Pubblicato da: Paolo | 03/09/2011

La tartaruga nella tradizione (1)

Con questo post pubblico la prima di una serie di tre piccole raccolte di informazioni sulla simbologia e sul significato della tartaruga nelle culture del mondo.

Definire “saggi” questi tre post non mi sembrerebbe il caso, dato che la maggior parte delle informazioni le ho raccolte di qua e di là nel corso dei miei studi esoterici, a partire da opere che, per la maggior parte, sono ancora reperibili in commercio.

Per questo motivo troverete in corsivo i brani di altri autori (di cui cito la fonte), mentre i miei commenti sono scritti in carattere normale.

A Pontboset qualcuno mi ha chiesto se “è un caso” che ci sia una roccia a forma di tartaruga proprio in mezzo al torrente Manda (vedi fig. 3)… la risposta dipende dal livello che noi consideriamo. Certo, rimanendo terra terra potremmo rispondere che si tratta di un caso che questa roccia abbia una forma di questo tipo.

Ma se proviamo a vedere il mondo con gli occhi degli antichi, che avevano sicuramente una concezione della natura molto diversa della nostra, possiamo anche concederci  il fatto che essa possa comunicare con noi anche con un linguaggio, che, se sfugge alla nostra percezione ordinaria (legata al cosiddetto “emisfero sinistro”, ossia il canale razionale), è ben inteso dalla parte di noi intuitiva (“emisfero destro”) che accetta benissimo che le forme delle rocce, delle piante o i chiaroscuri generati dalla luce al mattino o al tramonto possano essere figure che ci vogliono dire cose che altrimenti non potremo mai sapere.

Si utilizza in questi casi la fantasia, la capacità di assimilare elementi tramite l’analogia, di trovare delle somiglianze, e di farsi cogliere dall’ispirazione del momento… questo è ciò che tutti i bambini, almeno fino all’età di 6-7 anni, sanno fare.

Gli adulti che, come ho detto prima,  se lo concedono, non possono che sperimentare la gioia che si prova nell’essere connessi con tutto ciò che ci circonda.

Tornando al tema di questa miniserie di post, prendendo in considerazione i molteplici significati che la tartaruga ha avuto per l’uomo, sin dalle epoche più antiche, non si può, sempre da un punto di vista “da emisfero destro”, non notare molti collegamenti con le caratteristiche dell’energia di Pontboset e della sua gente; l’amore per la propria terra che i residenti hanno, le donne del paese che hanno sempre avuto un ruolo preponderante nella vita collettiva e nello sviluppo economico della comunità, l’energia femminile così presente nei luoghi ad energia più alta (sottolineata anche dalla grande quantità di oratori e nicchie dedicate alla Vergine), l’attenzione verso la cultura e la capacità di costruire cose nuove attraverso l’ingegno, per cui la popolazione locale era conosciuta e rispettata in tutta la Valle e anche all’estero (mi risulta che gli emigranti operai erano molto apprezzati all’estero per la costruzione di edifici).

Ma andiamo a vedere cosa dicono di questo simpatico animale, appunto, le culture del mondo. In questa prima puntata vedremo come questa figura sia associata addirittura alle origini della Creazione.

La Tartaruga come rappresentazione dell’universo

Maschio e femmina, umano e cosmico, il simbolismo della tartaruga si estende su tutte le regioni dell’immaginario.

Nella parte superiore questo rettile ha un guscio (carapace) che è tondo o, meglio, semisferico, come la volta celeste, mentre nella parte inferiore è piatto, come la terra: la tartaruga è una rappresentazione dell’universo, e come tale appare in Estremo Oriente, presso i cinesi ed i giapponesi come al centro dell’Africa Nera, presso i  popoli alla foce del Niger, i Dogon e i Bambaras,  per citare solamente i più studiati.

Nell’antica India i Brahmana associano la tartaruga alla creazione stessa. È anche, come succedeva anche in Cina, associata alle Acque primordiali: secondo la leggenda essa sostenne il famoso asceta Naga Ananta nel corso della sua vita caratterizzata da continue pratiche volte al controllo delle proprie passioni.

 La mitologia greca spiegava la genesi dell’animale con la leggenda della ninfa Chelone, dalla quale la tartaruga prenderà anche il nome. Ella, avendo osato deridere Zeus ed Hedra, proprio il giorno delle nozze, era stata punita dagli Dei infuriati che l’avevano precipitata in mare e condannata a recare sul dorso la propria casa, fino alla fine dei tempi [1].

Colei che regge il mondo

La sua massa, la sua forza testarda, l’idea di potenza che rievocano le sue quattro corte zampe piantate nel suolo come le colonne del tempio, fanno di essa anche la cosmofora, ossia la portatrice del mondo, cosa che l’apparenta ad altri possenti animali ctoni (ossia che vivono sottoterra), come il grande coccodrillo o il caimano delle cosmogonie mesoamericane, la balena o il grande pesce, il dragone ed anche il mammut che la maggioranza dei popoli siberiani considera come una divinità al disotto delle acque [2].

In Mongolia, presso i Kalmouks, una credenza locale vede la fine del mondo come il momento in cui il Sole, avvicinandosi alla Terra, inaridirà e brucerà tutte le cose. Si pensa che, quando la tartaruga che sostiene il mondo comincerà a sentire gli effetti del caldo, si rivolterà con inquietudine e provocherà così la fine del mondo.

Anche i classici cinesi insistono sul suo ruolo di stabilizzatrice. Le Isole dei Beati, o degli Immortali, erano i mitici luoghi di approdo dei defunti meritevoli di beatitudine.

fig. 1 – Lao Tze

Ci dice Lao-Tze (fig. 1, il mitico maestro illuminato a cui è attribuito il testo  Tao-te-Ching) che queste Isole, che all’inizio erano vaganti, non trovarono il loro equilibrio fino a quando le tartarughe non li presero in carico sulla loro schiena. In quanto simbolo di forza e stabilità, statue a forma di tartarughe vennero spesso utilizzate per consolidare le fondamenta di ponti e dighe [1]; nelle sepolture imperiali, inoltre, ogni pilastro veniva posato su una tartaruga. Secondo un’altra leggenda, era una tartaruga che faceva da supporto al pilastro del cielo, abbattuto da Kung Kung, il capo dei Titani. 

In India la tartaruga è un supporto del trono divino; è soprattutto il Kurma-avatara,  che servì di supporto al monte Mandara (Mandara.. Manda, come il torrente? adesso non voglio esagerare…) e ne assicurò la stabilità quando i deva e gli asura procedettero al baratto del Mare di latte per ottenere l’amrita, la bevanda degli dei. Kurma continuerebbe a sostenere anche oggi l’India. 

Le carni dell’animale erano metafora del perfetto equilibrio tra il principio maschile, yang, ed il femminile, yin e le tarde fonti maoiste indicavano la tartaruga capace di raggiungere i tremila anni di età, perché in grado di assorbire la forza tellurica. Per questi motivi, la corazza ed il cervello servivano per preparare il filtro dell’immortalità. 

fig. 2 – particolare della tartaruga di Pontboset (foto dell’autore).

Parlando di forza tellurica, non posso fare a meno di considerare che la Tartaruga di Pontboset,   (fig. 2 – vedi anche il post Una bellissima esperienza a Pontboset ) è sede di un punto di incrocio tra due correnti energetiche molto forti, dove la componente di terra (che  dai moderni ricercatori è appunto definita “tellurica”) è molto forte…

fig. 3 – Vishnu sul guscio di una tartaruga (da H. Biedermann, Enciclopedia dei simboli,
Garzanti, p. 530)

Questa funzione di supporto del mondo, pegno della sua stabilità, l’associa alle divinità più elevate: in India, la seconda personificazione (avatar) di Vishnu era rappresentata da una tartaruga (vedi fig. 3). E’ interessante notare che sotto questa forma Vishnu presenta un viso verde, segno di rigenerazione o di generazione, quando emerge delle prime acque, portando la Terra sulla sua schiena [3].

L’acqua da sempre simboleggia in quasi tutte le culture un principio di generazione, anche la moderna  scienza ipotizza che la vita sul nostro pianeta sia nata nell’acqua.

Anche nell’antica Cina la Terra veniva considerata come poggiata sulla schiena di una tartaruga marina di dimensioni cosmiche, dal nome “Ao” (che è la sigla di Aosta!… la tartaruga di Pontboset non poteva che scegliere regione più idonea a ospitarla della nostra Valle…scherzo!), che garantiva magicamente la stabilità del cosmo (fig.4).

Presso questa cultura millenaria la tartaruga è uno dei cinque animali sacri e personifica il Nord, punto cardinale utilizzato dai naviganti sin dall’alba dei tempi come punto di orientamento privilegiato per la navigazione e quindi principio di direzionalità privilegiata. E’ in associazione anche con l’Acqua e l’Inverno, che cultura cinese è in prossimità con le fasi della luna, dunque troviamo qui un simbolismo di tipo lunare.

fig. 4 – La mitica tartaruga Ao (da Biedermann, op. cit., p. 529).

Addirittura anche presso la cultura dei Maya (molto distante, rispetto alla Cina e all’India, sia nello spazio che nel tempo), il dio della Luna è rappresentato ricoperto da una corazza fatte di squame di tartaruga [2]. Nell’arte e nella mitologia dell’antico Messico la tartaruga era invece veicolo e cavalcatura di mitici antenati [3].

Acqua, Luna… principi femminili di generazione, di fertilità. Vedremo  nella terza parte come questi significati si trovino in altre  leggende e miti antichi.

Note

[1] http://www.webalice.it/salvatorecurcio/CURIOSITA’.html

[2] Tratto da Jean Chevalier e Alain Gheerbrant, Dizionario dei simboli
, ed. BUR Rizzoli 1999, alla voce Tartaruga

[3] Hans Biedermann, Enciclopedia dei simboli, Garzanti (serie le Garzantine).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

Sonia Germani Zamperini's Blog

Se l’uomo invece di avere cinque sensi, ne avesse un altro: il palming, il suo modello di realtà e la sua stessa coscienza cambierebbe (SGZ)

Leggenda o Realtà

Svegliamoci! Non limitiamoci a sentire, Iniziamo a comprendere cosa ci accade intorno...

Crazy Alice in Wonderland

"Il segreto, Alice, è circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie..." (cit.)

Fisica della coscienza

Uno e Uno –fa Uno- Il Due –che smetta di essere usato- Va bene giusto per le scuole-

agoresblog

Ogni pensiero è libertà

MariannaMaior

Sii chi veramente sei

Spirito e Profumi

L'incenso come guida alla scoperta di sé...STAY INCENSED!

Zehsod

Appunti e pensieri sulla Qabalah, la geometria sacra e molto altro

Centro Studi Bruttium

Associazione di Volontariato Culturale ONLUS

KeL

Kabbale en Ligne v.6

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: