Pubblicato da: Paolo | 21/03/2012

L’orientamento astronomico delle chiese romaniche

Orientamenti nella Pieve di Rigoli (PI). Elaborazione di Curiamo Atlantide.

Ciao a tutti!

con questo post riprendo il discorso sui luoghi ad alta energia, vi parlerò della possibilità che, per l’edificazione di alcuni edifici sacri a partire al IX sec. circa i costruttori abbiano tenuto in conto anche fattori di tipo astronomico.

La consuetudine di orientare gli edifici non è esclusiva della civiltà occidentale, è infatti presente anche presso molte altre culture. Diversi studiosi si sono occupati dell’orientamento astronomico degli edifici sacri presso gli Egizi, gli Etruschi, i Celti.

A proposito di questi ultimi, nella loro cultura era particolarmente evidente il legame tra natura e dimensione del sacro. Il termine gallico con cui si indicava un luogo di culto all’aperto, Nemeton, era lo stesso con cui si indicava la volta del cielo, o, meglio, una radura in mezzo ad un bosco dal quale potesse essere visibile. Nem, nell’antica lingua irlandese, significava cielo, o volta celeste [1].

Ma ora vorrei fornirvi alcune informazioni sulle particolarità di alcuni edifici sacri. Oggi non parlerò dei risvolti legati alle energie sottili o di questioni più strettamente esoteriche, ma di fenomeni che possono essere indagati anche dalla scienza e che si possono misurare con gli strumenti di cui dispone.

In gran parte ho attinto dagli studi di Adriano Gaspani, studioso sul campo di archeoastronomia e attivo conferenziere, nonché prolifico scrittore di numerosi articoli e libri sull’argomento.

Astronomia e Geometria

In particolare ha scritto una decina d’anni fa un’opera a mio parere importante: Astronomia e geometria nelle antiche chiese alpine (Priuli & Verlucca Editore, Ivrea, 2000, collana “Quaderni di cultura alpina”).

In particolare egli ha misurato con la sua strumentazione gli orientamenti di molte chiese, pievi e abbazie di stile romanico, soprattutto in Italia, trovando buone correlazioni con le direzioni astronomiche sull’orizzonte che spesso erano importanti per il rispetto delle norme dottrinali emesse dalla Chiesa ma anche significative per le usanze locali. Ad esempio si poteva considerare l’orientamento della chiesa o di una parte di essa verso le direzioni in cui sorgeva il Sole nella data di celebrazione del santo protettore della chiesa o della parrocchia.

Naturalmente, e questo è un fatto essenziale, le direzioni erano significative per l’epoca di fondazione delle chiese. Oggigiorno, con i moderni software di calcolo astronomico, è possibile sapere  dove sorgesse il Sole (o la Luna) in qualsiasi epoca. Il problema, semmai,  è quello di determinre la data di fondazione della chiesa, che non sempre puòà esere desunta con buona precisione per mancanza di fonti storiche accertate.

Il discorso dell’orientamento astronomico è molto complesso (anche se, a mio parere, non difficile da comprendere), ed anche molto dibattuto,  ma in questa sede non vorrei dilungarmi. Mi limiterò a fare soltanto alcuni esempi per stuzzicare la curiosità  di chi mi legge. Per chi vuole approfondire consiglio la lettura del testo appena citato. Se qualcuno di voi lo legge e vuole commentare qui  delle riflessioni.

Data la mia conoscenza dell’astronomia (me ne occupo dal 1985), se servono chiarimenti o spiegazioni, derivanti dalla lettura del libro o da questo e futuri miei post, sarò ben lieto di provare a rispondere.

S. Pantaleone e S. Rocco (BG)

Fig. 1 – La chiesa di Redivo (BG).

Si tratta di due chiese studiate da A. Gaspani sui lati opposti di una vallata, nell’alta Val Brembana: la chiesa di S. Pantaleone a Redivo in valle Averara (edificata intorno al1400 d.C., vedi fig. 1), e S. Rocco a Lavaggio (XIII o XIV secolo).  Dalle misurazioni accurate di A. Gaspani risulta che gli assi delle due chiese sono paralleli a meno di 1,5 gradi (tre volte il diametro apparente del Sole nel cielo). Questa precisione non può essere casuale.

Abbazia di S. Egidio a Fontanella

Fig. 2 – S. Egidio in Fontanella (BG)

Il secondo esempio che riporto, (che dobbiamo sempre agli studi di Gaspani), è relativo al complesso abbaziale cluniacense di S. Egidio a Fontanella, a pochi km da Bergamo, edificato nel 1081.

Anche qui alcune monofore (= aperture costituite da una finestra a una sola luce) nell’abside centrale e nelle absidiole laterali potrebbero essere orientate in modo non casuale (fig. 3). In particolare una delle tre viene illuminata dal Sole che sorge il giorno del solstizio estivo, inondando di luce l’altare della chiesa. All’esterno questa monofora è decorata nella parte orientale con l’immagine del Sole, mentre in quella occidentale troviamo una croce, come quasi fosse posta a baluardo.

Ricordo che nella consuetudine ecclesiastica il lato orientale era considerato pars familiaris, mentre quello occidentale era definito pars hostilis. Il motivo è subito detto:  a oriente sorge il Sole, quindi metaforicamente è questa la regione “più sacra” dell’orizzonte, da cui il Sole, sorgendo, scaccia le tenebre (simbolo della vittoria della Luce sulla parte Oscura dell’umanità, o venuta del Salvatore); quella occidentale, in quanto sede del tramonto del Sole, era in qualche modo il simbolo della caduta, e andava in qualche modo esorcizzata (di qui, forse, la presenza della croce).

Fig. 3 – l’abside centrale dell’Abbazia. Sono visibili le tre monofore citate nel testo.

Provate a immaginare come doveva essere all’interno della chiesa, sempre un po’ in penombra, l’effetto delle monofore che lasciavano passare la luce in configurazione differente a seconda dei periodi dell’anno. Oltre che costituire uno spettacolo suggestivo, il fenomeno poteva anche servire a scandire le tappe salienti del ciclo annuale del Sole, corrispondenti ad altrettante importanti festività liturgiche.

L’orientamento delle chiese verso est, è prescritto già all’interno delle norme codificate dalla chiesa di Roma sin dal IV sec., ma non sempre venivano rispettate. A volte, ad esempio, i re di origine longobarda imponevano un orinetamento verso le direzioni solstiziali, più consone ai culti germanici o di origine nordica di cui essi, prima dell’eventuale conversione al cristinesimo, si facevano latori in terra italica.

Termino dicendo che nell’abside di questa chiesa le tre monofore non sono orientate secondo direzioni simmetriche rispetto alla linea equinoziale, in quanto la presenza di una collina sull’orizzonte orientale fa sì che il Sole sorga molto più a sud, dato che, per poter emergere dall’orizzonte, deve poter superare l’altura. Un’ulteriore prova che i costruttori avevano tenuto conto anche delle caratteristiche dell’orizzonte locale e non solo di astratte regole o consuetudini.


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Responses

  1. Meraviglioso articolo . Quanto sei bravo mio caro amico . Grazie di questa luce di primavera che ci hai donato con il tuo articolo .
    Auguro a Te e alla tua famiglia una meravigliosa primavera di ogni bellezza come i colori dei fiori.
    Buonissima giornata
    Alfonsina Martinet

    Mi piace


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