Pubblicato da: Paolo | 19/01/2012

La nostalgia lontana della perduta Atlantide

Il Blog del Progetto Curiamo Atlantide compie un anno!

Per festeggiare il primo anniversario ho pubblicato una nuova pagina che contiene l’elenco di tutti i post usciti in ordine cronologico a partire dal 19 gennaio 2011.

Su questa nuova pagina è sufficiente cliccare sul titolo di ciascun post (in neretto) per aprirlo. Unitamente alle già presenti funzioni “cerca” e alla ricerca per categorie (vedi colonna dei Widget a destra), completo così gli strumenti per coloro che desiderano accedere rapidamente a determinati contenuti sparsi qua e là nel Blog.

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno condiviso con me questo primo anno di Blog, anche coloro che, grazie alle loro critiche, mi hanno aiutato a migliorare.

In merito al tema di Atlantide ho due segnalazioni da farvi.

La prima è relativa all’articolo “Come Schliemann, 139 anni dopo” sulla rivista Fenix n. 38, a cura del Gruppo Pangea  (http://www.gruppopangea.com), formato da alcuni studiosi che cercano di investigare i temi dell’archeologia da una prospettiva che tenga conto delle acquisizioni di molte discipline: Diego Marin, fisico con dottorato di ricerca e Presidente, Ivan Minella, archeologo e Vicepresidente, Erik Schievenin, geologo e Segretario.

Molte delle considerazioni espresse dal GP mi trovano d’accordo, ad esempio (le sottolineature sono mie):

La storia è piena di vuoti: popoli primitivi che esplodono in civiltà tecnologiche, “scimmie” che diventano uomini, mari che scompaiono e terre che appaiono. Accade di colpo, da una pagina all’altra di un testo universitario, e ogni fatto sembra indipendente, incurante del mondo che lo circonda, come se l’uomo e gli animali potessero fregarsene del clima che cambia, dei violenti terremoti e della caduta dei meteoriti.

Il problema del nostro tempo è che le discipline non si parlano: l’archeologo non conosce il geologo, né il linguista, il fisico non conosce il filosofo. La Sfinge ha 12.000 anni per il geologo, che ne esamina le corrosioni da pioggia, e ha 4.500 anni per l’archeologo, che ha raccolto una statua di Chefren nei paraggi. Secondo l’archeologo 15.000 anni fa l’Europa era occupata da mille tribù troglodite. Secondo il linguista si parlava un’unica lingua in tutto il continente: allora serviva un popolo unito, capace di tenere contatti a migliaia di chilometri. Chi ha ragione? L’università è una grande risorsa, fornisce conoscenza, rigore e metodo, più velocemente di qualunque mezzo fai da te. Sembra pero dimenticare la cosa più importante: tutto è collegato.  

(…)

Siamo cresciuti all’università, siamo fisici, ingegneri, archeologi e geologi. Ma non abbiamo catene e lottiamo per una ricerca libera, senza pregiudizi, pronta ad ammettere i propri sbagli e a correggersi. La nostra è un’associazione di mutuo soccorso per ricercatori, aperta a tutti, di formazione universitaria o fai da te, purché seri e affamati di conoscenza. Scambiamo contatti, competenze e informazioni, senza segreti.”

Nel resto dell’articoletto di due pagine gli autori espongono la teoria che in Antartide si potrebbero celare le prove dell’esistenza di Atlantide.

Cosa dire di tutte le evidenze che ritraggono un Antartide ricoperta di prati e fiumi fino a 15.000 anni fa? (foto in alto [tratta da Google], una strana apertura tra i ghiacci). Roba da geologi, dicono i professori. La civiltà è nata in Mesopotamia e tu devi crederci! Poi vai in Egitto e vai in Perù e vi trovi lo stesso tipo di costruzioni, templi e fortezze che neanche l’impresario più audace e la gru più potente potrebbero costruire. Massi da 1000 tonnellate. Come te lo spieghi? Roba da ingegneri, non ci interessa. Non ci interessa?!

Vi invito a leggere il resto dell’articolo sulla rivista (se non la trovate in edicola la potete anche acquistare on-line).

Atlantide.

L’ideale di un ritorno ad uno stato mitico, primordiale, di perfezione dinamica nelle relazioni umane e nel rapporto dell’uomo con la conoscenza.

Così si sono espresse le mie Guide, qualche anno fa, interpellate sull’argomento.

Una realtà che è rispecchiata molto bene anche dai messaggi di Tyberonn, antico sacerdote di Atlantide canalizzato da James Tipton, i cui messaggi potete trovare sul suo sito Earth Keeper (http://www.earth-keeper.com), in lingua originale, oppure, in italiano, nel sito Lightworker.it, nella sezione Metatron.

Questa fonte interessante è di matrice completamente diversa, di cui ingrazio nuovamente Vincenzo per la segnalazione.

Nei messaggi (piuttosto lunghi e complessi) Tyberonn descrive la società, la cultura e le conquiste dell’antica Atlantide, dando indicazioni sugli aspetti che in qualche modo noi moderni potremmo essere in grado di recuperare e recepire nuovamente. In particolare è interessante tutta la questione dei cristalli atlantidei, che giacerebbero sepolti e custoditi in alcuni luoghi particolari della terra: in America, nello stato dell’Arkansas e sotto il Monte Shasta, in California, nell’arcipelago di Bimini, in Brasile e in Bolivia (Tiajuanaco [foto in basso: la Porta del Sole] e Lago Titicaca, più altri cristalli “minori” sparsi qua e là (secondo Vincenzo anche in Italia). Questi cristalli, che sono rimasti in uno stato dormiente per millenni, ora si starebbero riattivando per aiutare la transizione dell’umanità disposta ad accedere a un nuovo stato di coscienza.

Siccome sono personalmente ancora nella fase di prima lettura del materiale, non ho ancora commenti da fare o collegamenti a quello che già so. In ogni caso ci sono degli spunti interessanti.

In omaggio ad Atlantide termino questo post con il testo di una canzone che ho scritto un paio di anni fa con un amico.

L’Alchimista

Distinguo ciò che sei

nell’attimo in cui noi

ci incontriamo per restare soli

per sentirci uno con l’Uno

La nostalgia lontana

della perduta Atlantide

i Cicli si susseguono

e non si fermano mai

Tutto ciò che sei

E’ poesia per me

Tutto ciò che fai

E’ magia per me

Mistero e saggezza

potere e conoscenza

dai tempi antichi riemergono

per i Figli degli Uomini

Pensavo di esser solo

ascoltando la Voce ho scoperto

la sottile Alchimia universale

ora sono maestro di Vita

Tutto ciò che sei

E’ poesia per me

Tutto ciò che fai

E’ magia per me

Tutti dicevano che

eri un tipo molto strano

ma qualcosa mi ha incuriosito

ti sono venuto a cercare

Un’immensa biblioteca

il tuo volto corrucciato

occhi profondi, una luce vivace

una gioia traspare dalle tue parole

Infinito presente

è l’essenza del Tempo

nella morte è il segreto della vita

parola che vince la tenebra

Tutto ciò che sei

E’ poesia per me

Tutto ciò che fai

E’ magia per me

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Responses

  1. Complimenti per l’articolo..
    veramente affascinante e pieno di spunti… la cosa interessante che riporti è appunto che negli ultimi 500 anni, gli studiosi si sono fin troppo specializzati e hanno perso la visione d’insieme. Nel 1500 lo scienziato era filosofo, fisico, chimico, astronomo, medico, pittore, scultore, insomma.. sapeva di tutto un po.. e proprio per questo siamo riusciti ad “evolvere”…

    Comunque complimenti per l’articolo!

    P.S. spero di incontrarti presto… ho sentito molto parlare di te… 🙂

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  2. Ciao! Sono capitata per “caso”(sorrido) e ho letto qualche post, cominciando dal “misurare la coscienza”(wakins è stato il fillo conduttore) e vorrei lasciarti il mio pensiero. Ho cominciato leggere in internet, quando la situazione che vivevo era incoprensibile per me e quella volta ho seguito la ricerca sull’ipnosi. Guardando indietro, ho capito che i miei maestri sono stati le situazioni difficili, nelle qualli sono riuscita a dire di SI alla VITA, per arrivare anche ad una persona maestra, che mi ha “portato” su un sentiero sconosciuto. Da quella volta, ho letto un bel pò, solo per il desiderio di capire ciò che stavo vivendo. Come la scienza, anche l’evoluzione spirituale (la coscienza), si basa sull’esperienza, che porta alla conoscenza. Mentre la conoscenza scientifica si può imparare, quella spirituale, no. Adesso, leggere per me, è un dialogo, che in realtà, è diventato difficile, ciò che non toglie la gioia che si prova dalla comprensione (al momento, il raggionamento non può che alterare). Tutto gira tra AMORE(dire di si, alla Vita) e PAURA(dire di si, alla MORTE), tra ESSERE(il Sè Superiore) ed AVERE(l’individualità, l’Ego). La mente, ci vuole preservare da ogni situazione difficile…ma sarà vero? visto che in tanti eppure la parola stessa, dicono che mente…Ti ringrazio per tutto ciò che ci offri e se trovati errori di ortografia o gramatica, siate clementi con me, non è la mia lingua madre…sorrido! Apriamoci il cuore, dicendo SI alla VITA!

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    • Grazie Elena per le tue parole ricche di saggezza. Mi piace molto l’idea degli “assi cartesiani” AMORE-PAURA-ESSERE-AVERE nei quali ognuno di noi misura i propri movimenti evolutivi…sono d’accordo con te che la mente…mente, ma è parte di noi e del nostro funzionamento e va innanzitutto osservata, è questa osservazione che piano piano ci può portare a sentire che noi non siamo né il nostro corpo né la nostra personalità, intesa come tutta quella serie di automatismi e di reazioni preordinate, prodotto del nostro adattamento a ciò che ci circonda. cercando di non rinunciare completamente alla nostra natura e facendo di questo il nostro meglio…complimenti per l’italiano, che non è una lingua semplicissima, lo scrivi bene, l’ortografia non è importante quando si parla con il cuore.
      Alla prossima, e grazie anche a nome mio.

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  3. Adesso ho letto la tua risposta, ed è stato un momento di gioia. Certo che la spiritualità, sta nel osservare sè stesso(in quanto anima), mentre viviamo nella razionalità…facciamo una “scelta” in ogni momento(ci rpportiamo con al di fuori di noi, tramite la mente, mentre siamo l’essenza o il conttenitore della mente)…cosa dire, ci viene naturale condividere una soleggiata e frizzante giornata o una notte riposante, che una giornata piovosa o una notte rumorossa….Però, lo spirito è al di tutto….fare fede in sè stessi, è fare fede in esso…Siamo e proviamo ad esserci, in qualuncue situazione. Un gioiso ringraziamento.

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