Pubblicato da: Paolo | 27/01/2013

Ghevurah: la forza giusta

Proseguiamo con il contributo di oggi dedicato alla Sephirah Ghevurah.

Buona lettura!

Nigra sum sed formosa

filiae Ierusalem

sicut tabernacula Cedar

sicut pelles Salma

 Cantico dei Cantici, 1,5

Le ragioni dell’ «ardente desiderio», del «cercare con il cuore», della materia che si trasforma, sono l’essenza di Ghevurah, la quinta Sephirah. Essa è la forza e il discernimento, la separazione della luce dalle tenebre nel secondo giorno della Creazione biblica.

Per gli alchimisti è l’atto stesso della trasmutazione, che filtra dalla materia indifferenziata di Chesed le impurità, donandole nuova vita.

Dal punto di vista della Medicina Tradizionale Cinese, è la forma in cui si manifesta lo Spirito Universale, la polarità yin che esprime la struttura. Prende forma e vita dal meridiano straordinario REN MAI, il mare dello Yin, che si occupa di costruire, delimitare e proteggere il corpo in tutte le sue manifestazioni. Delle tre forze, Ghevurah rappresenta, infatti, quella Yin, la negativa, quella che oppone resistenza alla “positiva affermante”, rappresentata da Chesed [1].

Nella simbologia di tutte le tradizioni si identifica con il vaso, il calice, il ventre, la terra, lo scrigno. Sono tutte metafore per quel “luogo” in cui si compiono le “meraviglie” dello spirito: la nascita, la rinascita e la trasmutazione. Senza il contenitore, la trasformazione non è infatti possibile.

Ghevurah è il contenitore che con la sua forza riesce a contenere l’amore di Chesed. E’ l’archetipo del contenitore per eccellenza: essendo polarizzata MINUS possiede la grande capacità di contenere la forza vitale amorevole (PLUS), ma ad essa si lega inevitabilmente per stabilizzarsi nella sua propria funzione e non deviare da essa. L’amore vitale (contenuto) altrettanto necessita di questa sua controparte per mantenere nello stesso modo la polarità a cui appartiene. Se è in equilibrio è il contenitore ideale, né troppo rigido, né troppo lassivo, che riesce a modellarsi secondo le necessità del momento e le spinte dello yang; se ci sono spinte eccessive le placa (funzione di resistenza); se sono corrette, si modella costruendo ad hoc il contenitore, sia nel materiale, sia nella forma. Queste due variabili sono della massima importanza: sono loro il collegamento vero e proprio con la terra e le energie femminili, che permettono alle nostre essenze di rimanere in questa realtà.

Ne troviamo una curiosa espressione in certe rare raffigurazioni mariane medievali note come “Vierges Ouvriantes”. In tali sculture, di solito lignee, la Vergine alchemica, la “Madre di Dio” cristiana nella sua più ampia accezione, la Madre Terra, la Grande Dea degli antichi e il “contenitore” si fondevano, assumendo la forma complessa di una Madonna (a volte ritratta mentre allatta, altre solo con il Bambino sulle ginocchia o in braccio) costruita in modo da poter alloggiare al suo interno, come in uno scrigno, la Trinità.

Per questa sua caratteristica di “contenere” e per il suo posizionamento sul ramo sinistro (yin) dell’albero,  Ghevurah risuona con il meridiano di cuore, appartenente al livello Shao Yin insieme a Reni e, all’opposto, al Tai Yang, a cui appartengono i meridiani di Vescica e intestino tenue; ai primi è associato l’elemento Freddo, mentre ai secondi il Calore [2].

Nel primo corpo la pelle è una degno veicolo dell’espressione dello yin. Le  sue funzioni sono molteplici: protettive, di contenimento, di separazione ma anche di collegamento tra interno ed esterno; di dar forma ai contenuti da questo lato carenti (ad esempio tutti i fluidi: cibo, acqua, sangue, urina, ecc…).

Presso gli antichi Egizi, la “pelle” dell’Universo era la dea Nut, soprattutto nella sua essenza primordiale di “femminilità del cielo”, di “abisso da cui  tutto proviene” , di “massa liquida che separa i mondi e insieme, li contiene [3]. Si poteva “uscire nel giorno”, rinascere a nuova vita nell’eternità solo attraverso il ventre della dea, sottoponendosi alla “pesatura del cuore”.

Nella medicina tradizionale cinese CUORE è il contenitore dello shen [4], lo spirito che tutto pervade e che dona la vita; si raccoglie nel cuore  sia lo shen donato alla nascita, sia quello prodotto dalla essenza durante l’esperienza del vivere quotidiano.

NOTE

[1] Tratteremo di questa Sephirah nel prossimo post.

[2] Le correlazioni tra le Sephirot e i meridiani della MTC sono a due dimensioni: triade orizzontale di sfere) e tripartizione verticale dei rami.

[3] Vedi Il cielo egizio era femmina

[4]“Costituisce la radice di tutta la forza spirituale dell’uomo. Risiede nel cuore e si dirama a tutti gli altri organi. L’emozione associata è la gioia, l’allegria” (fonte: Wikipedia).

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