Pubblicato da: Paolo | 11/12/2011

Dalla crisi al rinnovamento

Ciao a tutti, pubblico oggi un piccolo post di ringraziamento per tutti coloro che mi hanno scritto ed espresso le loro personali impressioni sulle energie di novembre. Cercherò di fare un po’ il punto tra le varie impressioni che sono emerse.

Vorrei riassumere brevemente alcune delle emozioni e i pensieri che i lettori di questo Blog (vedi i commenti al post precedente) e molti altri hanno riportato. Citerò anche i nomi di coloro che hanno postato un commento, dato che hanno saputo descrivere in modo veramente cristallino ed efficace ciò che è successo. Vi ringrazio ancora tutti per la condivisione, attraverso tutti i canali che ci tengono collegati (pima di tutto e sempre il dialogo tra i cuori).

I cambiamenti che sono stati avvertiti

  • Tanto per cominciare, tutti hanno percepito chiaramente una sorta di transizione, di passaggio, di trasformazione (per alcuni anche attraverso il caos, vedi il commento di Fiorella) attorno ai primi di novembre e una certa sensazione di “ritorno alla stabilità” verso il 20 del mese; la conseguente difficoltà di stare dietro al ritmo della nostra vita quotidiana (Sara Zu lo ha riportato);
  • Il bisogno di stare un po’ da soli, la necessità di fare il “punto interiore”, per capire chi siamo veramente, come se il culmine dell’onda evolutiva ci avesse messo di fronte a noi stessi con un grado di immediatezza e di chiarezza raramente sperimentato prima (come ci hanno riportato in particolare Alex, Fab, Silvana, Fiorella e Vincenzo, e come anch’io confermo di aver chiaramente sentito);
  • Allo stesso tempo, il bisogno quasi fisico di dover rilasciare emozioni anche forti: rabbia, senso di disperazione, ma anche volontà di affermazione (Fiorella per la prima e la terza, io per tutte!…);
  • La sensazione che un certo mondo sia giunto praticamente al termine, che non possa più stare in piedi molto (forse tutto) di quello che prima sembrava inattuabile e immobile, unitamente a un forte senso di attesa di…che cosa? forse, questa è la mia sensazione, della manifestazione del nuovo (la sensazione di fine del “modo” – si badi, non del “mondo” è confermata anche da Julian nel suo commento);
  • L’importanza di essere ottimisti e di pensare che tutto ciò che sta accadendo porterà anche dei frutti positivi (ossia che il cambiamento, a volte alla lunga, è sempre positivo);

A proposito di questi due ultimi punti, secondo me la parola “crisi”, che sentiamo ripetere quasi ossessivamente da tutti i mezzi e organi di informazione (soprattutto carta stampata e la TV) è l’unica possibilità  che il “sistema” ha di descrivere gli effetti di questo grosso momento evolutivo, i cui sviluppi, anche dal punto di vista sociale ed economico, sono sotto gli occhi di tutti e appaiono sempre più in direzione di un cambiamento radicale delle basi su cui poggia il sistema stesso. Secondo me anche del sistema in sé.

Una proposta

Faccio una proposta a tutti: provate, ogni volta che sentite la parola “crisi”, a sostituirla dentro di voi con la parola “RINNOVAMENTO”.  Faccio degli esempi. Magari sentiamo o leggiamo questo tipo di frase:

“A causa della crisi finanziaria in corso, sono previsti interventi strutturali….”

traducete dentro di voi in:

” A causa del rinnovamento della finanza in corso, sono previsti interventi strutturali….”

oppure:

” La crisi economica fa vedere i suoi effetti: cambiano le abitudini degli italiani a tavola”…

da trasformare in (notate come il termine “rinnovamento” è coerente con il resto della frase):

“Il rinnovamento dell’economia fa vedere i suoi effetti: cambiano le abitudini degli italiani a tavola…”

e così via.

Non entro nel merito delle cause della crisi, sui meccanismi più o meno conosciuti che ci hanno portato a questa situazione di rinnovamento (di quasi tutti gli ambiti della vita di ciascuno di noi)  che comunque ci costringe sempre più a mettere in discussione praticamente tutte le basi conosciute.

La mia proposta ha l’obiettivo di disinnescare gli stati di ansia  e le basse emozioni (paura per la propria sopravvivenza futura e per la propria presunta sicurezza economica raggiunta in passato) che tutti noi (me compreso, naturalmente) abbiamo provato e possiamo provare quando veniamo “agganciati ” da questi tentativi di “”tirarci dentro” o, se preferite, “tirarci a fondo”. Produrre emozioni basse, oltre a creare squilibri in noi (dal livello mentale a quello fisico) favorisce le dinamiche su cui in gran parte è fondato il sistema stesso: limitazione del potenziale degli individui, innesco di paure pilotate ad arte, efficacia del controllo tramite i mezzi di produzione e di informazione…

Cercando di produrre emozioni negative il meno possibile (ad esempio “sorprendendoci” o accorgendoci ogni volta che le proviamo e sostituendole più in fretta possibile con le equivalenti emozioni positive: ottimismo, speranza, fare ionia sui noi stessi) aiutiamo non solo noi stessi, ma anche  il sistema stesso a compiere finalmente il suo rinnovamento.

Alla prossima!

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Responses

  1. deludente sintesi…scusa, ma é abbastanza elementare la tua proposta….mi sembra la teoria del pensiero positivo che cerca di fare breccia da anni nelle menti e gli spiriti di tutti, ma hanno smesso di fare i corsi di questo tipo data la scarsa compliance…
    Vai a dire tutto ciò ai miei pazienti pensionati che son tutti terrorizzati dal governo Monti…come li curerò e tranquillizzerò? col pensiero positivo e con una semplice sostituzione di parole?
    Piuttosto noi possiamo fare molto con l’onda pensiero….provate a parlare con le piante e con le pietre, chiedete loro di mandare un’onda positiva al governo che contenga i tagli….Il nostro potere è illimitato.Al 2012 andremo con un’evoluzione positiva,non negativa! Oltre al sottoscritto ormai tutti i channeling del mondo lo confermano (Tiberon, Eddy,ecc)
    Del resto, bernardo di Chiaravalle diceva che troveremo di + nelle foreste e nelle pietre che nei libri e che ci insegneranno e aiuteranno in quello che i nostri Maestri non ci hanno insegnato…

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    • Caro Vincenzo,
      grazie per il tuo commento, che pubblico volentieri, dato che credo che lo scambio di opinioni, anche all’insegna del contrasto, sia sempre positivo, posto che entrambe le parti credano nel valore del confronto. Tento di risponderti citandoti.

      deludente sintesi…scusa, ma è abbastanza elementare la tua proposta….mi sembra la teoria del pensiero positivo che cerca di fare breccia da anni nelle menti e gli spiriti di tutti, ma hanno smesso di fare i corsi di questo tipo data la scarsa compliance…

      Innanzitutto, mi spiace di averti deluso, ma la mia regola-base è: è impossibile accontentare tutti. Questa volta tocca a te far parte di questa schiera (non piccola, forse?) …
      Ti chiederei se tu hai provato questa tecnica che ho proposto, del cambiare le parole dentro di te. Posto che tu lo abbia fatto, Avrai scoperto che si tratta di una tecnica semplice, ma in realtà di difficile applicazione, se uno prova a sperimentarla nel quotidiano. Al solito: le cose semplici si rivelano spesso complicate! Gli schemi mentali sono duri a morire, è necessaria una continua applicazione… ma è sempre possibile farlo, sia che ci troviamo in attesa alle Poste, o mentre stiamo guidando, oppure prima di dormire, o al risveglio, o, ancora meglio (la cosa più difficile è ricordarselo!), quando cominciamo la nostra giornata in ufficio o andiamo al supermercato a fare la spesa.
      Che cosa c’è di sbagliato nel pensiero positivo? Tu, come terapeuta (sei medico e chirurgo) sai sicuramente che esistono persone che, cambiando il proprio modo di pensare (sostituendo ogni pensiero negativo con l’equivalente positivo e costruttivo, prima facendolo come uno sforzo, tenacemente e costantemente e poi, quando diventa una sorta di sana abitudine, qualcosa che riesce a migliorare la vita), hanno ottenuto risultati anche dal punto di vista del benessere fisico. Credo che le soluzioni efficaci per le persone alla fine debbano essere sempre piuttosto semplici, e attuabili (anche se il processo per arrivare a elaborale non lo è quasi mai). Quello che ho voluto suggerire con la tecnica è proprio questo. Io non faccio corsi di pensiero positivo, quello che cerco di trasmettere è molto più vasto, ma include anche una certa attitudine positiva nei riguardi della vita.

      Vai a dire tutto ciò ai miei pazienti pensionati che son tutti terrorizzati dal governo Monti…come li curerò e tranquillizzerò? col pensiero positivo e con una semplice sostituzione di parole?
      Piuttosto noi possiamo fare molto con l’onda pensiero….provate a parlare con le piante e con le pietre, chiedete loro di mandare un’onda positiva al governo che contenga i tagli….

      E quindi ai tuoi pazienti pensionati terrorizzati, che magari, nella maggior parte, sono imprigionati in schemi di paura, di dualismo e di reazione a stimoli indotti dal sistema (grazie anche a una buona dose di dipendenza dalla televisione) ti trovi a insegnare a parlare con le piante e con le pietre per mandare un’onda positiva al governo che contenga i tagli? A me sembra molto più semplice cercare di trasmettere loro, molto umilmente, l’idea che è possibile tentare di cambiare ciò che quotidianamente hanno più a portata di mano, in ogni istante, dal risveglio al momento di andare a dormire, ossia la qualità dei loro pensieri, in questo momento indubbiamente caratterizzati dalla paura della sopravvivenza (paura che, come terapeuta olistico, sai bene avere diretta influenza sul sistema di difesa dalle aggressioni: quello immunitario). Ti ricordo che questa è una semplicissima tecnica, difficile da mettere in pratica se non si è seguiti da qualcuno che pungoli (ma loro avrebbero te che li aiuta!), la cui origine si perde nella notte dei tempi ma che è andata a fare parte delle tecniche insegnate in molte scuole misteriche (non ultima la scuola di Gurdjieff). Io l’ho sperimentata su di me, ultimamente usando la parola “crisi”, sentendo la quale ora la prima immagine che mi viene è un bellissimo Sole dorato che sorge da un orizzonte naturale. Tieni conto che sono tendenzialmente una persona pessimista, e sono riuscito e riesco a tenere a bada le sfumature più scure e le reazioni di sfiducia nel mio modo di pormi di fronte a questo “gufare collettivo” (proprio stamattina leggevo che l’ISTAT sancisce l’entrata dell’Italia nella recessione…). Ho scoperto già da tempo che davvero ho più facilità a ottenere risultati positivi se mi pongo in un certo modo di fronte a ciò che succede. A partire dall’osservare e intervenire sui molti pensieri che affollano la mia mente. The Secret non c’entra nulla.
      La “semplice” sostituzione di parole è esattamente la tecnica che è insegnata nella storia del Diluvio Universale: grazie alla decisione di salvare nel proprio scrigno (l’Arca, che non è una barca ma un forziere) soltanto le parole che dentro di sé sono feconde, creatrici e continuatrici di vita (le coppie di animali) Noè sale sempre più in alto (= galleggiando sull’Arca) mentre tuti gli altri affondano, sommersi dall’acqua (ossia dalle loro paure)! Questa lettura (di Igor Sibaldi, non è mia) è l’esatta descrizione di ciò che succede all’individuo che comincia cambiare le semplici parole dentro di sé.

      Un’altra considerazione.

      Se io potessi parlare con la natura, come tu probabilmente sai fare, viste le tue esperienze, non chiederei di abbassare i tagli del governo, ma forse che tutti possano sperimentare il proprio risveglio affinché un domani non ci siano più governi (il cui livello di coscienza non può essere più elevato di quello medio dei suoi concittadini) che tentano di difendere un sistema basato sullo sfruttamento (delle risorse naturali e delle persone), di cui poi tutti subiamo le conseguenze, ma sistemi di gestione dei paesi basati innanzitutto sul rispetto… ma questa è solo la mia opinione.

      Il nostro potere è illimitato. Al 2012 andremo con un’evoluzione positiva, non negativa! Oltre al sottoscritto ormai tutti i channeling del mondo lo confermano (Tiberon, Eddy,ecc)

      Sono perfettamente d’accordo con te e con tutti gli autori che citi. A proposito: sto per pubblicare un piccolo post proprio su Atlantide, e, grazie alle tue segnalazioni, ho potuto approcciare questo autore (James Tipton, che canalizza l’antico sacerdote di Atlantide Tyberonn), del quale sto leggendo tuti i messaggi che mi hai segnalato, e di cui vi parlerò.

      Del resto, bernardo di Chiaravalle diceva che troveremo di + nelle foreste e nelle pietre che nei libri e che ci insegneranno e aiuteranno in quello che i nostri Maestri non ci hanno insegnato…

      Anche qui non posso che essere concorde con queste belle parole, sicuramente la natura è una nostra grande maestra (e Bernardo la sapeva lunga…). Dovremmo però prima recuperare l’antica concezione che vedeva l’uomo come parte di essa, la concezione tradizionale. E credo che su questo molti abbiano prima bisogno di fare un certo lavoro su di sé.
      Grazie per le tue parole, che mi hanno dato parecchi spunti di riflessione, un abbraccio di Luce e di Pace e un augurio di serene feste.

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  2. Ciao. Ho letto questo post e vorrei lasciare le mie riflessioni. Essere medico, per me, vale a dire un essere umano che ha scelto (studiando) di metterssi al servizio del benessere, della salute. Però, il vero aiuto può arrivare soltanto dalla consapevolezza dell’essere, altrimente si deve limitare a ricette o interventi, se non a dire semplicemente che non si può più fare niente(male incurabile). Pensando da questo punto di vista, un medico è in qualche modo allenato ad arrendersi, proprio perchè è in lotta….ed è anchè noto, che una guerra(lotta) non si combatte per nulla, ma c’è chi guadagna…”Predicare”, testimoniare che la vita che c’è in noi(e la stessa al di fuori di noi) è onnipotente(l’inteligenzza di ogni particella, cellula e la loro coordinazione), può avvenire solo dalla consapevollezza…un medico potrebbe parlare con il paziente, da essere all’essere, dicendo che può dare una cura, ma che la vera cura è quella dell’essere, cioè il vissuto, come l’essere si rapporta alla vita, a ciò che vive….Anche dal punto del benessere abbiamo la dualità, per quella del corpo, c’è il medico e per l’anima il prete, guro…sorrido…e questa dualità si trova nei schemmi mentali di ognuno di noi…per forza, sono duri da smartellarli….Credo che la crisi sia dentro ognuno di noi e fuori di noi, che arriva dai cosi detti valori della vita, che la stessa vita li mette in discussione. Da ogni difficoltà che la vita ci offre, l’essere si può rafforzzare e la mente si può modifficare(espandere)…Un abbraccio che arriva dalla condivisione della vita.

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    • Grazie anche di questo tuo commento.
      Vorrei sottolineare una frase che mi ha colpito:

      Pensando da questo punto di vista, un medico è in qualche modo allenato ad arrendersi, proprio perchè è in lotta…

      dalla prospettiva dualistica non può che nascere una continua sconfitta, e coloro che lavorano in questa dimensione “non agiscono per la vittoria, ma solo per giustificare la loro futura sconfitta” (Salvatore Brizzi, il Libro di draco Daatson – Parte XVIII, post sul suo blog VENERDÌ 15 APRILE 2011, clicca qui). Personalmente non ho nulla da dire ai medici o ai preti, specialmente nei confronti di coloro che ci mettono un po’ di cuore (pochi), e sono perfettamente d’accordo sul fatto che tutte queste figure che abbiamo intorno non sono che proiezioni di ciò che ognuno di noi ha dentro. Compreso quell’operatore zelante che oggi mi ha rifilato una multa perché sul mio contrassegno di parcheggio come residente non si leggeva più il numero di targa…e questo nonostante avessi pagato il parcheggio!
      Alla prossima!

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    • Ma perchè un medico deve agire x giustificare una certa futura sconfitta?
      Quando al mio terminale si associa un accompagnamento “silenzioso” che lo fa morire in pace e col sorriso sulle labbra non la chiamerei sconfitta….Quando mi chiamano per la constatazione cerco sempre di arrivare entro 30 minuti dalla morte clinica, perchè lo spirito é ancora lì , faccio uscire tutti i parenti e solo con lui gli faccio la meditazione di Powa (indiana).
      Se quando é ancora n vita, tra una chemio e l’altra gli faccio capire che deve mettere a posto le cose con tutti, anche i nemici, e che molta parte della sua malattia é dovuta a un comportamento e a emozioni passate,,,e poi ti ringrazia, la chiamate sconfitta?
      No, io faccio il medico ma non mi sento mai sconfitto….
      E quando riesco, assieme al palliativista (sono Angeli caduti dal cielo) a convincere il malato a fare la sedazione finale, protocollo ormai legalmente e deontologicamente corretto e accettato che si fa quando i sintomi sono incoercibili (dolore , dispnea) che aiuta al distacco da questo vestito che si sta strappando ormai diventato scomodo e obsoleto, mi spiace, ma non mi sento proprio di chiamarla futura certa sconfitta….
      Certo, i pazienti sono il nostro riflesso ed é proprio x questo che farei, se capitasse a me, esattamente le stesse cose di cui sopra……
      Scusate lo sfogo, forse un pò di parte, ma il medico “di cuore” non basta se non si sente anche “vittorioso”….
      Vincenzo

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  3. scusate, volevo aggiungere a proposito di dualismo del medico, che non é così:
    Socrate dal Charmides di Platone:” Non si può curare l’uno senza guarire l’altro e i medici del nostro tempo devono ricordarsi che é dallo spirito e dalla mente che procede il bene e il male e tutti i mali…” guardate come é attuale questa frase pronunciata nel 5° secolo a.C! Il vero medico non può scindere nell’uomo lo spirito dal corpo e per guarire il secondo bisogna necessariamente intervenire sul primo

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    • Ciao Vincenzo, grazie per i tuoi pronti commenti, sono lieto di risentirti.
      Faccio solo una piccola precisazione su quanto ho scritto, per chiarire meglio. Nel mio parlare di “sconfitta”, nel mio commento precedente, intendevo l’idea, che sicuramente non ti appartiene, ma che troviamo purtroppo ancora radicata in moltissime figure mediche, che trattare una patologia sia una guerra dualistica dove appunto la vittoria è la “guarigione” (intesa però come mera scomparsa dei sintomi) e la “sconfitta” sarebbe la cronicizzazione o la morte del paziente stesso. In questo caso, visto che la causa di questo modo di porsi è la non comprensione del significato della malattia a livello più ampio, l’atteggiamento stesso è una rinuncia a una consapevolezza superiore, quindi una sconfitta in partenza, qualsiasi sia l’esito. Lo ripeto, non tutti i medici hanno il tuo livello di coscienza, grazie al quale riesci ad accompagnare le persone verso la transizione, e anche dopo il decesso, per fornire l’energia con la meditazione, di cui l’anima ha bisogno.
      Il caso che tu esemplifichi è lo stesso che mi è capitato personalmente, la persona in questione era mia madre, e devo dirti che vederla spirare serenamente al reparto di Rianimazione (dopo aver parlato con un medico estremamente corretto e comprensivo, ma che ci ha detto che la sua scienza non poteva fare più nulla neanche a livello palliativo) è stata la migliore modalità di trapasso che le potessi augurare. Con mia sorella abbiamo recitato una preghiera di Liberazione per cominciare l’accompagnamento verso l’altra parte.
      Queste non sono sconfitte, concordo con te al 100%, sono Vittorie della Vita!
      La tua citazione di Platone mi richiama in modo impressionante una frase che ho letto l’altra settimana sulla rivista Fenix di qualche mese fa (n. 32, p. 86), che va di pari passo con la tua: è segno che davvero questa era la più alta consapevolezza del mondo antico. Si tratta di un commento di Apollonio di Thiana (I sec. d.C.) al suo allievo Critone dopo aver visitato il tempio di Esculapio a Pergamo:
      Pitagora disse che l’arte più divina è quella di guarire: se l’arte di guarire è così divina, deve occuparsi dell’anima come del corpo, poiché nessun essere può essere sano se ciò che vi è di superiore in lui è malato”.
      Grazie a tutti per le riflessioni, alla prossima!

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  4. Che bello rileggerti!! Cosa cambia se paghi la multa(ingiustamente)??? ma la comprensione del fatto stesso, è la conseguenza di un cambiamento…..sorrido! solo la comprensione ci può tirare fuori dalla “lotta”….pensa a quanto è facile abbbassarti, scendere, nel confronto ad alzarti, salire e tenendo conto del limite umano imposto proprio dalla stessa condizione….

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  5. Ho letto il link….bello!!! e dico: se sono vincente prima della lotta, innevitabilmente sono fuori dalla lotta…ciò che scrivo non sono astrazioni, ma pensieri, interpretazioni prodotti dal vivere….”essendo” una diplomata, vedova con 3 figlie, ma con la consapevolezza del “mio” umano….essere. Un abbraccio nella vita che condividiamo.

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  6. esprimo ancora un pensiero….i prodotti della razionalità di questo mondo sono i sciacalli….che prima di mettersi nella condizione di guadagnare prettendono il loro guadago, che prima di ammazzarti esultanto di ciò che “sei” o possedi…..cosa dire….ogni comprensione è un vivere inspiegabile, che non può essere chiamata emozione, perchè non prodotta dai sensi(percezione)…Tutto è dentro di noi e sta a noi…

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  7. ogni condizione si nutre dalla stessa…la morte, dalla paura e la vita, dalla fiducia, fede nella vita stessa….mentre nella condizione c’è ciò che semplicemente è.

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