Pubblicato da: Paolo | 14/10/2012

Onde di forma (3): gli strumenti per la rilevazione

Dopo un po’ di teoria è giunto il momento di entrare nella pratica. Vi esporrò alcuni strumenti utili per lavorare con le onde di forma, basate sulle proprietà delle figure geometriche immerse nell’energia del campo terrestre.

Un buon modo per individuare le odf, in quanto emissioni di energia sottile, è la tecnica radiestesica.

Questa tecnica, come si sa, si basa sull’idea che l’interazione tra il campo energetico umano e le energie oggetto di indagine producono una stimolazione del sistema nervoso centrale dell’operatore. Lo strumento radiestesico (pendolo, bacchetta, biotensor) amplifica e rende visibili i conseguenti micromovimenti muscolari, cosa che ci permettono di derivare le informazioni (sì, no, ma anche misure dell’energia).

Radiestesia fisica

Secondo Chaumery, de Belizal e De la Foye nel caso delle onde di forma è preferibile lavorare con la cosiddetta radioestesia fisica, ossia nel processo non interverrebbe la sfera psichica dell’operatore, ma soltanto meccanismi di reazione dovuti alle particolari proprietà dei rivelatori che si utilizzano, a patto che lo sperimentatore operi in uno stato mentale rigorosamente neutro. A parte le difficoltà del caso, personalmente sono propenso a pensare che si tratti in ogni caso di una reazione che coinvolge la soggettività dell’operatore, e che l’origine del movimento si possa individuare in un meccanismo di risonanza, aiutato dallo strumento.

Operatori differenti potranno avere letture differenti, anche a seconda del proprio livello di coscienza; ma reputo difficile che nel punto di connessione cielo-terra di un luogo sacro (es. l’abside di una chiesa romanica costruita con tutti i canoni), in cui sono presenti altissime energie di ordine spirituale, le onde di forma rivelate possano essere totalmente diverse.

Due strumenti 

Fig. 1 – il Pendolo Universale dell’autore.

In Fig. 1 potete vedere il Pendolo Universale di Chauméry-Belizal, che utilizzo correntemente in molte delle mie ricerche sul campo. Si tratta della diretta applicazione della scoperta dello spettro della sfera, di cui ho parlato nello scorso post. In pratica è un pendolo che si può regolare sull’onda di forma che si sta cercando e si  può verificarne subito la presenza. E’ un pendolo impegnativo, sia come costo, sia come peso (pesa 90 grammi!) e raccomandabile solo all’operatore esperto. Ma nelle mani giuste è uno strumento di lavoro eccezionale.

Per esempio è con questo pendolo che ho lavorato sul campanile di Pollein per scoprire come cambiano le emissioni di energia sottile a chiesa vuota e piena (vedi in particolare nel post Un campanile seicentesco, le figg. 4 e 5, che forse adesso potrebbero apparire un po’ più chiare).

Fig. 2 – il Disco equatoriale autocostruito dall’autore.

Il Disco equatoriale  (Fig. 2) è idoneo per lavori a tavolino, e nasce da un’idea di Jean de la Foye (ne trovate la descrizione completa, e le indicazioni per la costruzione, in Manuale di Radiestesia, Ed. Mediterranee, 2004).

Un’altra interessante applicazione di questi strumenti permette di studiare la distribuzione tridimensionale delle energie di un oggetto utilizzando ad esempio un PU regolato sulla sua onda di forma dominante testando lo spazio tutto attorno all’oggetto stesso per vedere come la sua aura è distribuita.

Non entro più di tanto nella descrizione di questi strumenti, dato che si tratta di dispositivi che vanno usati con alcune precauzioni, in quanto, oltre  essere riceventi, sono anche emittenti di onde di forma e possono congestionare l’aura o i chakra dell’operatore in brevissimo tempo con energie non sempre benefiche.

Sarebbe meglio trasmettere queste informazioni e insegnare l’uso di questi strumenti nel contesto di un corso o si un seminario, in modo da monitorare con attenzione l’uso e prevenire conseguenze dannose (o anche solo fastidiose) sulle persone.

Ho nel mio armamentario altri strumenti, come ad esempio i Cerchi reciproci oppure i Pendoli ebraici… ne riparleremo magari, comunque trovate tutto sul De la Foye.

Per ora è tutto… su un blog aperto a tutti come questo non mi è possibile andare oltre. Il resto è fatto di studio, comparazione tra i risultati riportati dagli autori, interiorizzazione di concetti (espressi anche nei libri citati in bibliografia nel primo post sulle onde di forma, quindi c’è spazio per lo studio individuale) e di continua sperimentazione sul campo

Sono a disposizione comunque per critiche e chiarimenti, purché nel segno del rispetto e della costruttività. Scrivetemi sottoforma di commento a questo post o, se preferite,  mandando una mail all’indirizzo di posta elettronica che trovate nella pagina contatti.

Alla prossima!

 

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Responses

  1. ottimo Paolo!
    e sono concorde con te sulla tua decisione di fermarti dove hai deciso.
    grazie per la bella esposizione su concetti che non sono semplici!

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  2. Grazie mille . Buongiorno

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  3. Queste tecnologie che presuppongono lo stato mentale neutro mi lasciano perplesso: Proprio Stiatesi, fisico dell’epoca fascista, in una conferenza tenuta all’Accademia dei Lyncei a Firenze dimostrò la veridicità e l’affidabilità dei rabdomanti attraverso la scoperta (misurabile con un apparecchio che lui inventò) di un flusso di particelle ionizzate che viaggiavano dal rabdomante all’oggetto misurato; arrivò a questa conclusione quando uscì da una commissione di cui lui faceva parte che aveva sottoposto i radioestesisti a esperimenti per 2 anni, decretandone la ciarlatanerìa dei medesimi perchè fallivano.Convinto che il fallimento fosse dovuto all’energia mentale scettica degli esaminatori che interferiva in questi esperimenti, per altri 2 anni seguì i rabdomanti nelle loro attività, rivalorizzandoli….
    Avete mai provato a far girare una bacchetta davanti a una pietra o a un monumento o in un punto del terreno e a contare le rotazioni?
    Io sì, é 20 anni che lo faccio e come me tutti gli allievi che hanno imparato ai miei corsi…certo, c’é quello un pò + chiuso e tardo che farà fatica all’inizio, ma tutti , dico , tutti abbiamo il chakra della radioestesia ( o medianità come la volete chiamare, anche se nell’uso della bacchetta, sono 2 cose ben distinte).
    Certo, é altrettanto vero che mentre vediamo la bacchetta come una cosa viva nelle nostre mani e che gira da sola e contiamo quanti ne fa, non dobbiamo pensare che deve fermarsi a quella misura, ma da qui a dire che dobbiamo essere neutri, mi dispiace non sono affatto d’accordo…
    E dirò di più (se me lo consentite). E’ 20 anni che la bacchetta la uso anche x identificare tutto quello che l’uomo ha usato e per quale scopo, nel senso che risulta una misura in maniera levogira (cioè entrando nel campo elettromagnetico di cosa abbiamo davanti o di che c’é sotto i nostri piedi dalla destra alla sinistra rispetto all’operatore: in tal caso vedi http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2129 ), specifica di quella funzione.
    Ma …un giorno, tempo fa, sulla stessa pietra un ‘altra neo rabdomante trovò con lo stesso metodo una funzione diversa dalla mia…sapete perchè?
    Perchè in una vita precedente Lei era lì, e usava quella stessa pietra in altro modo…Casualmente quando cambiò casa , se la scelse proprio in quel luogo, accanto a quella pietra.Questo significa che c’é sempre un’interazione tra quella persona e quell’oggetto e se pesca nel suo vissuto anche ancestrale, ecco che le misure risultano diverse…Del resto, lo shamano nella Preistoria, così faceva e così io continuerò a fare.Altro che apparecchi sofisticati e difficili! Se ne fregavano a quel tempo e se fossero anche stati inventati non li avrebbero mai usati: vivevano nel sensitivo, immaginifico e in simbiosi energetica con la natura, l’unico legame sottile che li legava alla Divinità sia esteriore che interiore (proprio come gli Angeli nel tuo ultimo post).
    E ora ve la faccio io una domanda: esistono strumenti per misurare le sincroniche? Perchè se ci fossero, correrei a usarli, perchè quello (delle sincroniche) é un mondo misterioso ma esplosivo.Scusate la lunga digressione, ma come nella professione di medico siamo schiavi del PC e della tecnologia trascurando l’elemento spirito-energia -uomo, così anche in questo campo si rischia grazie agli apparecchi di non toccare più “con mano” quello che il pianeta ci ha sempre regalato: l’energia e l’Amore

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