Pubblicato da: Paolo | 08/09/2012

Onde di forma (1): le origini

Da De la Foye, p. 15

Come anticipato in un vecchio post e, stimolato dalla domanda di Markho Dowser (vedi i commenti all’ultimo post) è giunta l’ora di parlare delle onde di forma.

Introduzione

Non ci sono scienze occulte,

non ci sono (altro) che scienze occulte. (Alexandre Saint-Yves d’Alveydre, 1845-1909)

Nel post citato parlavo di “un’idea ben presente nella tradizione iniziatica egiziana: la divinità non è qualcosa di esterno all’uomo, ma si può manifestare come una serie di funzioni dentro di sé, chiamate Neter. La descrizione delle qualità attribuite ai Neter assomiglia molto alle proprietà delle onde di forma, le qualità delle energie sottili che descriverò prossimamente in un post.

E il post è arrivato…qui vi parlerò proprio di quello che per me significano le onde di forma.

Tenete conto che si tratta di un argomento molto studiato a partire dagli anni ’30 fino ai ’70 del secolo scorso, e poi quasi più nessuno se ne è occupato. Vi darò quindi, da autodidatta, un quadro generale completo delle fonti da cui potrete approfondire a vostra volta.

Le onde di forma sostanzialmente per me rappresentano questo: le varie qualità delle energie che testo nei luoghi (o anche nelle persone, ecc.). “Qualità” in questo contesto significa per me soprattutto il tipo di azione che le energie in questione possono avere su di noi.

Quanti di voi, che si dilettano di radiestesia, misurando con il proprio pendolino il “Tasso vibratorio” magari in Unità Bovis si sono chiesti OK, in questa chiesa c’è un sacco di energia, ma che effetto può fare a me?

Bene, se vi siete fatti questa domanda almeno una volta, potreste essere interessati a ciò che segue. Ma prima occorrono…

Due precisazioni

Prima precisazione. Mi rivolgo in particolare a tutti i puristi della radioestesia, e in special modo a quelli che, come me, hanno letto tutti i libri disponibili in commercio, ma che sono magari anche un po’ fondamentalisti, ossia legati alla lettera a ciò che dicono i testi.

Quello che segue è il sunto, scritto in modo divulgativo, di ciò che sono riuscito a imparare da solo sulle onde di forma a partire dai “testi canonici” (che cito in bibliografia) e soprattutto sul campo. Sperimento in questo campo da sette anni (con alti e bassi, devo dire) registrando tutto quello che faccio e cercando di comparare i risultati e poi di riflettere.

Non pretendo di avere l’ultima parola in merito, né tantomeno di ergermi ad autorità su questo tema. Desidero semplicemente offrire una spiegazione più chiara e approfondita dei termini che trovate ogni tanto a supporto delle mie (sempre parziali) conclusioni sull’origine, la funzione ed il possibile utilizzo dei luoghi ad alta energia, per la pulizia, il riequilibrio e la ricarica del sistema energetico delle persone.

Seconda precisazione. Anche se questo Blog (e il sottoscritto, dopo una battaglia interiore durata un decennio) non soffre della S.D.S.S. (Sindrome da Dimostrazione allo Scienziato Scettico), voglio avvertire tutti coloro (CICAPpini, Debunkers…) che sono pronti a definire come pseudoscienza e dottrina senza speranze tutto ciò che dirò da qui in poi che:

a) Non si tratta di scienza, né di pseudoscienza (tristissima definizione) ma di un’insieme di informazioni sperimentabili in base alla propria apertura di cuore, e sempre con un certo grado di soggettività. “Apertura di cuore” significa per me anche approcciarsi a questa materia con la mente aperta e la capacità di mettersi in gioco, al fine di apprendere sempre di più dall’esperienza.

Isaac Newton (1642-1727), matematico, fisico, filosofo, studioso di teologia e kabbalista.

b) Conosco la fisica a livello accademico, per cui, per non causare confusione tra la scienza di Galileo e di Newton e quest’altra “scienza” (nell’accezione dell’esoterista Saint-Yves D’Alveydre),  i nomi delle onde di forma sono in maiuscolo (es. Violetto, Infrarosso…). Questi nomi sono solo indicativi della loro affinità con i colori “densi”, quelli, per intenderci, dello spettro elettromagnetico, ma non sono in alcuna relazione fisica con essi. Ad esempio se parliamo di “Rosso in fase elettrica” intendiamo un’emissione di energia sottile con certe caratteristiche, di certo ma non rilevabile dai nostri occhi (a meno di non essere chiaroveggenti).

La storia delle onde di forma

Ripercorriamo brevemente le tappe della scoperta delle odf (abbreviazione che utilizzerò per le onde di forma).

Si pensa che anche nell’antico Egitto i sacerdoti, depositari della conoscenza relativa alle energie sottili e alle loro applicazioni, sapessero molto anche di come agiscono determinate forme geometriche, sia piane sia solide (prima, fra tutte, la piramide).

Fig. 1 – Le emissioni di forma, potenti e pericolose, che si possono trovare in uscita da un Moai dell’Isola di Pasqua (da Chaumery e Bélizal, 1956, 4. ed., p. 115).

Abbiamo un certo numero di evidenze sperimentali che anche altre culture, come quella degli Inca o la sconosciuta popolazione che nell’Isola di Pasqua ha lasciato i misteriosi Moai a testimonianza (fig. 1),  avessero queste conoscenze e le sapessero applicare. Se vi interessa la cultura Inca, vi consiglio il bel saggio di Inayat Tal che, se come me siete cultori anche dell’editoria elettronica, trovate anche in formato Kindle: Unveiling Machu Picchu.

Fig. 2 – Una rara immagine di André de Bélizal nella sua officina. Davanti a lui c’è un’enorme “Bomba C30”, dispositivo che utilizza due grandi pile radiestesiche. Immagine concessa dal figlio Christian, dal sito http://www.abradiesthesie.com.

Negli anni ’30 del secolo scorso due ricercatori francesi, André de Bélizal e Léon Chauméry (fig. 2), conducono estese ricerche sul potere delle forme geometriche di emettere energia sottile. Con grande inventività costruiscono e testano un gran numero di strumenti per l’analisi e la trasmissione di quelle che  anch’essi definiscono come “onde di forma”. Questa definizione fu in probabilmente coniato in origine dal fisico e radioestesista Jacques Ravatin, della Fondazione Ark’all (Francia).

André e Leon dovevano però comprenderne ancora le potenzialità e soprattutto la pericolosità…

Onde pericolose

Il 7 febbraio 1957 Chauméry muore, a detta dell’amico e collega de Bélizal a causa dell’esposizione prolungata ad una particolare onda di forma chiamata “Verde Negativo”, scoperta dai due anni prima.

Fig. 3 – schema dell’irraggiamento del Verde Negativo dalla faccia piana di una semisfera (da Chaumery e Belizal, 1956, p. 142)

Il fascio di vibrazioni del Verde Negativo, scoperto dai due ricercatori nel 1934, divenne oggetto di brevetto in Francia il 10 aprile 1936, insieme con il metodo denominato Scomposizione dello spettro di una sfera, alla base dei loro studi successivi. Da qui nasce tutta la dottrina delle onde di forma, successivamente ripresa da pochi autori nel panorama della radiestesia internazionale.

In precedenza i due avevano già utilizzato il Verde Negativo Elettrico per liberare uno scantinato dai topi… ottenendone la fuga immediata in massa dalle bocche di lupo con grande stupore del proprietario.  Ma del Verde negativo ne riparlerò più avanti, e sarà anche più chiara la fig. 3, che qui riporto solo per curiosità.

Qui mi preme evidenziare che il tragico epilogo della vita di questo ricercatore, sebbene possa essere stata dovuta anche all’esposizione a determinate onde di forma, rimane a monito del fatto che non tutte le energie sottili, a lungo andare, sono compatibili con il nostro sistema energetico, e che esistono anche potenziali pericoli per gli esseri umani che incautamente le manipolino senza le dovute precauzioni.

Occorre subito dire, onde evitare paure ingiustificate, che Chauméry si esponeva per un gran numero di ore al giorno ad un irraggiamento di Verde Negativo estremamente intenso, prodotto dalle sue enormi pile radiestesiche (visibili in fig. 2: sono quelle strutture formate da semisfere di legno, potentissime).

Vi ho incuriosito? Alcuni dei prossimi post saranno dedicati all’approfondimento di queste misteriose onde di forma… che spero risulteranno un po’ meno misteriose per voi. 

Bibliografia

André de Bélizal, P.A. Morel, Essai de Radiésthésie vibratoire, ed. Desforges, 1976 (4 ed.), Paris 1956

André de Bélizal, P.A. Morel, Physique microvibratoire et forces invisibles, ed. Desforges, Paris 1976

André de Bélizal, P.A. Morel, F. & W. Servranx, Introduction à la physique radiesthésique et micro-vibratoire (ondes de formes, techniques, appareils), Editions Servranx, Bruxelles 2003

Jean De La Foye Manuale di radiestesia. Conoscere e gestire le onde di forma.
Edizioni Mediterranee, Roma 2004

http://www.prosantel.net/  (il sito di Jean Uguen, solo in francese, del quale vorrei raccontarvi qualcosa più avanti).

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Responses

  1. bravo paolo, ti mando una mail domani.
    quando hai un attimo di tempo, metti se vuoi in lista questo libro:
    http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la_scienza_moderna-i_nuovi_eretici.php

    puoi anche non pubblicare questo commento, era solo per salutarti; ti scrivo domani da casa. ciao

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    • Ci mancherebbe, finora ho pubblicato tutti i commenti che ho ricevuto, dato che erano tutti all’insegna del rispetto. Grazie della segnalazione! il libro non l’ho letto, ma mi pare interessante, quindi lo segnaliamo a tutti. C’è qualcun altro che ne ha potuto prendere visione?
      Il tuo commento non era fuori tema, anzi…
      Questi temi fanno parte di quelle evidenze sperimentali che da anni sto raccogliendo e di cui sto facendo un sunto che vorrei integrare a supporto della radiestesia e della radionica. Non ultimo vi segnalo l’articolo di Luc Montagnier pubblicato su “Journal of Physics”, la rivista scientifica internazionale della Società di Fisica Teorica della Gran Bretagn, scaricabile al seguente indirizzo: . In questo articolo Montagnier riporta la possibilità di trasmettere l’informazione del DNA attraverso le onde elettromagnetiche, quindi, in parole brevi, la possibilità di trasferire l’informazione codificata dal DNA senza materialmente spostare la molecola, da una soluzione acquosa a un’altra! Potrebbe essere questa la giustificazione delle basi dell’omeopatia, e in generale del lavoro su testimone che si fa comunemente in radiestesia? E’ un’ipotesi da approfondire. Alle ricerche contribuisce anche un gruppo italiano composto dal fisico Emilio Del Giudice insieme ad Alberto Tedeschi, ricercatore, a Milano e dal fisico Giuseppe Vitiello a Salerno. Ne riparliamo.

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  2. Ciao Admin, ottimo articolo, non vedo l’ora di leggere i prossimi post, anche perché mi sono spesso chiesta: “Vabbé, io misuro le energie di un luogo e poi? Cosa mi succede?”
    Intanto mi segno il titolo proposto da Carlo.
    Non è che per caso hai qualche titolo di libri abbastanza semplici che riguardino la fisica quantistica? In passato ho provato a leggerne alcuni, ma essendo “ignorante” in materia, visto che non ne ho le basi, mi sono risultati incomprensibili.
    Grazie e a presto 🙂

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    • Ciao Silvana, è un piacere risemtirti. Per definizione la fisica, e ancor di più quella quantistica, non è semplice! Ma comprendere per analogia i meccanismi scoperti dai fisici nell’ultimo secolo è alla portata di quasi tutti, soprattutto perché sono convinto che in questi ultimi mesi ci sia stata un’accelerazione tale per cui i meccanismi li vediamo all’opera all’interno e quindi anche all’esterno di noi. L’idea è di passare dal microcosmo a cui si dedicano i fisici al macrocosmo cioè noi, ma anche la natura e l’universo a cui apparteniamo. In sintesi: capire e sperimentare, accorgendosi, che siamo davvero tutti collegati (come vi sentivate la mattina dell’11 settembre 2001 prima di apprendere della notizia alla TV o alla radio? Son certo che molti di voi non stavano molto bene), che ognuno di noi crea la sua realtà, e che il nostro sistema è in grado di percepire informazioni provenienti da qualsiasi fonte, anche dal passato…Non si tratta più solo di affermazioni New Age, ma di conclusioni che anche i fisici cominciano a tirare (cito Amit Goswami su tutti). Per comprendere i formalismi della fisica è necessario studiare la matematica superiore per un certo numero di anni, ma non te la consiglio, e non ti servirebbe a meno che tu non voglia diventare un fisico di professione! Ho in programma alcuni post su questi argomenti, da anni sto raccogliendo informazioni e le relative fonti.
      Grazie per il tuo interessamento e alla prossima!

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      • Grazie Admin, allora aspetto con pazienza i tuoi prossimi post 🙂
        Buona vita a te 😀

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  3. Grazie sempre dei bellissimi post che ci trasmetti .
    Pur non avendo cognizioni di studio in merioto ,capisco e sento tutto ciò che hai qui descritto .
    Seguo i commenti con piacere . A presto
    Alfonsina

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  4. Pueden leer en este sitio las ultimas investigaciones sobre irradiacion de medicamentos: http://www.dst-fund.com/index.php

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    • Consiglio a tutti di dare un’occhiata al sito della Fondazione DST, che se ho capito bene sta lavorando sulla trasmissione a distanza dei rimedi e sulle proprietà dell’acqua, di cui abbiamo già parlato in un post (clicca qui) per la categoria Evidenze Sperimentali

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