Pubblicato da: Paolo | 22/05/2011

Ogni tanto tutti abbiamo bisogno di conferme!

Dopo la pubblicazione degli ultimi post sui luoghi ad alta energia ho ricevuto alcune inaspettate (ma indubbiamente piacevoli) conferme, da parte di altri autori, riguardanti la correttezza di alcune mie conclusioni. Vorrei condividerle in questo post, soprattutto perché molti tra coloro che mi leggono avranno avuto necessità di ricevere conferme nell’ambito delle loro ricerche ed esperienze.

Il mio consiglio è: se vi state impegnando a fondo per imparare una qualsiasi tecnica, disciplina, o materia di studio, credete in quello che state facendo e presto otterrete le vostre soddisfazioni!

1) I monumenti sacri “respirano” per davvero!

Se vi ricordate, nel post sulle modalità di espulsione delle energie “usate” all’interno dei santuari e in quello sulla chiesa Parrocchiale di Pollein (AO) avevamo parlato di energia sporca in uscita dal campanile, specialmente quando la chiesa al suo interno è gremita di persone, e lo stesso fenomeno si rilevava alla sommità dell’abside.

Bene, poco tempo sopo la pubblicazione di questi due post mi è stato segnalato il libro Medici di Pietra di Paolo Molesti (Helvetica edizioni). Molesti è un architetto che si è occupato a lungo di chiese romaniche e gotiche, sia in Italia che in Europa, dal punto di vista delle energie sottili ma anche del contenuto simbolico della loro architettura.

A pag. 35 ho trovato questo passaggio (tra parentesi quadre i miei commenti, i grassetti sono miei):

Le potenzialità energetiche in continuo accumulo all’interno della chiesa romanica dovevano giovarsi necessariamente di un elemento che permettesse la fuoriuscita dell’esubero di energia. I monaci costruttori sapevano bene che non si può imprigionare l’energia senza soluzione di continuità perché può accadere che il sistema energetico “salti” per sovratensione, in modo incontrollato.”

“Nelle chiese romaniche per tale ragione esiste dietro l’altare, a est, o all’esterno della chiesa, in posizione corrispondente [cioè in corrispondenza dell’abside] quello che è stato definito il “punto menhir” il punto cioè da cui fuoriesce l’esubero di energia.”

“Non usufruendo all’uscita verso l’esterno dell’equilibrio cosmo-tellurico, l’energia uscendo dalla Chiesa inverte la sua polarità e assume polarità negativa” [qui per polarità negativa si intende una qualità dell’energia in contrapposizione con quella benefica presente all’interno della chiesa analoga alla nostra definizione di energia congesta].

Così conclude Molesti:

(…)

“di norma il punto menhir, data l’abilità dei costruttori, non è accessibile. Non di rado però si trova fuori dalla chiesa dietro l’abside segnalato o non da una pietra appropriata. sembra opportuno non permanere sopra o intorno a quella pietra.

Trovo che il commento relativo al “cambiamento di polarità da positiva a negativa” in uscita dalla chiesa, che io avevo definito come energia che da pulita, in grado cioè di generare armonia, diventa congesta, ossia potenzialmente nociva per gli esseri viventi,  sia in sintonia con i risultati delle mie ricerche e delle mie osservazioni (tra l’altro condotte su una serie di altri monumenti religiosi).

Nell’analisi del campanile di Pollein avevopubblicato le due eloquenti fotografie relative al cambiamento di modalità energetica operato dal campanile, che ripubblico volentieri qui sotto.

Fig. 1 – il campanile a chiesa vuota: predominano le energie pure, in “fase magnetica” (in verde).

Fig. 2 – campanile a chiesa piena: le energie in uscita sono tutte in “fase elettrica”, l’energia è cambiata di “fase”.

Le definizioni di “fase elettrica” e di “fase magnetica” derivano dalla tradizione della radiestesia franco-belga. Alla fase elettrica appartengono le emissioni sottili potenzialmente nocive e disequilibranti per gli esseri viventi (secondo Molesti “polarità positiva”), alla fase magnetica quelle in grado di portare armonia ed equilibrio (“polarità negativa”).   Il perché si chiamino così non dipende assolutamente da considerazioni relative alla loro supposta  natura fisica:  i primi sperimentatori credevano che le onde del primo tipo fossero fermate da isolanti elettrici come la gomma, mentre le seconde da materiali ferromagnetici. Successive prove hanno dimostrato che non è così (cfr. Jean de la Foye, Manuale di radiestesia, ed. Mediterramee, 2004, p. 25 ).

Una nota riguardo al concetto di equilibrio cosmo-tellurico citato da Molesti nel  passaggio sopra riportato: ne ho parlato in l’energia pura del Santuario, nel paragrafo Analisi radiestesica del campanile.  Là ne potete trovare la definizione.

 

2) I luoghi ad alta energia sono VIVENTI!


La seconda conferma riguarda la mia concezione dei luoghi ad alta energia che, come si ricorderà, ho paragonato a creature viventi con tutte le loro funzioni (immissione ed elaborazione dell’energia sottile, espulsione di quella congesta) e in molti casi somiglianti anche nella forma all’ essere umano o ad altri esseri viventi (fig. 3).

E’ stato appena pubblicato dalla Casa Editrice Terre Sommerse il libro di Antonio Bonifacio dall’eloquente  titolo Organismi di pietra: dall’Egitto alle Cattedrali – Geometrie, energie,  alchimie dei templi medioevali.

Preciso che il libro non lo ho (ancora) letto, ma, nella breve citazione dell’autore, che ho trovato sulla rivista FeniX di questo mese, che pubblicizza l’uscita del volume,  guardate che cosa ho trovato a pag. 31 (parla l’autore del libro, come sempre i grassetti sono miei):

sul tema molto è stato scritto, forse, però un elemento non è stato valorizzato a sufficienza: in un universo integralmente vivente e vibrante, in cui anche gli elementi inorganici appaiono dotati di una sorprendente vita interiore, l’edificio, per essere tale, doveva costituire un’entità vivente.

Questo punto di vista è alla base di tutti i discorsi che stiamo facendo in questo blog, mi fa piacere che altri studiosi la pensino come me.

Fig. 3 – la tomba dei giganti di Li Lolghi vista dall’alto: la sua forma assomiglia a quella di un toro, animale collegato nell’antichità con i riti di fertilità.

3) Parliamo della Sardegna

Termino con un’ultima sincronicità. Nel numero di maggio della rivista Scienza e Conoscenza è stato pubblicato l’articolo del famoso ricercatore sardo Mauro Aresu, ricercatore sardo nel campo delle energie sottili, che parla dei Nuraghi e delle Tombe dei giganti come strumenti di trasmissione di informazioni sottili… lunedì scorso, 16 maggio, due giorni dopo aver composto e pubblicato il post sulle due tombe di giganti apro la rivista sul PC (la ricevo in formato elettronico) e… trovo l’articolo sullo stesso argomento! (tra l’altro scritto in modo magistrale).

Tutto il numero della rivista è  dedicato al rapporto dell’uomo con lo spazio visto attraverso varie angolature, ne consiglio l’acquisto a tutti coloro che vogliono approfondire il tema.

Termino qui, per ora è tutto. Sto preparando un post su Stonehenge, c’è assolutamente una notizia riguardante questo antico monumento che voglio darvi…

Per quanto riguarda le Forme-pensiero sto preparando alcuni contributi che pubblicherò presto… non demordete, continuate a seguire il Blog.

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Responses

  1. Ciao,
    ora che ho inviato un primo commento mi è venuta la curiosità di approfondire anche tuoi vecchi post. Premetto che sulla parte di radioestesia mi mancano già le basi di Fisica e Elettrotecnica “materiali”, quindi faccio fatica a capire bene tutti i concetti sulle onde di forma. La cosa che volevo chiedere, però, tenendo conto dei tuoi scritti anche su forme pensiero ed eggregore, è questa: si rischiano controindicazioni ad “indagare” nei luoghi sacri, da parte delle “energie del luogo”? Cioè, un credente che entri in un santuario Cristiano con mente “critica” a cogliere queste dinamiche energetiche, rischia qualcosa sul piano energetico?
    Ciao, D.

    Mi piace


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