Pubblicato da: Paolo | 26/09/2012

Onde di forma (2): le energie di una sfera

In questo post scopriamo l’origine recente della teoria delle onde di forma nella radioestesia franco-belga.

Lo spettro della sfera

Fig. 1 – Le onde di forma su una sfera. Sono visibili le due polarità positiva (in alto) e negativa (in basso), il meridiano Elettrico, quello Magnetico e l’equatore Elettromagnetico . Da De la Foye, p. 15

A partire dalle energie che si possono trovare in uscita da una sfera (vedi post precedente ), ora vi darò alcune definizioni. Dovrete aver un poco di pazienza, dato che si tratta pur sempre di una dottrina con la sua teoria!)

Ricordo che le onde di forma, in generale, possiamo definirle come emissioni di energia sottile, con determinate proprietà, provenienti da oggetti o da esseri viventi. In particolare possono essere generate facilmente dalle forme geometriche (bidimensionali o tridimensionali), da qui il loro nome.

Sinonimi di Onde di forma sono le seguenti espressioni e sigle: odf, emissioni di forma (o semplicemente “emissioni”), vibrazioni-colore, colori radiestesici  o “Colori”, con la C maiuscola per evitare fraintendimenti con i colori dello spettro elettromagnetico.

Nota bene: da qui in poi intenderò in generale per “forma” un qualsiasi oggetto, azione o evento del quale si considerano questo tipo di emissioni sottili. Ad es. “forma” può essere una figura geometrica, il campanile di una chiesa, ma anche un’emozione, o l’energia lasciata in un luogo da un rituale. Le odf si trovano infatti a diversi livelli.

Studiando con pendolini di vario colore le vicinanze di una sfera di legno posta in un ambiente “neutro” (cioè che si suppone non contenere altre emissioni di forma), Chaumery e de Bélizal scoprono alcune emissioni di energia in uscita che fanno reagire (cioè ruotare) un pendolino neutro in relazione ai testimoni (piccoli campioni) dei vari colori.

Ogni colore percorre una spirale dal polo superiore al polo inferiore della sfera, ma i due non tardano a scoprire che si trovano anche, a intervalli regolari di un sesto di circonferenza, su due meridiani e sull’equatore della sfera, che si intersecano ad angolo retto: il meridiano “Elettrico ”, quello Magnetico” e l’equatore Elettromagnetico (vedi fig. 1).

A queste emissioni, le onde di forma, i due ricercatori danno quindi i nomi dei colori dello spettro elettromagnetico, scritti con l’iniziale maiuscola, e così verranno riportati in questo contesto.

Le 12 onde di forma principali

Fig. 2 – la distribuzione delle odf nel meridiano Elettrico sull’emisfero superiore. Da Chaumery e de Bélizal, 1956, p. 70

Su ciascun meridiano troviamo  le seguenti emissioni o onde di forma, qui riportate dalle frequenze più fisiche a quelle meno dense (tra parentesi le sigle in uso nella radioestesia francese):

Infrarosso (IR)

Rosso (R)

Arancione (O)

Giallo (J)

Verde (positivo) V+

Blu (Bu)

Indaco (I)

Violetto (Vi)

Ultravioletto (UV)

Bianco (Bc)

Nero (N)

Verde Negativo (V-)

Sul meridiano Elettrico, nell’emisfero superiore, troviamo i colori dal Rosso al Violetto, mentre nell’em. inferiore quelli dall’Infrarosso all’Ultravioletto (fig. 2).

Fig. 3 – la distribuzione delle odf nel meridiano Magnetico all’emisfero superiore. Da Chaumery e de Bélizal, 1956, p. 71.

Sul meridiano  Magnetico, invece, sull’emisfero superiore si trovano i colori dal Verde (chiamato anche Verde Positivo) fino al Verde Negativo; in quello inferiore le onde di forma dal Nero al Giallo.

Sull’equatore Elettromagnetico, infine, troviamo tutte e 12 le odf con i due Verde (positivo e negativo) che coincidono con quelli del meridiano Magnetico.

Per Markho: ecco cosa significa l’espressione Violetto in Fase magnetica che hai trovato nel post su Machaby e di cui mi chiedevi spiegazione.

I colori sul meridiano Elettrico, o “in fase Elettrica” (risultano essere potenzialmente nocivi (diciamo, non troppo favorevoli) per gli esseri viventi, soprattutto per esposizione prolungata, e specialmente nei colori Ultravioletto, Nero e Verde Negativo. In alcuni casi, in condizioni controllate, possono però avere effetti utili per determinate finalità.

Le odf sul meridiano Magnetico sono invece generalmente favorevoli all’equilibrio degli esseri viventi, soprattutto il Verde (positivo), il Violetto e l’Infrarosso. Ma, come ogni cosa, anche l’eccesso di queste può essere fastidioso o arrecare qualche problema.

Sul famigerato Verde Negativo

Vorrei spendere due parole sul Verde Negativo, che nell’ambiente radiestesico vedo quasi sempre citato come una specie di spauracchio.

Si tratta della vibrazione-colore più lontana che viene ritrovata sulla sfera, e, visto che è opposta al polo positivo della sfera, e diametralmente opposto al verde (in fase elettrica), venne chiamato appunto Verde Negativo.

Si dice che sia una frequenza dannosa in grado di disseccare i tessuti viventi. Si può fare la prova con della carne esposta al V-, che nion marcisce ma mummifica.

I lavori dei due radiestesisti francesi sono stati successivamente ripresi, a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, dall’ing. Jean de la Foye (Francia), dai fratelli Servranx (Belgio), e, ai giorni nostri, dal gruppo bretone di Jean Uguen (di cui riparlerò, anche per chi magari non legge in francese).

Rimando alle opere di tutti questi studiosi per approfondimenti sul tema: vedi bibliografia nel post precedente).

Qualsiasi forma emette solitamente non solo una, ma una serie di frequenze, per cui è più opportuno parlare di “spettro” o di insieme di energie sottili che, a diverso grado di intensità, compongono l’emissione del corpo.

Nel prossimo post vedremo con quali strumenti è possibile identificare le onde di forma.

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Responses

  1. Paolo…complimenti e ti ringrazio. È incredibile vedere come si possa arrivare ad un medesimo risultato da due strade diverse.

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    • Grazie per l’apprezzamento Markho, sto leggendo i tuoi post e fra un po’ ti farò alcune domande…per adesso una: in particolare cosa intendi per “arrivare a un medesimo risultato da due strade diverse”, modalità che anch’io spesso osservo, ma avrei appunto una richiesta: puoi fare qualche esempio tratto dalla tua pratica e dai tuoi studi? Così arricchiamo la trattazione e mi aiuti a spiegare le potenzialità delle onde di forma, che io ritengo molto elevata per chi sia seriamente interessato alla ricerca. Nel terzo post che pubblicherò su questo argomento vi spiegherò in concreto come le uso, per adesso grazie ancora e a presto!

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      • Mettiamola così,devo trovare un’immagine che renda l’idea in poche righe e che non travisi (eccessivamente) chiunque legga.
        Nella sfera puoi trovare tutte le onde di forma, o almeno il loro effetto… Ora considera una piramide con proporzioni e forma uguali a quella detta di cheope: in essa puoi trovare tutto l’universo… Tutto ciò che esiste in tutte le forme possibili!ti ripeto: tutto…volendo si può anche fare ad esempio questo esperimento: puoi trovare dov’è il tuo posto su di essa, trovare il mio e vedere quindi il tipo di relazione,quali campi sono coinvolti, a che punto è ognuno di noi nella propria crescita personale e a che punto di essa di verificheranno le condizioni per incontrarsi.
        Con 2 strade diverse posso intendere ad esempio un prisma a base triangolare: tu lo vedi da un’angolazione, io magari da un’altra… Sta di fstto che sempre un prisma a base triangolare stiamo guardando!!capisci?? BION li chiamava VERTICI D’OSSERVAZIONE… Ciao

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      • OK sto leggendo proprio in questi giorni, dal libro di Schwaller de Lubicz, quà e là, sul concetto di Neter: illuminante quando dice che “la Funzione [non sto a specificare ciò che lui intendeva con tale definizione, è comunque molto ben articolata] non è conoscibile se non per l’identità con la stessa funzione innata dentro di noi”.
        Dalla sfera in ambiente equilibrato o dalle proprietà della piramide si parte per un primo tentativo di definizione del concetto, che poi ci deve per forza portare a un confronto, alla relazione che non può non essere influenzata (anzi, DETERMINATA) dai livelli di coscienza di chi partecipa. E’ dura confrontarsi anche solo per le difficoltà insite nella comunicazione, ma ne vale sempre la pena se si aspira alla crescita e al proprio miglioramento. Sulle onde di forma non si possono dare delle definizioni valide per tutti, ma solo individuare delle possibili “isole di risonanza”, e vedere se si riesce a stabilire un linguaggio, un modo di sentire comune. Questa è la sfida che mi ha portato a concepire questo Blog. Ce la faremo ? chi lo sa, io spero di sì, main ogni caso ci farà sempre onore l’averci provato in totale sincerità e onestà intellettuale. Grazie per le tue riflessioni, rivelano più di quello che si può leggere a prima vista.

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  2. E’ sempre piu’ difficile infatti… ma è giusto provarci. Citi la risonanza, e mai niente di così azzeccato. ti mando un pezzettino da Bion per i vertici d’osservazione… sinceramente lo invidio per la sua capacità di esprimere bene i concetti piu’ difficili. Nella comunicazione sì, ci sono un mondo di problemi nell’intento di far passare un pensiero, ma una cosa l’ho capita. Ho scelto di provare a far pulizia mentale e cercare di lasciar uscire il pensato nella sua forma piu’ semplice: in questo modo esso riassume le tre forze della natura: plus (vibrazione sonora pulita), minus ( contenuto pulito e miltilevel), e neutro (volontà ripulita)… non me ne vogliano i credenti, ma volevo trascrivere qui un motto di Gurdjieff che nella sua struttura, forza ed intenzione e reazione alla sua lettura, esemplifica bene quello che malamente ho cercato di dire…
    “Pochi esseri umani hanno un’anima. Nessuno ha un’anima, alla nascita. L’anima va acquisita. Coloro che non ci riescono muoiono: … Alcuni si danno un’anima parziale … E infine un piccolo numero riesce ad avere un’anima immortale …” grazie a te paolo, a tra poco!

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    • Quello dell’anima che non è di tutti è un problema spinoso…per ora non voglio pronunciarmi, anche se non sono contrario a ciò che dice Gudjieff, dato che ho sperimentato molte delle cose che egli sosteneva e cercava di far sperimentare ai suoi allievi. In particolare vorrei solo ricordare che per “anima” qui si intende un punto costante di consapevolezza in grado di sopravvivere anche alla morte fisica, o, se volete, un “centro di gravità permanente”. Centro che, in effetti, non è dato a nessuno come condizione di nascita durevole per tutta la vita, ma può essere soltanto il risultato di duri e costanti sforzi con l’obiettivo di trasmutazione di ciò che l’esperienza della vita porta dentro a ciascuno di noi. La maggior parte delle persone, quando dice “io”, non si riferisce a questo centro, ma all'”io di turno”, quello che magari dopo un minuto viene rimpiazzato da un altro “io” più adatto alle circostanze o generato per reazione a nuovi stimoli ricevuti. Non si può evolvere senza sforzo cosciente. Naturalmente ognuno è libero di pensarla come vuole, mi associo volentieri alla buona intenzione di non offendere nessuno.

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  3. discorsi molto tecnici e difficili… e mi piacerebbe capire come si fa a sapere qual’é il mio posto sulla piramide…. e cosa intendete per relazione
    Grazie

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  4. senza rubare niente all’amministratore di questo blog: dovresti testare dove è il tuo posto sulla piramide… ogni lato simboleggia qualcosa: passato, futuro; andare o stare fermi…e ogni cosa sulla piramide ha il suo posto ed è collegata a tutto il resto (le relazioni), a suo modo, selezionando cioè una serie di accordi in una sequenza (temporale e anche modale) tutta sua, che prima o poi andranno a richiamare qualcosa o qualcuno… anzi lo fanno sempre, ma ci accorgiamo solo di alcune cose, magari poco importanti.

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  5. come faccio a testare? che mezzo o strumento devo usare? La mente, il cuore o la bacchetta?

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