definire come miglioramento personale, e sui quali però non mi soffermerò in questa sede.

Kiev

Ma non illudiamoci. Il semplice fatto di lavorare sul cambiamento sarà in grado di diminuire gli assalti del vampiro, in quanto egli si troverà a essere piuttosto spiazzato, inizialmente, ma fino al punto in cui, rendendosi conto che ci sta per perdere, ci metterà di fronte all’aut aut: o me o il nulla! E quindi assisteremo alla sua disperata rappresaglia…

E allora, quando si è in guerra si hanno solo due scelte: o si fugge o si combatte.

La soluzione definitiva

Giamaica

Fin qui ho citato rimedi di carattere temporaneo, finalizzati alla sopravvivenza. Limitare i danni dall’interazione con il vampiro, potrà essere utile per avere a disposizione un po’ di energia, e per mantenere, oltre che un grado accettabile di salute ed equilibrio, il proprio posto di lavoro e la fedina penale pulita!

Ma la soluzione vera e propria non può non comportare un cambiamento al nostro interno, a livello della coscienza. Da qui deve scaturire la soluzione vera e propria, per liberarci e andare incontro al Sole oppure l’alternativa sarà rinchiuderci con lui, nella sua bara, per sempre.

La soluzione definitiva è riconoscere il vampiro dentro di noi.

Questo riconoscimento non dovrà avvenire solo a livello razionale o emozionale, ma dovremo Sentire quando noi siamo i vampiri.

Si tratta di analizzare l’interazione con il vampiro, e di cogliere analogicamente i suoi comportamenti rivolti a noi, ma anche i valori che ne sono alla base, come nostri, riconoscendoli al nostro interno.

Il vampiro ci sfrutta? Bene, chiediamoci quali persone, nella nostra vita, stiamo attualmente sfruttando per i nostri interessi, fingendo relazioni “vere” e “significative” ma che, in realtà sono solo funzionali ai nostri vantaggi personali. Naturalmente genitori e partner sono i candidati più probabili da cui cominciare, per poi allargare la cerchia agli amici e ai colleghi di lavoro. Una volta eseguita la “diagnosi” rispetto a queste relazioni proviamo a metterci alla prova, rinunciando (temporaneamente) a chiedere a queste persone di soddisfare i nostri bisogni o risolvere i nostri problemi e provando a cavarcela da soli. Questo ci darà subito una misura del nostro grado di parassitismo.

Il vampiro ci offende? Domandiamoci subito chi ci permettiamo di insultare o a cui manchiamo di rispetto, sentendoci autorizzati a farlo da una nostra presunta superiorità.

Il vampiro ci snobba davanti agli altri e poi, in privato, ci lusinga cercando di farci sentire indispensabili? Proviamo a immaginarci mentre decidiamo di non comunicare con qualcuno sentendoci nella posizione di farlo, salvo poi chiedere (quasi sempre con falsa empatia)  il loro aiuto quando ne abbiamo bisogno.

Questi sono solo esempi: applichiamo sulla nostra vita la legge dello specchio, che, com’è noto, agisce sempre!

Se siamo onesti con noi stessi,  facciamo un lavoro su di noi finalizzato al cambiamento, diventando sempre più responsabili di noi stessi riconoscendo al contempo i nostri attaccamenti.

Poi rivolgiamoci idealmente al nostro vampiro. La domanda, da fare nella nostra interiorità, potrebbe essere: che parte interna di me lui rappresenta? Che tipo di funzionamento ho al mio interno nei confronti di me stesso, che lui replica all’esterno agendo su di me (e altri)?

Quando avremo riconosciuto (ripeto, attraverso il Sentire) questo come parte integrante di noi, solo allora nasceranno dal dolore e dalla costrizione delle sensazioni nuove, di quieta pace, e di accettazione dell’altro al di là del giudizio. Una volta integrato questo dentro di noi, allora, e solo allora, saremo pronti ad uscire dalla nostra zona confortevole e a cambiare definitivamente la nostra situazione.

Da esseri umani liberi.

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Responses

  1. l’ultima parte mi ricorda i 7 specchi esseni che sono in parole povere: gli altri che sono il termine di riferimento per giudicare o comunque un nostro aspetto

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    • Caro Vincenzo, ottimo spunto. In effetti è solo attraverso la legge dello specchio che possiamo capire dov’è la via di uscita verso la nostra libertà interiore.

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  2. sei molto lontano dalla soluzione .. se hai una email privata ti scrivo…

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    • Anche se non credo di essere così lontano dalla soluzione – per dimostrata e ripetuta esperienza – la invito lo stesso a scrivermi. L’indirizzo di posta elettronica è riportato nella sezione “contatti”. Grazie per il suo interessamento.

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  3. E se il vampiro energetico agisce per telepatia ed è anche uno stalker cosa suggerisci? Premetto questa “persona” Vive nell’appartamento sopra il mio, la evito come la peste , non ho alcun contatto fisico e ho adottato misure per tenerlo lontano da me sia lui che le persone che frequenta.

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    • direi che stai facendo tutto ciò che è in tuo potere la soluzione migliore sarebbe cambiare casa. se provi a cambiare casa ma non ci riesci vuol dire che dentro di te ci sono ancora delle istanze che ti legano a questa persona. Ciò che accade all’esterno è sempre riflesso pe roiezione di ciò che si muove all’interno. Direi che comunque stai proprio uscendo dalla sua influenza, il processo è già avviato

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