Pubblicato da: Paolo | 03/02/2013

Chesed: l’amore senza limiti

In questo post troverete la descrizione della terza polarità (yang) della triade di Sefirot che rappresentano anche le tre polarità: Chesed.

Sono appena uscito

Dalla mia tomba

Là vado, non sono uno schiavo

Nella mia mano destra

C’è la spada della verità

Nella mia sinistra

Il fuoco dell’amore

(Free, Seven Angels)

Chesed, il cui nome significa Grazia, o Misericordia, rappresenta, nella nostra triade di Sephirot di cui oggi completiamo la descrizione, la polarità PLUS. La triade, lo ricordiamo,  è composta da Chesed, da Ghevurah, polarità MINUS e Tipheret, il NEUTRO, la terza forza equilibrante. Insieme costituiscono un accordo, dove ogni nota suona diversa eppure in armonia con le altre.

Ma torniamo alla nostra Sephirah.

La sua polarità risonante è YANG, coerente al ramo maschile dell’albero della vita nel quale è posta.

Uno dei suoi simboli è il bastone, che collega il cielo con la terra: lo si usa impugnandolo dall’alto per toccare la terra, in basso. E’ anche il simbolo del comando, una delle funzioni attribuite alla polarità PLUS: colui che dirige, che apre la via e fa strada con il bastone; il potere che è in grado di dare la direzione, condurre e creare  progetti.

Innumerevoli sono le immagini del “bastone del comando” che si susseguono nella storia e nella mitologia, da quello con cui Mosè divise le acque e successivamente indicò la Terra Promessa; a quello rinvenuto nella tomba del giovane faraone Tutankamon, sul cui manico sono ritratte le razze sottomesse al suo dominio; al bastone dei principi-pastori poi ripreso in ambito greco, latino e in fine divenuto il pastorale vescovile cristiano; a quello che veniva spezzato sulle ginocchia del re di Francia morente al grido “il re è morto”, per poi consegnarne uno nuovo al suo successore con il motto “viva il re”.

Tibetan_Dorje

Chesed è anche Misericordia: l’amore infinito che viene elargito a tutti ma a condizione di essere conformemente contenuto dall’azione di Ghevurah, che così svolge la sua funzione. Il re buono, che amministra la giustizia corretto e sorretto dalla “giusta Forza” condurrà il suo popolo alla pace e alla prosperità, il cattivo re lo amministrerà da tiranno, portandolo alla rovina.

Al Re Buono si ubbidisce davvero soltanto quando  i suoi “sudditi” hanno sviluppato dentro di sé, attraverso la disciplina (fornitagli da Gevurah) il senso dell’umiltà, che significa etimologicamente “della terra”. Proprio perché è buono (sa esprimere l’amore misurato) verrà seguito e rispettato dai sudditi, che svilupperanno a loro volta la qualità della devozione e non quella, deteriore, della piaggeria.

Abbondanza = Amore + Forza

La Forza, ascendendo, incontra la discesa dell’amore infinito, e in ogni livello lo rende disponibile nella giusta misura alle condizioni di tutti gli esseri.

L’Abbondanza qui può essere intesa in due gradi di significato conviventi. In primo luogo come espressione del giusto equilibrio tra vuoto e pieno, quindi il segno più tra le due polarità rappresenta la loro unione indissolubile. Un’altro livello è l’assimilazione di Abbondanza al concetto di spazio pieno (o almeno tendente al pieno), spazio che si muove con tutti gli stati della materia e permette la trasmissione delle informazioni, ognuna con la sua portante, vibrando realizza così le dimensioni dello spazio e del tempo.

Il bastone attraverso cui il Re può fare, è anche simbolo della coscienza che domina la materia trasmutando il corpo fisico. Unito alla forza della struttura (YIN) e alla giustizia del ritmo conciliante (NEUTRO) crea e ìmpera su tutta la materia.

Il 4, numero ordinale di CHESED,  è il numero di Dalet, la quarta lettera dell’alfabeto ebraico, che tra gli altri significati a anche quello di porta, di apertura verso qualcosa di nuovo. Qui troviamo la valenza di tramite, di passaggio del 4, verso una realizzazione ancora più alta rappresentata nella triade superiore da Chokhmah, la numero 2.

Così immaginavano il re, ad esempio, i popoli celtici, chiamandolo “Albiorix”, re (rix) del mondo (albio, bianco, il colore dell’acqua profonda che scorre nella terra), ma anche interpretabile come “re” grazie alla “forza giusta”, della terra, a Gevurah. Ha lo stesso significato l’iniziazione impartita ai regnanti Khmer, in Indocina, che venivano incoronati alla presenza del sacro Shiva-lingam, emblema del potere maschile dello YANG, fallico, appoggiato su quello uterino e femminile, YIN, sua controparte e insieme sua “misura”.

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