Pubblicato da: Paolo | 05/05/2013

Il paranormale alla luce del Campo Unificato

In questo post concludo l’analisi degli aspetti della teoria di Heim che interessano la nostra descrizione del nuovo paradigma.

Un’esistenza non facile

Burkhard Heim ebbe una vita piuttosto movimentata. Una cosa che non vi ho raccontato è che nel 1944, all’età di 19 anni, grazie a una sua scoperta, viene impiegato presso un laboratorio del Reich che si occupa dello sviluppo di esplosivi. Purtroppo un incidente occorso durante una sperimentazione gli costa entrambe le mani e la quasi totalità dell’acutezza visiva e dell’udito.

Dopo l‘inevitabile, tremenda e comprensibile crisi, Heim decide che consacrerà alla scienza ciò che gli rimane: la sua mente e la sua curiosità insaziabile. Parallelamente ai suoi studi di fisica, continuerà infatti per tutta la vita a coltivare una serie di argomenti tra cui la medicina, la psicologia, l’elettronica, la storia e la teologia. Il suo obiettivo è quello di comprendere in che modo la materia vivente e in particolare la mente dell’essere umano si pongono in relazione con la materia fisica.

Ma prima decide di trovare una teoria che spieghi tutti gli aspetti del mondo materiale… un  obiettivo che solo un genio si può porre onestamente.

Non si può dire comunque che la sua sia una Teoria del tutto, dato che non prevede l’esistenza di alcune categorie di particelle (come i gluoni e i bosoni W e Z0, verificati sperimentalmente).

Pur pesantemente limitato, anche grazie all’aiuto dei suoi compagni, Heim si laurea a 24 anni presso l’Università di Gottinga.

Heim e Gerda 1988

L’anno dopo sposa Gerda, che sarà, oltre che il suo angelo custode, anche sua fidata assistente nella sua attività scientifica. Qualche anno più tardi, nel 1954, Heim consegue il dottorato di ricerca e incontra al Max Planck Institute il prof. von Weizsaecker. A quell’epoca Burkhard ha già elaborato l’idea dello spazio esadimensionale ( di cui ho accennato nello scorso post).

Sull’antigravità, in breve

Dalla sua teoria di evince anche una possibilità di produrre l’antigravità a partire dal magnetismo. Allo scopo di cercare una conferma sperimentale, nel 1958 fonda un suo istituto di ricerca a Northeim per controllare gli effetti di interazione tra magnetismo e gravitazione previsti dalla sua teoria, ma purtroppo per mancanza di fondi le ricerche non andranno molto avanti, nonostante l’interesse nell’ambito dei voli interplanetari suscitato dalla sua teoria. Nel 2004 l’Istituto Americano di Aeronautica e Astronautica ha consegnato a Walter Dröscher e Jochem Hauser (due collaboratori ed “eredi” del lavoro di Heim)  un premio nel campo dei voli ad energia nucleare.  Alcune sperimentazioni recenti per testare le idee di Heim sulll’antigravità  non sono riuscite a dare una conferma ufficiale.

Difficoltà di pubblicazione

Negli anni sessanta del secolo scorso, al definirsi dei caposaldi della sua teoria, Burkhard sperimenta grosse difficoltà a pubblicare il suo lavoro, dato che nessuno si vuole cimentare nella comprensione della complessa matematica e del formalismo introdotto dal geniale scienziato per strutturare la sua teoria.

Solo nel 1977 Heim riuscirà a pubblicare la sua teoria in due volumi, e, per dimostrane la consistenza fisica mostrò come essa permette di predire la massa e altre caratteristiche di una grande quantità di particelle subatomiche.

La visione della vita nella teoria di Heim

heim

Chiudo la parentesi biografica e quella sull’antigravità, dato che quello che più mi interessa è la visione di Heim di ciò che chiamiamo vita: il nostro di occupò infatti anche di studi di paleontologia e di biologia, e fu molto interessato rapporto fra l’umanità e le risorse del nostro pianeta.  Secondo lui nel caso degli esseri umani il cuore della personalità è rappresentabile come una struttura non locale e avulsa dal tempo (X5 e X6, vi ricordate?), dotata di alta complessità e capace di sopravvivere alla morte del corpo fisico. Praticamente la definizione di anima secondo Heim!

Ed ora vediamo quali aspetti della teoria di Heim, che qui considero solo a livello qualitativo (data l’enorme difficoltà teorica imposta dal formalismo heimiano) possono essere associati alla definizione del nuovo paradigma, nello sviluppo della mia esposizione lungo i post nella categoria “EVIDENZE SPERIMENTALI”.

Alla fine della sua carriera Heim e i suoi collaboratori giungono a descrivere la realtà aggiungendo allo schema iniziale altre sei dimensioni, per un totale di dodici. Cito Per completezza lo schema:

LE PRIME SEI DIMENSIONI

spazio       R3 (x1, x2, x3)

tempo       T  (x4)

struttura   S2 (x5, x6)

E fin qui siamo ancora nell’ambito di una realtà fisica sperimentabile; riguardo a S2, ossia l’informazione manifesta, è ancora fisicamente possibile avanzare alcune considerazioni a partire dalla realtà sperimentale.

LE RESTANTI SEI

informazione  I2 (x7, x8)

origine dell’informazione  G4 (x9, x10, x11, x12)

E qui lo stesso Heim, pur avendo trovato un formalismo matematico in grado di descrivere questi nuovi ambiti,  dichiara che ben poco si può dire, specialmente per le ultime quattro dimensioni che raggruppa sotto la sigla “G” che sta per GOTT, ossia “Dio”, ossia imperscrutabile , come la volontà divina!

Nuova comprensione dei fenomeni biologici e cosiddetti paranormali  

La teoria di Heim potrebbe costituire un utile quadro teorico nel quale trovare spiegazione di diverse cosucce che in ambito radiestesico, e non solo, molti conoscono. Potrebbe in particolare illuminarci su alcuni degli aspetti che sto trattando in questi post dedicati al nuovo paradigma, che vorrei focalizzare maggiormente, cercando, dove possibile, di citare lo stesso Heim.

I – BIOLOGIA.

Der Elementar Prozess

a) Strutture che dirigono l’evoluzione della vita. Nell’articolo del 1982 “Der Elementarprozess des Lebens” (Il processo elementare della vita) Heim illustra 30 anni di ricerche su tale argomento. Calcola che l’emergere di nuove specie in natura non può essere spiegato con la semplice casualità, ma intravvede un principio intelligente sottostante.

La fonte di queste mutazioni evolutive viene individuata di nuovo nello spazio S2, nel quale risiederebbero le condizioni per la loro manifestazione.

Sheldrake Causalità Formativa

L’influenza informativa delle transcoordinate ricorda davvero molto da vicino la teoria del biologo inglese Rupert Sheldrake dei campi morfogenetici, ovvero di campi non fisici responsabili della forma e della funzione degli esseri viventi. Essi protrebbero appartenere a quello potremmo  definire quinta e sesta dimensione (X5 e X6, ricordate?), da dove agirebbero sulla materia/energia della realtà quadri-dimensionale. Ne parlerò tra breve, ma penso che molti di voi ne avranno già sentito parlare (in campo olistico vengono citati a tutto spiano)…

Nell’articolo “Ein Bild vom Hintergrund der Welt” (Un’immagine del retroscena del mondo, 1994) Heim suggerisce che la possibilità di controllo appartiene agli esseri viventi in “strutture ad alto livello”, e qui la definizione appare ancora più chiara in direzione di questo concetto.

Non a caso nel terzo volume della pubblicazione congiunta con Droescher, nel 1996, troviamo un articolo dal titolo “Strukturen der physikalischen Welt und ihrer nichtmateriellen Seite” (Strutture del mondo fisico e la sua parte non materiale).

microtubulesfigure2

b) Comunicazione cellulare. Un’altra conseguenza della teoria di Heim la cito qui ma puntualizzo di non aver avuto ancora modo di approfondirne la portata. Si tratta della presenza di campi elettromagnetici coerenti all’interno dell’organismo umano e in generale di tutti gli esseri viventi. Ciò spiegherebbero la capacità delle cellule di comunicare fra loro in modo istantaneo.  Qui bisognerebbe approfondire il discorso dei biofotoni (gli esperimenti di Popp… molto interessanti).

II – TELEPATIA/PSICOMETRIA/RADIESTESIA. Secondo la teoria di Heim, le informazioni sull’organizzazione della materia/energia, almeno a livello teorico, potrebbero essere conservate nella 5a e 6a dimensione. Un essere umano con la sua coscienza potrebbe accedere a questi piani e di qui potremmo avere la spiegazione di parecchi fenomeni cosiddetti paranormali.

III – TELECINESI/RADIONICA. Come conseguenza delle considerazioni di cui al punto precedente, l’essere umano, in possesso delle chiavi di accesso (iniziazione) e addestrato in modo specifico, potrebbe riuscire a influenzare volontariamente il funzionamento dei campi in tali dimensioni, e vedere manifestati i risultati sul piano materiale. Questo aprirebbe la strada a riconsiderare scientificamente poteri umani quali la psicocinesi, gli apporti medianici e tanti altri fenomeni impropriamente definiti paranormali, compresa anche la radionica.

Possono infatti essere concepiti, sul piano delle transcoordinate (in particolare in X5), infiniti spazi-tempi, in funzione del loro grado di organizzazione. Ogni spazio-tempo è in potenza finché, a causa di processi che avvengono a livello di X6, succede qualcosa che determina la venuta alla realtà di uno di essi. Questo qualcosa potrebbe essere la proiezione radionica dell’operatore che, focalizzando la sua intenzione sull’obiettivo, potrebbe influenzare con la sua coscienza questi livelli di realtà potenziale, determinandone “il precipitare”.

In conclusione, cito le parole del fisico teorico Hans Theodor Auerbach, che lavorò con il nostro, “per quanto riesco a capirne, la teoria di Heim è ingegnosa (…) e penso che la Fisica prenderà questa direzione nel futuro…

Parole profetiche?

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