Pubblicato da: Paolo | 01/04/2011

L’energia pura del santuario (1)

Chiunque abbia un po’ di sensibilità alle energie sottili si accorge che di solito i santuari e molti luoghi ad alta energia sono sempre piuttosto “puliti“. A partire da questo post vi racconterò i risultati di alcune mie ricerche personali, e vi darò alcuni spunti per comprendere il segreto di questa importante caratteristica.

Questo è uno dei post più complessi che abbia mai scritto, ed è infatti diviso in due parti per non perdere la caratteristica agilità che un buon post dovrebbe avere…

In questa prima parte darò alcune definizioni di cui  nella prossima cercherò di portare alcuni esempi concreti.

Abbiamo già definito come “ad alta energia” un luogo con alcune qualità e funzioni particolari. Può essere anche un luogo naturale, caratterizzato però da particolari energie o presenze (presenze? Ne parlerò un po’ più avanti)… Se l’ambiente in oggetto è stato modificato o costruito dall’uomo lo chiamerò anche santuario o tempio: un monumento megalitico, un cerchio di pietre, o semplicemente un’area consacrata, ma anche una chiesa o una cattedrale.

In ogni caso dev’essere presente in modo costante nel tempo una grande quantità di energia pura.

Ogni persona che frequenta il luogo (che sia un fedele, un turista, un curioso…) porta con sé le congestioni sottili prodotte dal suo sistema energetico. Nel caso in cui il visitatore si trovi in un particolare stato d’animo, magari caratterizzato da emozioni pesanti (ad es. durante una cerimonia funebre), o in condizioni fisiche precarie (disturbo o malattia a livello fisico o psichico), le congestioni liberate possono essere in maggiore quantità e più “inquinanti”. La situazione si rivela critica se nel luogo si radunano centinaia di persone (pensiamo alla capienza tipica di una grande cattedrale).

L’accumulo di congestioni (tra cui anche forme-pensiero più o meno “vaganti”) potrebbero nel tempo contribuire ad abbassare il tasso vibratorio del luogo, e quest’ultimo, vibrando in modo distorto (e lontano dall’ideale armonia prevista in origine) potrebbe a sua volta causare alle persone squilibri energetici di vario tipo, finendo quindi per funzionare “al contrario”: da luogo di purificazione ed elevazione a luogo di squilibrio!

Dato che gli esseri umani (anche gli scettici!) percepiscono gli ambienti congesti come “posti in cui non si sta bene”, in cui “c’è un’atmosfera pesante”, o “che dà i brividi”, ben presto il tempio potrebbe cominciare a essere sempre meno frequentato, fino a perdere interesse attrattiva finendo inevitabilmente con l’essere abbandonato. Secondo alcuni questo è accaduto nel caso di alcune cattedrali nelle quali è stato spostato l’altare dalla posizione originaria (al centro del coro) nel punto che si trova all’incrocio fra transetto e navata centrale, operazione che ha causato secondo alcuni la rottura degli equilibri dell’edificio così come previsti dai costruttori originari [1].

A causa della stabilità delle energie congeste, se raccolte in un luogo in quantità eccessiva la loro asportazione può rappresentare un arduo compito. Naturalmente i luoghi chiusi sono più esposti a questo tipo di contaminazione, dato che quelli aperti, potendo contare almeno sulla circolazione dell’aria, e quindi delle energie, si possono mantenere più puliti.

D’altra parte sappiamo anche che energia che scorre è sinonimo di  energia pulita. In base a questo principio, conosciuto  in oriente da millenni (si pensi all’antica arte cinese del “Feng Shui”), i santuari di solito utilizzano particolari strutture, sia fisiche (costruite cioè di materia “densa”), che energetiche (ossia fatte di materia sottile), in grado di far scorrere l’energia congesta in sezioni particolari del santuario, che provvedono poi allo smaltimento all’esterno.

In altri casi la struttura stessa è in grado di realizzare una vera e propria trasformazione dell’energia da nociva a benefica.

Nel primo caso parliamo di semplice espulsione, nel secondo di trasmutazione sottile dell’energia.

Fig. 1 – il Duomo di Milano.

Nel libro Terapia della Casa, a pag. 124, potete vedere un curioso esempio di strutture espulsive: un tempio orientale ornato di numerosissime strutture a punta, non dissimili dalle guglie e pinnacoli che troviamo sulla sommità di molte cattedrali, anche in Italia (fig. 1 : Duomo di Milano).

Fig. 2 – R. Zamperini

La definizione di trasmutazione sottile non è mia, ma di Roberto Zamperini (fig. 2) del quale, coerentemente con quanto potete leggere nella barra a destra di questo Blog, cito il nome e la fonte!.

Come funziona il meccanismo di trasporto delle congestioni?

Per ora, a causa del non elevatissimo numero di osservazioni, prove ed esperimenti che ho fin qui condotto, posso solo ipotizzare una parte del meccanismo di pulizia energetica. Non ritengo di certo che tutte le chiese possano essere paragonate a vere e proprie  “macchine a energia sottile” o che quelle che lo sono abbiano lo stesso tipo di funzionamento. In attesa di scoprire nuovi e sicuramente intriganti aspetti, vi racconto quello che ho saputo e potuto verificare di persona.

Le congestioni prodotte all’interno della chiesa vengono “tirate su” dal campanile la cui cuspide, ossia la parte superiore, essendo una punta, ha la capacità di attirare le energie in arrivo disperdendole all’esterno. Nel fare questo, per evitare di produrre alla lunga dannose ricadute di congestioni nei dintorni della chiesa, il campanile è di norma sufficientemente alto da disperdere in lontananza le congestioni. E’ un po’ il principio della ciminiera: non far ricadere direttamente sulla testa degli abitanti i dintorni della fabbrica i fumi prodotti dalla fabbrica (vedi foto in alto). Anche i nostri chakra hanno la medesima forma per poter espellere lontano dal corpo fisico le congestioni emesse.

Prima di essere disperse all’esterno le congestioni possono essere (almeno in parte) trasmutate  dall’azione di almeno due fattori:

Fig. 3 – il campanile della Chiesa Parrocchiale di Gressan (AO). Foto dell’autore.

a) La presenza delle croci, di solito cinque: quattro posizionate alla base della cuspide su altrettante torrette e una, grande, alla sommità. Spesso nei campanili ho infatti trovato alla base della cuspide queste quattro torrette, e ciascuna ha in cima una croce

Ad esempio, sul campanile in fig. 3, laddove si registra l’assenza di una torretta, la percentuale di congestioni risulta più che doppia rispetto ai punti della cuspide in cui le torrette sono al loro posto.

Dal punto di vista esoterico la croce è, secondo Fulcanelli, “il geroglifico alchemico del crogiuolo” , ed è nel crogiuolo che la materia prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore, per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato. Forse in questa definizione del grande alchimista troviamo una spiegazione della possibile funzione della struttura geometrica costituita dalla croce.

Potrebbe infatti servire a trasmutare le energie congeste in arrivo! In questa azione ha probabilmente un certo peso anche la forma-pensiero associata alla croce dalla tradizione cristiana secoli, che l’ha resa un simbolo di redenzione ma anche di trasformazione (trasmutazione) dell’uomo divino (come la chiesa cattolica ritiene il Cristo a partire dal Concilio di Nicea I, nel IV secolo) in qualcosa di ancora più grande.

b) Il suono delle campane. Ricordo che la tecnica di produzione delle campane è tutt’altro che banale, al profano sembra quasi un rituale codificato da secoli, finalizzato alla produzione di esemplari che diventano veri e propri pezzi unici.

Qualsiasi oggetto o strumento musicale in grado di produrre una nota musicale è in grado di modificare le energie di un ambiente o delle persone. Se la musica ha determinate caratteristiche di armonia e di equilibrio ed è suonata (o cantata) con particolare convinzione, è in grado di produrre un vero e proprio effetto di pulizia e di elevazione delle frequenze sottili.

E’ noto da millenni l’effetto dei mantra, che sono in grado di pulire e armonizzare i chakra e i corpi sottili di chi li intona per un certo numero di ripetizioni, con consapevolezza e intenzione. In particolare ho esperienza della recitazione della sillaba sacra OM.

I cori dei monaci e il canto sacro in generale, sia in oriente sia in occidente, provvedono a questa funzione di pulizia che si esplica attraverso l’armonizzazione per risonanza tra frequenze sonore (onde di pressione fisiche) e le energie sottili del sistema energetico dei fedeli e del luogo sacro in cui si trovano. Chi canta in chiesa con convinzione spesso prova una sorta di piacevole brivido, una sensazione di leggerezza. In poche parole, di pulizia energetica.

Oltre a questi due fattori esistono probabilmente anche altre “capacità” che i campanili e altre sezioni della chiesa hanno di operare attraverso l’alterazione di alcune particolari energie provenienti dal sottosuolo. Ne parleremo più avanti.

Quindi, in conclusione, il campanile potrebbe essere in grado di migliorare la qualità dell’energia che espelle grazie a questi due “filtri moderatori”.

Nel prossimo post vi fornirò alcune prove di questo, parlandovi di un altro campanile della Valle d’Aosta.

Nota

[1] cfr. J. De la Foye, Manuale di radiestesia, ed. Mediterranee, p.96, che riprende un commento di L. Charpentier. Di Jean de la Foye, esponente della radiestesia francese un po’ enigmatico ma molto interessante, avrò sicuramente modo di riparlarne.

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