Pubblicato da: Paolo | 08/11/2012

Camminare a fianco di un Arcangelo

Il Sogno di Giacobbe da un antico manoscritto (London, British Library, ms. Add. 27210, c. 4b)

Come anticipato negli scorsi post, nel giorno di un’antica festa dedicata a San Michele (8 novembre) vorrei parlarvi in particolare di alcuni aspetti dal punto di vista esoterico (cioè che porta all’interiorità).

Come quasi tutti sanno, il 29 settembre è l’unico giorno di tutto il calendario cristiano dedicato alle energie arcangeliche: si festeggiano S. Raffaele, S. Michele e S. Gabriele. A partire dal Sinodo di Laodicea  (IV sec., che bandì, tra le altre cose, anche l’astrologia) la Chiesa ha proibito il culto degli angeli, in qualsiasi forma, a parte i tre arcangeli appena citati, che vengono inseriti in una festa “sancita”.

Gli angeli

Ma il culto degli angeli è sopravissuto in qualche forma anche nella liturgia cattolica. Igor Sibaldi, in una sua conferenza di qualche anno fa (dal titolo Angelologia Clinica),  ha ricordato che possiamo trovare molte delle caratteristiche degli angeli descritti dai testi tradizionali (ad esempio in alcuni testi cabalistici del XVII sec.) nei santi del martirologio cristiano. “Santo” (in latino “sanctus”) vuol dire appunto “sancito”, permesso dalla Chiesa di Roma.

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Lo stesso Sibaldi, nello splendido Libro degli angeli e dell’io celeste. Che angelo sei?, definisce “angelo” una corrente energetica che connette l’individuo al resto dell’universo. Tra l’uomo e la massima estensione in alto conoscibile, che si può chiamare “Dio” o “Coscienza Universale”, esiste una sorta di differenza di potenziale. L’angelo è appunto la corrente che scorre tra questi due poli. 

L’angelo di una persona è la sua particolare modalità di percepire, relazionarsi e interagire con l’esistenza. Personalmente questa definizione mi piace molto, in quanto ha notevoli implicazioni anche di ordine pratico.

Naturalmente questa è una visione che va oltre l’immagine New Age di angelo: un essere di forma umana e dai tratti teutonici (alto, biondo, pelle chiara) con le ali, che giunge fino a noi (magari di notte, ai piedi del letto) per consolarci e al quale possiamo chiedere di risolvere per noi determinati problemi…

i 72 nomi di Dio, corrispondenti ai 72 angeli della Kabbalah (da A. Kircher, Oedipus Aegyptiacus, in M.P. Hall, The secret Teachings of all ages: clicca sull’immagine)

Penso che ogni persona minimamente matura dal punto di vista spirituale potrebbe (e non dovrebbe: leggi qui, nella descrizione della sezione La Tradizione esoterica di questo blog) evitare di concepire in forma umana energie che si possono contattare, ma che non necessariamente hanno forma umana e dialogano solo con noi. “Corrente energetica” significa infatti che ognuno può accedere a una determinata qualità energetica, e che quindi nessuno può arrogarsi il diritto di avere in esclusiva il “suo” angelo.

Anzi, secondo i testi cabalistici che trattano di angelologia, quando una persona riesce a raggiungere il massimo sviluppo personale e spirituale, è proprio quando, dopo lunga esperienza e esercizio di volontà e capacità di mettersi in discussione, ha imparato a conoscere e a interagire con tutte e 72 le energie angeliche (questo è il numero delle suddivisioni descritte dalla Qabalah, vedi immagine in alto).

Chiudo qui queste considerazioni, aggiungendo soltanto che, secondo la Qabalah, le energie angeliche provengono dalla sefirà di Yesod, che corrisponde al Mondo gerachico di Yetzirah, o della Formazione. Questa dimensione o livello di realtà, corrisponde al livello in cui le istanze provenienti dall’alto vengono realizzate sotto forma di “contenitori”, ossia di forme chiuse, limitate, che portano in sé la nozione di confine, di contorno, tipica delle “cose che stanno in basso” (Sibaldi, dal Libro degli Angeli). Qui non si crea nulla, ma si lavora su qualcosa che è stato creato altrove (nei livelli o Mondi più alti, vedi un poco più avanti).

La dimensione yetzirahtica è contattabile dall’uomo, secondo i cabalisti, anche attraverso la contemplazione delle costellazioni (l’astrologia, ecco qui uno dei motiv della proibizione di Laodicea, che metteva insieme angeli e astrologia).

Gli arcangeli

Gli arcangeli o energie arcangeliche appartengono invece al mondo di Briah, il mondo della Creazione, dove risiedono i semi e le radici di tutto ciò che si manifesta nei mondi inferiori (Yetzirah, appunto, e Assiah, il Mondo dell’Azione, in cui abitiamo come esseri incarnati).

Secondo la Qabalah gli Arcangeli sono dieci.

Gli Arcangeli sono annunciatori. Irrompono al nostro livello per aprire di colpo alla consapevolezza gli esseri umani  che non ne rifiutino il messaggio (ricordate le apparizioni dell’Arcangelo per far costruire il santuario?)

Nella pittura (soprattutto in quella rinascimentale) sono raffigurati con le ali multicolori, che simboleggiano ciò che ha parvenza di eterno nelle cose visibili.

L’Arcangelo Mikhael

Vorrei ora parlarvi di alcune qualità dell’energia dell’Arcangelo Michele. Il discorso appena fatto dovrebbe farci riflettere che la raffigurazione tradizionale di quest’ultimo (che descriverò tra poco) è da intendersi in modo altamente simbolico, un ‘immagine articolata che ci serve per sintetizzarne in modo sintetico ma efficace le caratteristiche e le funzioni. Incroceremo queste informazioni con quello che personalmente ho trovato alla Sacra di San Michele.

In uno post su Thoth di un anno fa descrivevo alcune caratteristiche che ora vedremo ritornare anche nel caso del nostro Arcangelo.

Vi ricordate la pesatura delle anime, di cui abbiamo parlato nel post appena citato?

Fig. 2 - San Michele pesa le anime (da

Luca Signorelli – San Michele pesa le anime

La stessa funzione la vediamo nell’affresco del Signorelli che riporto qui a lato. E visibile San Michele con un copricapo che ci ricorda l’elmetto alato di Mercurio, mentre pesa su una bilancia un’anima pia, che prega, e una dannata: il piatto scende decisamente dalla parte di quest’ultima.

Molti si ricordano che S. Michele viene pregato per i moribondi per invocare una buona morte… difficile non  pensare che si tratti della medesima funzione di Thoth.

S. Michele, difendici nel combattimento, affinché non periamo nel giorno del tremendo giudizio“: questa un antica invocazione.

Da una divinità egiziana a un arcangelo cristiano… Sibaldi ha ragione a dire che nel culto cattolico c’è moltissimo di egizio (vallo a dire ai fondamentalisti che anche dalle nostre parti non hanno scherzato in passato…).

Difensore della verità e della purezza

I concetti di verità e purezza della piuma della pesatura egizia li ritroviamo infatti anche nell’Arcangelo Michele, che è proprio il difensore di ciò che è puro.

Che cos’è “puro”?

Secondo me è puro ciò che appartiene alla nostra natura, “impuro” ciò che ce ne allontana. Come a dire: se facciamo qualcosa di lontano dalla nostra vera natura, provochiamo un abbassamento della nostra pulizia, o, se si preferisce, del nostro equilibrio.

L’arcangelo Michele viene sempre dipinto o raffigurato con una spada nella mano. In alcuni casi lo si è raffigurato nell’atto di bloccare, infilzare, ferire il diavolo. A me piace molto pensare che anche nella nostra epoca la spada possa servire a dividere il puro dall’impuro, ossia, per ognuno di noi, aiutarci per rendersi conto della sua natura fino in fondo, qualsiasi possa essere le conseguenze.

Mi ricorda un po’ la parabola dei talenti di cui si parla nel Vangelo.

Sul concetto dei Mondi cabalistici e su altre cose che ho scritto ritornerei volentieri in futuro, ma potete trovare un’ ottima trattazione nella poderosa opera di Manly Plamer Hall che ho riportato in didascalia, opera che bisognerebbe tradurre in italiano, ma per farlo io avrei bisogno di una giornata di 50 ore!

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Responses

  1. Grazie Paolo, volevo già parlartene in riferimento al post precedente ma in questo ho trovato molte conferme. Oltre a cose delle quali non posso parlare in questo commento (magari in privato se ti interessa) volevo dirti che un mesetto fà ho partecipato ad un laboratorio sulle forme archetipiche celesti e ci hanno fatto rilassare, visualizzare tutti i pianeti del sistema solare e scegliere quelli con i quali ci sentivamo più in risonanza, poi dovevamo scegliere delle matite colorate e disegnare o scrivere quello che ci veniva naturale. Bene, io ho sentito Mercurio e Urano, Pensando a Mercurio mi è venuto di disegnare con il rosso come delle lunghe lingue di fuoco che si estendevano verso l’alto e convergevano alla base in punto da cui si dipartivano altre lingue più corte verso il basso. Pensando ad Urano ho disegnato con il verde una specie di simbolo delle infinito disposto verticalmente con il lobo superiore allungato verso l’alto. la Dott.ssa che svolgeva il laboratorio mi ha detto che Urano è l’ottava superiore di Mercurio. e ho letto, come hai scritto tu, che l’Arcangelo Michele corrisponde al Mercurio dei Pagani che infatti ha un elmo con le ali ai lati. La Dott,ssa ha detto che Mercurio è il mediatore e che sono come una pianta appena germogliata che sta crescendo (che bello!), Credo sia un inizio nel cammino verso la consapevolezza.alla quale ti riferisci nel post, ma riuscire a perdere il vizio di giudicare è così difficile!. L’energia micaelica è impressionante, oltre ad averla provata sono stata a Le Mont Saint Michel e lì davvero sembra di essere sospesi tra terra e cielo, è fantastico. Ultima cosa: ho un buco nell’aura proprio come quello che San Michele ha fatto al vescovo di Avranches, hi hi.!

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  2. grande! finalmente una morale universalmente riconosciuta… mi riferisco alla tua :” Secondo me è puro ciò che appartiene alla nostra natura, “impuro” ciò che ce ne allontana. Come a dire: se facciamo qualcosa di lontano dalla nostra vera natura, provochiamo un abbassamento della nostra pulizia, o, se si preferisce, del nostro equilibrio”.
    E’ un concetto che basta a se stesso essendo onnicomprensivo e rifacendosi ad una legge universale di secondo livello: risonanza.

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  3. Ciao Paolo ti faccio i complimenti per il tuo articolo, questa e’ una preghiera di protezione arcangelica ebraica:

    Be-Shem HA-SHEM ELOKEI ISRAEL
    Mi-yemini MICHAEL
    U-mi-smoli GABRIEL
    U-mi-lefanai URIEL
    U-mi-acharai RAFAEL
    Ve-al roshi, ve-al roshi,
    SHECHINAT E-L

    Traduzione

    Nel nome di Dio, del Dio di Israele
    (possa) alla mia destra (stare l’angelo) Michael
    e alla mia sinistra Gabriel
    e davanti a me Uriel
    e dietro di me Rafael
    e sopra la mia testa la presenza di Dio

    Ogni arcangelo e’ protettore di un punto cardinale.
    Ma nella nostra tradizione e’ scomparso Uriele…
    Mi sai dire il perche’?
    Ciao

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    • A dire il vero non lo so… approfondisco e vedo di trovare la spiegazione dei soli “tre” sopravvissuti.

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  4. Nella Bibbia si parla di 7 arcangeli.

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    • Su questo vorrei ritornarci, ne riparliamo volentieri! Grazie per i tuoi contributi.

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  5. Ho dimenticato di dire che anche io trovo più che azzeccato il concetto di purezza espresso da Paolo, e la sua associazione al concetto di risonanza da parte di Carlo. Però non parlerei di morale universale che è un concetto umano,quanto di principio universale dell’essenza, il vibrare sulle stesse frequenze e lunghezze d’onda della sorgente. Ne parla anche Jacques Lacan che,facendo riferimento a Freud, definisce la morale come “frustrazione di un godimento assunta a legge apparentemente avida”.e la individua come relativa al piacere terreno che altro non è che lo spostamento dell’oggetto del desiderio da quella che è la tendenza a Dio (che in questo caso definirei la sorgente di purezza) della divinità che c’è in noi allo stadio di seme, verso quella che è la soddisfazione, effimera e non produttiva, dei piaceri fisici che proprio per queste sue caratteristiche crea angoscia. Jung ad esempio definisce la morale come un qualcosa che rimuove le tendenze infantili a causa del loro carattere incompatibile con la realtà. E cosa c’è di più puro di un bambino appena nato?
    Ho trovato questa pagina che cerca di spiegare che fine hanno fatto gli arcangeli mancanti all’appello http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/1313/93/lang,it/

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    • Ciao Laura
      queste riflessioni meriterebbero uno spazio più ampio, e sono nello spirito di Curiamo Atlantide, che cerca di individuare tutti gli elementi evolutivi nella nostra attuale civiltà e i valori che possono contribuire a non farla affondare. In futuro spero si possa creare uno spazio ad hoc per i tuoi contributi, in modo da poterli contestualizzare ed espandere come meritano. Per ora ancora grazie e ne riparliamo senz’altro per trovare una soluzione ad hoc.

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