Pubblicato da: Paolo | 28/04/2011

Vibrare in sintonia con il luogo sacro: il pozzo sacro di Sa Testa

Il Pozzo sacro di Sa Testa (OT) – foto dell’autore.

Oggi cercherò di illustrare come particolari processi di risonanza sottile fra energie e esseri umani possano essere alla base delle esperienze che si possono fare trovandosi nei luoghi sacri.

Per via di tutte le somiglianze fin qui considerate tra monumento sacro e essere umano nella forma,  nel funzionamento e nella “gestione” delle energie (vedi in questo blog qui e qui),  nel campo energetico delle persone che vi accedono accadono sovente modificazioni più o meno accentuate, che in alcuni casi, per via delle elevate energie coinvolte, possono generare reazioni anche notevoli nell’essere umano sensibile, consapevole e “aperto”, che si ponga cioè in condizioni di ricettività.

L’esperienza di entrare all’interno di un santuario megalitico o in una grotta sacra scavata nella roccia, carichi di solenne mistero, o in una cattedrale gotica, progettata con cura dagli antichi maestri costruttori, che si comportano come perfetti organismi sottili, con tutte le sue funzioni in equilibrio, non ci può lasciare indifferenti. E’ come tornare a essere bambini piccoli, nell’abbraccio di una madre vitale e affettuosa, che sa come prendersi cura di noi. In questo incontro si realizza sempre una crescita, un’occasione per una maggiore presa di coscienza a livello emozionale e spirituale.

Le nostre funzioni, a tutti i livelli, vengono riverberate, su scala più grande, dal luogo sacro. Si possono sperimentare sensazioni più o meno forti (brividi, sensazione di calore, formicolìo) o sentirsi alleggerire a livello mentale(senso di rilassamento, di pace).

A volte però questo processo di evoluzione accentuato dal luogo, come tutte le crescite, può esser caratterizzato da momenti duri e dolorosi. Come tutte le mamme, infatti, anche il luogo sacro sa pulirci ma anche redarguirci nel caso in cui ci presentiamo carichi di emozioni e pensieri negativi, di conflitti, di blocchi e rigidità, se, insomma, umanamente stiamo deviando dalla “retta via”, ossia da ciò che la nostra anima desidera per noi.

Chi entra in una chiesa con un certo grado di “appesantimento” (= energie congeste) a livello fisico, emozionale o mentale, potrebbe infatti sperimentare sensazioni molto forti: sensazione di avere il capogiro, di confusione, non riuscire a articolare chiaramente i propri pensieri, amplificazione delle nostre carenze a livello di carattere (senso di inadeguatezza, disistima, ma anche rancore, rabbia, nervosismo) fino a veri e propri  malesseri a livello fisico: senso di oppressione al petto, sensazione di “gambe molli”, dolori alle articolazioni o alla testa, capogiro, vertigini fino alla perdita di coscienza. Altri sentono un bisogno quasi fisico di uscire immediatamente dal luogo.

Questi  estremi, per fortuna, non sono frequenti, si registrano di norma solo in luoghi particolari e in presenza di energie del tutto eccezionali, come camini cosmotellurici, vortici, spirali d’energia, tutte “creature” di cui darò una carrellata più avanti.

Ma cosa avviene a livello sottile allorché sperimentiamo queste sensazioni?

Per esemplificare vi racconto la mia avventura nel sito archeologico del pozzo nuragico “Sa Testa”, vicino alla zona industriale di Olbia in Sardegna.

Analisi del Pozzo Sacro di Sa Testa

Fig. 1 – pianta del pozzo sacro di Sa Testa con indicate le varie parti descritte nel testo (adattato da J.L. Leurquin, 1996, p. 235 ).

Secondo gli archeologi Sa Testa risale all’Età del Bronzo finale (IX secolo a.C.), ma era frequentato assiduamente anche in epoche decisamente più recenti, fino all’età romana e oltre [1].

Realizzato in blocchi di granito, è costituito da una sorta di area circolare, il cortile, da uno stretto vestibolo e dal pozzo vero e proprio, situato in posizione sotterranea, al quale si accede con una scala a 17 gradini che scende nelle profondità del terreno (vedi l’immagine in alto e la pianta in fig. 1 ). Il pozzo era ricoperto da una struttura a falsa volta chiamata tholos. Attualmente il suo fondo non è visibile in quanto sommerso dall’acqua.

Nel luglio 2010 mi trovavo in vacanza con i miei famigliari in Sardegna, e decidemmo di recarci a visitare questo sito, essendo non molto distante da dove risiedevamo. Arrivare al posto non fu facile: il navigatore, a causa di lavori in corso, ci diede indicazioni sbagliate: avevamo imboccato la strada sbagliata, e non era facile ritornare indietro per cercare il luogo (peraltro in una zona assolutamente non sperduta, anzi). Come facilmente in questi casi mi accade, cominciai a innervosirmi temendo di non riuscire a trovare la meta dei nostri sforzi. Alla fine trovammo le indicazioni e arrivammo.

Come in ogni ricerca che eseguo, sono abituato a controllare con un pendolino e un quadrante il mio tasso vibratorio, quello delle persone che mi accompagnano e naturalmente quello celle varie parti del sito.

Mentre camminavo nel vialetto che conduce al pozzo sacro cominciai quindi a eseguire queste misurazioni. La prima cosa che registrai l’aumento a vista d’occhio del tasso vibratorio ambientale, mentre dentro di me percepivo progressivamente un senso di grande calma e serenità che riequilibrava velocemente il mio stato emotivo. Forse troppo velocemente: parlando alle persone che erano con me, notai una certa difficoltà ad esprimermi verbalmente, come se non riuscissi a tradurre in parole i miei pensieri!  Sapendo che il linguaggio è una delle espressioni principali della nostra mente razionale ho ipotizzato che questa difficoltà potesse essere in realtà un effetto di “riassestamento” e di rilassamento riconducibile alle energie operanti nel luogo. Il mio battito cardiaco era accelerato, e, pur essendo la strada pianeggiante, il respiro si faceva affannoso.

Percepivo una nuova emozione, che cresceva a ogni passo mentre ci avvicinavamo all’area sacra. Il Sole era prossimo al tramonto, e le ombre si allungavano rendendo l’atmosfera molto suggestiva.

Una volta giunti nel sito sacro l’analisi radiestesica ha mostrato la presenza, lungo tutto l’asse centrale del cortile circolare, di energie sottili ad alta vibrazione in grado di attivare i centri energetici superiori, purificare la mente e elevare la qualità dei pensieri. La mia supposizione è che le persone che anticamente si recavano a Sa Testa, magari anche in pellegrinaggio da zone distanti, attendessero  pazientemente in questa zona del sito sacro il loro turno per l’immersione nell’acqua del pozzo, o un altro rituale collegato all’acqua, e che durante quest’attesa, grazie all’effetto delle energie presenti, il loro stato di coscienza subisse una leggera alterazione in direzione di un profondo rilassamento e liberazione dall’ansia e dai pensieri negativi. Si sa che questo stato di coscienza, caratterizzato dalla produzione da parte del cervello di un maggior numero di onde alfa, rende una persona maggiormente concentrata e ricettiva ai benefici derivanti da eventuali pratiche terapeutiche, oltre ad avere un certo effetto sul potenziamento del sistema immunitario [2].

Il pozzo stava svolgendo in noi un processo di purificazione a livello energetico, una sorta di preparazione emozionale e mentale, come forse accadeva ai pellegrini di tanto tempo fa, quando si trovavano in attesa di compiere il loro rituale di guarigione sacra.

In corrispondenza del vestibolo, che si trova tra il cortile e la scalinata che porta al pozzo (v. fig.2), il tasso vibratorio del terreno aumentò improvvisamente. In questo punto, e solo qui, la qualità dell’energia cambiò ed espresse la vibrazione dell’acqua sacra (onda di forma: Bianco in fase Magnetica), la stessa, ad esempio, che troviamo nell’acqua di Lourdes. Avvicinandomi all’apertura del pozzo sentii brividi in tutto il corpo. Qui mi sono fermato per una breve ma intensa e profonda meditazione.

Anche le persone che mi hanno accompagnato hanno provato sensazioni di grande leggerezza, di pace e benessere. Una di noi esclamò: “mi sento come in un altro mondo!”. Misurando la nostra energia alla fine della visita abbiamo scoperto che tutti avevamo lo stesso tasso vibratorio del pozzo sacro, sia per quanto riguarda la quantità di energia che la sua qualità vibratoria. E’ come se Sa Testa ci avesse “accordati” alla sua vibrazione, sincronizzandoci in qualche modo alla sua frequenza!

I risultati che ho ottenuto, unitamente alle forti sensazioni di benessere, di vitalità e di aumento dell’energia vitale, sono in linea con le conclusioni di altri studiosi di questi monumenti (vedi ad esempio i lavori dell’associazione Uomo Natura Energia).

La Sardegna è un territorio che ha una delle più alte densità di siti archeologici, che, in molti casi, come detto, erano luoghi di culto e di guarigione sia fisica che psichica. Ritengo che gli antichi avessero una speciale sensibilità per questo tipo di energie, molto più elevata della nostra, e che sapessero scegliere con cura i punti dove queste ultime si presentavano più intense per erigere i loro santuari. Per la presenza cospicua , in quantità e qualità, di luoghi di alta energia in Sardegna, ne deduco che questa regione ha davvero caratteristiche peculiari, sia per la ricchezza sia per la qualità delle sue energie operanti, e che i suoi longevi abitanti in qualche modo ancora oggi ne traggano beneficio.

Se, tra chi sta leggendo, quest’estate andrà in Sardegna in vacanza e avrà occasione di visitare Sa Testa (cosa che consiglio assolutamente di fare), e se vorrà condividere con me e tutti coloro che ci seguono le sue sensazioni (scrivendo un commento e postandolo su questo blog), sarò felicissimo di pubblicarlo!

Note

[1] M.A. Amucano, Il pozzo Sacro di Sa Testa, in da Olbia  Terra Nova, Itinerari storici, archeologici, monumentali,  CartaStampata , Olbia 2004, pp. 39-40.

[2] R. Zamperini e S. Germani, 2004, pp. 128-140.

Fig. 2 – l’imboccatura del pozzo (foto dell’autore).



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