Pubblicato da: Paolo | 09/02/2014

Difendersi dai vampiri

capo_arrogante

Come promesso nella prima parte sui parassiti energetici, l’argomento del nostro post di oggi è: come difendersi?

La prima cosa da fare è, come spesso si dice, prendere coscienza del problema.

Ci si può rendere conto di essere parassitati perché:

a) Il parassita tende a isolarci, inglobandoci, anzi invischiandoci nella sua quotidianità: sarà quasi inevitabile dover assumerci doveri, responsabilità e carichi spesso noiosi, odiosi o umilianti, se non offensivi, e dover espletare in continuazione compiti per lui. Già da tempo (e, si badi, con il nostro consenso) ci avrà convinto della necessità e inevitabilità di tutto questo, e del fatto che solo noi possiamo aiutarlo a gestire questa matassa interminabile;

b) Non ci sentiamo più felici e ci sembra più di non volerlo neanche essere o, addirittura, dubitiamo di averlo mai desiderato. Le preoccupazioni, i doveri, i contrattempi  imposti dal vampiro nella nostra vita riempiono sempre di più il nostro orizzonte. Non raramente ci avrà convinto di sentirci in colpa per il desiderio, raro e fugace, di prenderci degli spazi per noi, contrassegnandolo, a seconda degli ambiti, come egoismo imperdonabile o come poca trasparenza nei confronti dell’azienda, se non come vera e propria diserzione!

Se il vampiro è un vero professionista, quindi uno di primo livello (vedi post precedente) ci avrà già fatto capire da tempo, in modo più o meno esplicito, che non siamo qui per seguire i nostri sogni, ma per servire i suoi!

Se avete raggiunto la consapevolezza di essere in questa condizione, bene.
So che guardare in faccia la realtà e rendersi conto della propria situazione fa un po’ male, ma, credetemi, siete già alla metà del percorso necessario per uscirne.

Solo quando si vede con i propri occhi di essere a contatto con una persona dotata di poteri non comuni, che sta usando la vostra energia e occupando la vostra vita per i suoi scopi, allora potrete cominciare ad avere qualche speranza di uscirne.

Ci vorrà del tempo e ancora un po’ di sofferenza, ma questa volta soffriremo non solo per cercare di sopravvivere, ma per uscire dalla prigione verso la nostra libertà.

Attenzione: uscire ha un prezzo.

Il prezzo si chiama responsabilità personale: dovremo imparare l’arte di camminare da soli. Il parassita, infatti, ci ha succhiato la vitalità fino al midollo, e reso la vita quasi impossibile, ma almeno non eravamo soli… e in qualche caso pensiamo che ci ha anche protetti. O, meglio, ci ha dato l’illusione di farlo: sarebbe stato pronto a scaricarci in ogni momento se avesse trovato una preda migliore, magari più convinta, o semplicemente… più giovane.

Non parlate al vampiro

Un’avvertenza importante.

Nel caso ci sentissimo spinti da un senso di buonismo, molto pericoloso in questa fase, e provassimo a parlargli di questa cosa, di quanto male ci siamo sentiti, per farlo ricredere e tornare sui suoi passi ecc… ricordiamoci che il vampiro non può cambiare! Per lui non c’è speranza di poter pensare di stare sulle proprie gambe. Non perdiamo tempo a cercare di farlo ricredere. Concentriamo le nostre risorse e energie per trovare le strategie giuste per uscirne.

Uscirne, ma come?

Elencherò qui di seguito alcune delle vie possibili. A ognuno il compito di analizzarle e di metterle in pratica.

Il volume di MCKS per imparare a difendersi a livello energetico.

Gli scudi energetici. Sicuramente esistono diversi metodi per difendersi dalle aggressioni ma anche dall’atteggiamento snob di alcuni vampiri di primo livello, utilizzando i metodi di autodifesa psichica di Master Choa Kok Sui. Io li utilizzo da anni, vi assicuro che si vede la differenza: in presenza di una persona con uno scudo adatto, il vampiro tende a essere meno accanito e meno convinto; a volte “rimbalza” proprio!

Oscillare con il pendolo. Un altro metodo, che non richiede la conoscenza o la pratica dell’energia sottile, è quello di rispondere alle sue richieste, seguendo la tecnica del pendolo di Vadim Zeland, che trovato nel libro Lo spazio delle varianti. Come scivolare attraverso la realtà. Reality Transurfing
Si immagina che il parassita sia una sorta di pendolo che, oscillando molto vicino a voi, vi obbliga a scegliere se “salire a bordo” oppure, se rimanere a terra: in questo caso il pericolo è quello di essere travolti.

Allora la tecnica per liberarsene è questa: all’inizio accettate le sue richieste, oscillate un poco con lui, eseguite ciò che vi richiede, e, quando le oscillazioni hanno preso una sufficiente ampiezza, partecipate al grande movimento, ma a un certo punto, con molta eleganza, lo mollate, e lo lasciate aggrappato al pendolo delle sue richieste, come una scimmia alla sua liana!

L’aglio e il paletto

Nella tradizione si dice che i vampiri aborriscono l’aglio. Perché l’aglio è considerato un buon rimedio contro i vampiri? Quando l’aglio viene assunto, esso va anche nel sangue e viene espulso dai polmoni e dalla pelle. E’ chiaro quindi che il vampiro che succhia il sangue non gradisca l’aroma di aglio!

Lo stesso Igor Sibaldi, citato nello scorso post a proposito di vampiri, ci ricorda che i vampiri hanno paura di tutto ciò che rende sgradevole il sangue, ma questa affermazione non va letta solo dal punto di vista materiale.

L’aglio, dal punto di vista energetico, contiene infatti una grande quantità di prana (energia vitale) compatibile con la vita, è quindi un innalzatore naturale della vitalità e quindi delle proprie difese. in qualche modo innalzandone le vibrazioni.

Il cibo preferito dei vampiri energetici (la classe di vampiri di cui noi ci occupiamo) sono le emozioni basse, come la paura, la rabbia, l’invidia, l’afflizione. Ecco perché i vampiri (specialmente quelli di primo livello) fanno di tutto per rendere infelici le loro vittime, opprimendole, costringendole a secernere l’adorato “succo amaro” di cui si nutrono.

Ed ecco qui trovato il nucleo di un possibile rimedio, anche se non sarà quello definitivo… Ma ne riparleremo la prossima volta.

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