Pubblicato da: Paolo | 15/04/2011

L’energia pura del santuario (2): un campanile seicentesco

Fig. 1 – Chiesa parrocchiale di Pollein (AO)

Qualche tempo fa avevo sentito parlare del fatto che i campanili delle chiese potrebbero avere la funzione di smaltimento delle energie congeste prodotte al loro interno. Spinto dalla curiosità, nell’autunno del 2010 ho condotto una ricerca su quattro chiese e una cappella che si trovano in Valle d’Aosta. Come promesso, a supporto di quanto dichiarato precedentemente, in questo post vi illustrerò alcuni risultati ottenuti.

Come ho proceduto

Ecco l’elenco dei campanili e dei siti da me “visitati”:

1. Campanile della Chiesa Parrocchiale di Pollein (fig. 1);

2.  Campanile (e resto dell’edificio) della Cappella di Pont Suaz;

3. Campanile della Chiesa Parrocchiale di Gressan;

4.  Collegiata di S. Orso: analisi particolareggiata delle energie presenti fra la chiesa dei SS. Orso e Pietro e quella di S. Lorenzo;

5. Cattedrale di Aosta: analisi dei due campanili

Ho effettuato misure dell’energia di questi edifici sacri (alcuni dei quali sono molto potenti!), avvalendomi di alcune tecniche radiestesiche, ponendo attenzione ai seguenti due parametri:
a) la percentuale di congestioni (0%: assenza di congestioni; 100%= massimo di congestioni che una certa struttura può contenere);
b) la qualità dell’energia (attraverso la rilevazione delle onde di forma).
Per quanto riguarda le onde di forma, ampiamente trattate dalla radiestesia franco-belga (L. Chauméry, A. de Bélizal, P.A. Morel, F. & W. Servranx), in questa sede non specificherò che cosa sono, dato che non è il tema del post.  Ne ho già accennato in un precedente post, paragonandole ai Neter egizi. Si tratta delle diverse qualità che l’energia sottile può avere. Potete vedere le loro sigle in fig. 3.
Di ogni campanile, in particolare, sono state analizzate le parti che vedete descritte nell’immagine seguente (fig. 2):

Fig. 2 – le parti di un campanile

Ho eseguito le misure sia a chiesa vuota sia quando all’interno era in corso una funzione (di solito la messa domenicale, in un solo caso un battesimo). Ho quindi confrontato i risultati delle due sessioni per vedere se le energie all’esterno della chiesa cambiano quando “la macchina”, cioè il campanile, in accordo con l’ipotesi iniziale, dovrebbe “pompare” all’esterno un maggior numero di congestioni.
L’”epoca d’oro” dei costruttori

Secondo S. Cardinaux (Geométries Sacrées, p. 86) in quasi tutte le chiese edificate fino al XIII secolo, e soprattutto fino al 1244, anno della presa di Montségur ultimo atto della crociata contro i Catari (che ha comportato la cessazione di quasi tutti i “favori” dei costruttori al Papa e alla Chiesa), e in un ristretto gruppo di chiese periferiche realizzate tra il 1630 e il 1680, possiamo ancora oggi trovare le tracce dell’antica e segreta Arte dei costruttori, ossia la capacità di realizzare edifici con particolari proprietà sottili. Cardinaux ha studiato in dettaglio i monumenti e i luoghi sacri della Svizzera francese, appena al di là dei confini della Valle d’Aosta, per cui penso che molte delle sue conclusioni siano adattabili anche ai nostri luoghi di alta energia.
La chiesa parrocchiale di Pollein (AO)
Preciso che l’interpretazione dei dati che ho rilevato sul campo è ancora in corso, ma già qualcosa di interessante si può dire relativamente al campanile della Chiesa Parrocchiale di Pollein (fig. 1).
Da un punto di vista storico non abbiamo documenti che attestino la data della prima edificazione di questa chiesa, ma sappiamo che la parrocchia di Pollein esisteva già nel XXI secolo: è infatti menzionata nella bolla di Papa Alessandro III, datata 20 marzo 1176. Da un’iscrizione su uno dei muri sappiamo che il campanile è stato riedificato attorno al 1651.
Il campanile risale quindi a un’epoca nella quale, stando a quanto detto sopra, potevano ancora circolare informazioni relative all’Arte. Ad un’occhiata generale, in effetti, la vetustà del campanile, la forma e l’orientamento verso est dell’abside [2] mi fanno pensare a un edificio costruito secondo molti degli antichi canoni (vedi fig. 3).

Fig. 3 – particolare dellabside



Nel 1685 la chiesa venne ricostruita dal curato Antonio Norat [3]. Le fasi cruciali della vita della storia recente del campanile lo collocano quindi abbondantemente entro l’“epoca d’oro” indicata da Cardinaux. Ora vi descriverò che cosa ho trovato. Analisi radiestesica del campanile 

Un’architettura sacra che non sappia parlare correttamente il linguaggio della luce e non sia portatrice di bellezza e di armonia decade automaticamente dalla sua funzione” [1]

1) Analisi a chiesa vuota

Fig. 4 – Analisi del campanile di Pollein. Le energie presenti a chiesa vuota.

In generale, dal punto di vista dell’energia sottile, questa chiesa ha un’elevata quantità di energia tellurica (ossia proveniente dalla terra), che, su una scala di 12, si attesta attorno a 11, ben bilanciata in generale dalla componente cosmica (l’energia  proveniente da tutto il resto dell’universo) che raggiunge a metà altezza dell’abside valori attorno a 9. Il rapporto tra le due energie viene definito in radiestesia rapporto cosmo-tellurico (in sigla RCT). Nella mia esperienza trovo che sia un parametro importante nello studio dei luoghi sacri, e cerco di determinarlo ogni volta che mi è possibile. In particolare, sue variazioni repentine da un punto all’altro all’interno di un edificio o di un luogo possono essere estremamente significative. Alla base del campanile ho riscontrato energia leggermente nociva, anche se di bassa intensità. Specifico subito una cosa: “nociva” significa che può causare degli squilibri, a livello energetico, se vi si permane a lungo. Se vi si passa vicino e si va oltre, a meno di non essere dotati di una certa sensibilità, non succede nulla di percepibile. Queste modalità dell’energia, appartenenti alla cosidetta “fase elettrica”, sono indicate nella fig. 4 con sigle in colore rosso. Mi è già capitato di riscontrare energie di questo tipo alla base di altre torri campanarie, che appaiono addirittura deformate e danneggiate dal forte irraggiamento che proviene dal sottosuolo. Nel caso del “nostro” campanile l’RCT è di 5/11, significa che l’energia proveniente dalla terra è in bassa quantità (appunto 5 su una scala di 12), mentre quella cosmica è altissima (12, il massimo) ma la percentuale di energia congesta (ossia non benefica) è, come detto, molto elevata, 80%. Quindi: poca energia proveniente dal basso ma sporca, e molta dall’alto. Ipotizzo che a mantenere questa energia tellurica congesta a un basso livello di intensità sia proprio il campanile stesso, che, continuando a veicolare energia dall’alto contribuisce al suo smaltimento. In questo caso a formare questo quadro è l’ottima risonanza del campanile con l’energia cosmica, notoriamente più raffinata e di quella tellurica. L’energia si muove sempre da livelli meno raffinati a più raffinati. Forse ha un suo peso anche l’azione di “schermatura sacra” operata dalla chiesa e dall’area circostante che è stata a suo tempo consacrata. Questa azione, e la possibilità di modificare l’energia di un luogo attraverso la volontà e precisi rituali è ben descritta in alcune opere, tra cui anche quelle di Cardinaux. Nella cuspide del campanile troviamo un RCT medio di circa 8 o 9/11, molto più equilibrato, e la percentuale di congestione scende attestandosi attorno al 30-35 %. Il tasso vibratorio (ossia quanto forte è l’energia: lo abbrevieremo in “TV”) qui si dimezza [da 14.000 medi sul corpo centrale a 8-10.000], segno che forse si stanno liberando le congestioni. A conferma di ciò anche la qualità (ossia “che cosa è in grado di fare” l’energia) è attestata attorno a frequenze non particolarmente nocive, a parte due delle quattro torrette che emanano energie piuttosto disequilibranti dal punto di vista sottile. Se vi ricordate, di queste torrette ne abbiamo già parlato nel precedente post L’energia pura del santuario. La presenza delle croci sopra a queste ultime forse riesce a trasmutare parzialmente queste nocività. Quando parlerò delle proprietà delle onde di forma, capirete perché dico questo. Potrete verificare voi stessi le proprietà delle onde di forma di cui per adesso vi dovete accontentare di leggerne le sigle e di cui vi riporto i suggestivi nomi : RM (Rosso in fase magnetica), V-E (Verde negativo in fase elettrica) ecc. Ma è in corrispondenza delle finestrelle che il TV si riduce a un terzo, e qui le rilevazioni parlano chiaro (a chi sa intenderne la voce… anche a voi, se avrete le pazienza di seguirmi nei prossimi post): dal campanile sta uscendo energia molto sporca! Meno male che succede lassù, a distanza di sicurezza dai passanti! Fin qui vi ho raccontato cosa ho trovato sulla chiesa vuota agli inizi di agosto 2010. Ora vediamo che cosa succede quando il santuario si riempie di fedeli. 1) Analisi a chiesa con i fedeli all’interno

Fig. 5 – Le energie del campanile cambiano con la chiesa gremita di persone.

In questo caso, invece, le cose cambiano. Lo capirete anche voi dai risultati delle ricerche effettuate circa un mese e mezzo dopo la prima. Nell’esposizione ripercorro le stesse parti del campanile già descritte precedentemente. Alla base della torre campanaria troviamo un RCT di 8/9-8/11: la componente tellurica è ora in aumento, come se adesso ci fosse una maggiore quantità di energia sottile proveniente dal basso che scorre nella struttura. Le congestioni in percentuale sono meno presenti, ma sono più distribuite lungo tutto il campanile. Ma è nella cuspide che le mie supposizioni trovano (parziale) conferma. Le quattro torrette (sempre loro! sono davvero punti nevralgici) mostrano valori di RCT alterati nel senso di una maggiore quantità di energia tellurica, che arriva infatti al valore di 12 (fondo scala). Lo stesso comportamento è manifestato dalle quattro finestrelle: stanno esalando grandi quantità di energia tellurica, in accordo con quello che succede alla base del campanile. Spostandoci dal campanile all’abside ho notato che nella sommità si registra un abbassamento della quantità di energia cosmica immagazzinata, e la qualità delle sue emissioni sottili cambia: da onda di equilibrio e armonizzazione che era prima, a chiesa vuota, a frequenza che trasporta una vera e propria nocività tellurica. Questo però credo succeda solo all’esterno dell’abside: all’interno quasi sicuramente le energie rimangono inalterate, in quanto la finestrella semicircolare dell’abside (absidiola), visibile in fig. 3, mostra la stessa qualità energetica benefica, sia a chiesa vuota che riempita di persone, anche se il livello di congestione triplica (da 20 a 60%), forse perché ciò che esce dalla finestra è “inquinato” da ciò che sta avvenendo all’esterno per via del campanile in azione. Sempre all’esterno, alla base dell’abside si registra ora un certo abbassamento del TV e l’inversione dell’onda (di nuovo, da benefica a leggermente nociva). La presenza delle persone ha cambiato la qualità vibratoria della chiesa. In conclusione Dalle analisi che ho eseguito (e che, ripeto, devono essere ancora approfondite e confrontate con quelle degli altri monumenti) pare proprio di registrare due comportamenti differenti a seconda che la chiesa sia vuota oppure o se all’interno si trovano esseri umani. La qualità vibratoria cambia, mi pare in accordo con le leggi empiriche delle energie sottili. In fig. 4 trovate le due immagini di confronto fra la chiesa vuota (a sinistra) e piena di persone (a destra). In verde trovate le sigle delle energie di tipo benefico, in rosso ho indicato la “fase elettrica”. In sintesi:


  1. durante la frequentazione della chiesa nel campanile scorre molta più energia (soprattutto di tipo tellurico, come abbiamo visto);
  2. le energie della cuspide risultano sempre più sporche di quelle del corpo centrale del campanile: questa differenza si accentua quando la chiesa è piena di fedeli.
  3. riguardo a quest’ultimo aspetto, la qualità generale dell’energia del campanile si abbassa temporaneamente, quando la chiesa si riempie. Successivamente l’edificio si riporta all’equilibrio precedente grazie ai meccanismi che abbiamo descritto;
  4. alcune strutture (le 4 torrette, le finestrelle della cuspide e anche la croce superiore) sono in grado di lavorare come strutture di espulsione e di parziale trasmutazione delle energie congeste. Le energie al di sopra appaiono infatti più raffinate.
  5. Anche l’abside sembra “partecipare ” a questo processo.

Rimangono aperti ancora molti interrogativi. Eccone alcuni:

  1. Come fanno le congestioni a passare dalla chiesa al campanile? Che cosa le incanala e le “convince” ad allontanarsi dal luogo di adunanza verso la torre?
  2. Che ne è delle congestioni proiettate tutto intorno dal campanile?
Questa ultima domanda è importante nel caso di chiese circondate da abitazioni. Per fortuna l’opera di parziale trasmutazione provvede a abbassare la pericolosità di ciò che vine “sparpagliato” tutto intorno. Questa chiesa a est e a nord è circondata da un prato, a ovest non ha case vicine, mentre a sud scorre la strada regionale.
Sarebbe importante effettuare altre analisi, anche all’interno della chiesa, per capire i meccanismi con cui la essa riesce a liberarsi “da ciò che non le serve”, in analogia con l’apparato escretore di un organismo vivente.
Del resto, vi ricordate?, stiamo procedendo con il nostro parallelo tra luoghi sacri e esseri viventi.
Per considerare virtualmente concluso il “primo ciclo” sui luoghi sacri, vorrei ancora parlarvi di due aspetti:
  1. come avviene la trasformazione delle energie della terra da parte dei luoghi sacri;
  2. come l’intervento attivo dell’uomo abbia un peso fondamentale nel sacralizzare e rendere stabili i luoghi, anche per secoli.
Lo farò in un prossimo post, in cui vi racconterò della forte risonanza che ho sperimentato in un luogo sacro della Sardegna.
Note 

[1] Card. Gianfranco Ravasi (l’attuale ministro della cultura del Vaticano), lectio magistralis dal titolo “Il tempio e la piazza. Spazio sacro e civile” tenuta il 17 gennaio 2011 alla Facoltà di Architettura di Roma.
[2] L’abside è la struttura semicircolare (o, in tre dimensioni, semicilindrica) che attornia l’altare.
[3] Queste informazioni storiche provengono da R. Berton, A’ l’ombre des clochers du Val d’Aoste, Imprimerie Valdôtaine, Aosta 1999.
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