Pubblicato da: Paolo | 29/06/2011

Le forme-pensiero (2): caratteristiche

Fig. 1 – una forma pensiero di amore rivolto a tutta l’umanità (da Besant e Leadbeter)

Un pensiero fisso, che non se ne vuole andare.

Flussi di ragionamenti e di sensazioni che conducono sempre alla medesima conclusione (di solito negativa).
Un’idea insistente che ritorna.
Sempre lo stesso senso di fastidio nel vedere una certa persona.
Lo sapevo che sarebbe andata così.

Ecco alcuni esempi di come le forme-pensiero di tipo più diffuso, quelle negative, si manifestano, a livello mentale e emotivo, alla nostra coscienza, e come ci inducono a relazionarci con noi stessi e con gli altri. Occorre innanzitutto comprenderne le caratteristiche, e questo post cerca di gettare un po’ di luce su questo argomento, in passato riservato esclusivamente alle scuole misteriche ed esoteriche. Riporterò anche l’esperienza di un’amica, che ha cose molto interessanti da raccontarci.

Per la definizione di forma-pensiero, ricordo che possiamo immaginarle come concrezioni di energia sottile più o meno elaborate generate dal campo energetico degli esseri viventi.

Possiamo provare a delineare alcuni aspetti basilari delle forme-pensiero avvalendoci delle osservazioni e degli studi dei chiaroveggenti, ossia di coloro che sono in grado di vedere le  energie sottili. Oltre ai lavori di Annie Besant, Charles Leadbeter, appartenenti alla tradizione teosofica, e i risultati di  terapeuti energetici come Master Choa Kok Sui e Roberto Zamperini e Barbara Ann Brennan. Cercheremo anche di comprendere alcuni aspetti attraverso la testimonianza che ho anticipato in apertura.

Secondo il piccolo ma denso libretto di A. Besant e C. Leadbeter Osservare le Forme Pensiero (vedi la nota bibliografica in fondo a questo post) le caratteristiche più importanti delle FP che appaiono ai chiaroveggenti sono:

a) Il colore;

b) la forma;

c) il grado di maggiore o minore nettezza dei loro confini.

Adesso trattiamo brevemente i vari aspetti.

a) I colori sono stati osservati a lungo dai due nostri autori, che nel tempo sono riusciti ad associare a determinate emozioni e pensieri.

Fig. 2 – la volontà di sapere.

Ad esempio il rosso, nelle tinte chiare,  indica amore, affetto, fino ad arrivare alla  passionalità, e, specie se scuro, può sconfinare nella rabbia. Il  giallo può rappresentare  la ricerca intellettuale, come nella figura 2, che rappresenta la volontà di comprendere un argomento: l’intenzione si manifesta come una sorta di serpentello curioso che vuole penetrare i segreti della materia che sta studiando. Il giallo può anche indicare elevati stati di consapevolezza, specie se in tinta molto chiara magari con sfumature d’oro. Il rosa rappresenta l’amore incondizionato, insieme con il verde: emblematica in questo senso è la fig. 1 in alto, una forma pensiero rosa venata di delicati filamenti verde chiaro generata durante una preghiera rivolta a tutta l’umanità.

b) La forma riguarda il contenuto delle forme-pensiero, che di solito appaiono come rappresentazioni in miniatura degli oggetti a cui si riferiscono. Ad esempio un soggetto che sta pensando intensamente alla propria casa farà apparire nel suo campo energetico una casa in miniatura, rappresentazione fedele del proprio oggetto dei desideri.

c) Il grado di nettezza dei confini della forma è indicativa della quantità di energia focalizzata (o, se preferiamo, dell’intenzione) del soggetto. Ad esempio una forma pensiero con i bordi frastagliati sarà indicativa di una intenzione generica.

Le osservazioni dei chiaroveggenti sono di certo utili a comprendere le creature di questo “zoo sottile”.

Ma potrebbero anche sembrare di dubbia utilità per noi che non vediamo.

In realtà , ascoltare o leggere i resoconti di coloro che hanno questo genere di possibilità percettiva può essere estremamente utile per formare anche nella nostra coscienza un’immagine di questo tipo di fenomeni, cosa che ci permette di percepirne e di riconoscerne più chiaramente la presenze e gli effetti.

A questo scopo riporto qui, sottoforma di intervista, le osservazioni e le esperienze di un’amica, che per ovvie ragioni vuole rimanere anonima e che noi nomineremo con le sole iniziali:  G.N.

In questa prima parte  parleremo di come appaiono le forme-pensiero, nel prossimo post dedicato a questo argomento indicheremo alcune operative per il loro trattamento.

Intervista a G.N.

Curiamo Atlantide:  Cara G.N., possiamo dire che sei impegnata da anni in un percorso che ti sta permettendo di costruire la tua esperienza sulle forme-pensiero. Ti faccio una domanda che può essere utile per chi ci  legge. Quando ti sei resa conto che una parte delle tue percezioni riguardava le forme-pensiero, per esempio quelle delle persone?

G.N.: Mi sono resa conto che alcune delle mie percezioni riguardavano le cosiddette forme-pensiero, soltanto da un annetto. Le vedo in realtà da una decina d’anni, ma non sapevo cos’erano, perché non avevo mai letto nulla sull’argomento. Fin dall’inizio mi sono accorta, della presenza di collegamenti, quelli che una volta tu hai definito i “collegamenti illegali”, ossia i legami energetici che tendono a sottrarre energia alle persone. Li vedevo concretamente come funi che legano le persone tra loro, di diversi spessori e colori, principalmente rosso o nero. In seguito ho scoperto che ci sono fortunatamente anche le forme-pensiero “positive” e belle. Poi ho allargato le mie percezioni anche alle forme pensiero legate ad oggetti e luoghi.

Curiamo Atlantide:  Esiste una tua particolare modalità di percezione delle forme-pensiero, oppure sei in grado di attivare diversi canali energetici, a seconda della situazione o di altri fattori?

G.N.:  Si, le percepisco attraverso diversi canali. Dipende in parte da come sono in quel momento, da chi mi trovo davanti, da dove mi trovo e dal mio equilibrio. Principalmente le vedo con la vista “interiore”, diversa da quella “ordinaria”. 

Curiamo Atlantide:  questo tuo approccio “visivo”, o chiaroveggente, è abbastanza raro da trovare, e allo stesso tempo, per la sua immediatezza e accuratezza, molto prezioso. Anche tu hai letto il libro di Besant e Leadbeter sulle forme-pensiero [1], che riporta delle tavole a colori disegnate in base alle osservazioni chiaroveggenti. Rispetto alle qualità emotive e mentali espresse dai vari colori così come riportate dai due autori, trovi corrispondenza nelle tue esperienze oppure secondo te chi è in grado di percepire i colori può costruire un suo codice di corrispondenza tra colori, emozioni e pensieri?

G.N.: Ognuno deve affinare il proprio codice. Diciamo che a grandi linee lo schema di quel libro corrisponde alle mie percezioni, così come anche quello che si legge nel libro di Anne Givaudan [2]. I colori sono quelli. 

Il rosa, per esempio, corrisponde ai vari gradi di affetto, fino ad arrivare al colore della passione, il rosso, molto scuro nella rabbia e nell’accidia. Il marrone è sempre il colore di qualcuno che scava nella sua interiorità, una persona rancorosa. Il grigio che diventa nero è depressione sempre più profonda. Poi c’è il giallo acceso che io non ho ancora ben capito cos’è… mi è capitato di vederlo solo di recente.

Curiamo Atlantide: Dove hai notato il giallo acceso?

G.N.: Era intorno ad una persona, la circondava, non capivo cos’era, poi ho visto che era una forma-pensiero che si muoveva, ma mi è capitato solo due giorni fa, e non ho ancora avuto modo di approfondire…

Curiamo Atlantide:  Secondo te le forme-pensiero hanno influenza sul comportamento delle persone? Da questo punto di vista tu che cosa hai notato?

G.N.: Le forme-pensiero agiscono in tantissimi modi, toccano ogni aspetto della nostra vita. Ci controllano, ci manipolano, ci gestiscono in ogni momento della nostra giornata. Si possono percepire in maniere molto diverse, e si può intuire la loro presenza dal modo in cui le persone agiscono. Gli schemi di comportamento delle persone, dall’individuo singolo ai gruppi, sono spesso dettati da forme-pensiero. 

Curiamo Atlantide:  Quindi secondo te le forme-pensiero ci manipolano, possono limitare il nostro comportamento, quindi anche la libertà che noi possiamo avere nel decidere, nello scegliere per noi cos’è meglio. Puoi raccontarci dei casi pratici su questi aspetti?

G.N.: Bisognerebbe innanzitutto spiegare che una forma-pensiero nasce appunto da un pensiero, che non è un’idea, ma un concetto un po’ diverso. A seconda della forza di questo pensiero si crea una sorta di “nuvoletta” di energia, più o meno definita a seconda che il pensiero sia più o meno definito. Più è forte, più è preciso, più la forma-pensiero avrà forza, fino a diventare, in casi più particolari, una vera e propria entità, quasi come quelle che vengono definite “larve”.

Curiamo Atlantide:  Che quindi mostrano autonomia e una certa intelligenza, intesa come capacità di reagire agli stimoli e di modificare l’ambiente?

G.N.: Esatto, e sono parassiti che si nutrono della nostra energia e dell’energia dei nostri pensieri, ma non solo. Possono arrivare ad assorbire la nostra energia un po’ a tutti i livelli. E possono influenzare l’ambiente in cui viviamo, la gente che frequentiamo ma anche le persone che incontriamo casualmente. Addirittura possono espandere la loro influenza su persone che non conosciamo e che abitano dall’altra parte del pianeta.

Curiamo Atlantide:  si tratterà anche di energia proveniente dalle emozioni, immagino.

G.N.: Sì, si nutrono anche di emozioni. Quando percepisco una forma-pensiero vedo innanzitutto una nuvoletta, che contiene una macchia di colore che lentamente prende forma, spesso si tratta di un oggetto legato ad un ricordo e quindi ad un’emozione. Alcune sono tremende, e ci confinano all’interno di schemi mentali, schemi di comportamento. Ci lasciano comunque una possibilità di scelta, perché nel momento in cui succede qualcosa che potrebbe farci mettere in atto il comportamento dettato dallo schema, nella nostra mente nasce la domanda “lo faccio o non lo faccio, mi comporto come al solito o no?”, ma è un passaggio talmente rapido che non sempre abbiamo la capacità di reagire. Determinati schemi di comportamento corrispondono a determinati tipi di forme-pensiero e si possono incontrare in persone diverse, molto distanti, anche in diverse parti del mondo, che non hanno contatti diretti fra loro. Osservando attentamente risulta che queste persone hanno lo stesso modo di comportarsi. Poi c’è il discorso delle egregore, che non approfondiremo qui (è un argomento che abbiamo già toccato nel precedente post sulle forme-pensiero).

Questo aspetto legato al comportamento è molto interessante, e nel prossimo post avremo senz’altro occasione di approfondirlo, per cercare di capire quali sono gli approcci più corretti per la riduzione del problema.

Note bibliografiche

[1] Annie Besant, Charles W. Leadbeter, L’energia delle Forme-pensiero (e il loro effetto sulla nostra vita), Bis Edizioni, 2011.

[2] Anne Meurois-Givaudan, Forme Pensiero (Riconoscerle, scoprire la loro influenza sulla nostra vita), ed. Amrita, 2004

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