Pubblicato da: Paolo | 15/02/2011

Cogliere le sincronicità

A volte accade nella nostra vita quotidiana un  fenomeno inaspettato e sorprendente, che  interrompe il normale flusso degli eventi. Vi voglio  raccontare come sono riuscito, attraverso la lettura  delle sincronicità, ad ampliare ed arricchire la mia  esperienza di vita.Che cosa sono questi eventi?

Lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961) (da Wikipedia)

La mia definizione di sincronicità è

un evento che accade contemporaneamente o in prossimità a un altro, in affinità con il primo, ma senza che fra i due vi sia un comprensibile rapporto di causa ed effetto”.

Ad esempio:
–  sogno un amico che non vedo da dieci anni e lo incontro il giorno dopo;
– lo stesso numero di targa mi compare molte volte nella giornata, su automobili diverse;
– mi faccio una domanda e sento la risposta attraverso una frase detta da una persona sconosciuta, magari al bar o per strada;
– sto preparando una conferenza e vedo in una vetrina di una libreria il testo che mi serve da riferimento, oppure qualcuno mi segnala una fonte su cui approfondire.

Di questo tipo di sincronicità ne riparlerò in un prossimo post.

Secondo la mia esperienza le sincronicità generalmente si manifestano attraverso:
– la ripetizione (i numeri seguono spesso questa modalità);
– l’interruzione del normale flusso quotidiano degli avvenimenti. Ad esempio la foratura di una gomma ci permette di incontrare qualcuno che ci può aiutare;

Le persone molto razionali, abituate a limitare la loro percezione della realtà al puro  livello materiale e a razionalizzare tutto di solito definiscono questi eventi come una “pure coincidenze” o mere “casualità”.
Altri invece, sentendo che, al di là dei rapporti causa-effetto, potrebbe esserci un nesso, qualcosa da capire, sono indotti a ritenere che questi eventi, pur sfuggendo alla nostra comprensione razionale, possono essere spiegati e ricondotti a particolari funzioni della coscienza umana. Chi si trova in questa condizione descrive queste esperienze in termini di “segni” o “sincronicità”. Questo termine junghiano, che a rigore definirebbe eventi che semplicemente accadono nello stesso istante temporale, verrà da me utilizzato nell’accezione più ampia che ho definito prima.

Mi trovo a utilizzare le sincronicità nel mio lavoro e nella vita di tutti i giorni.

Spesso, specialmente nei momenti più difficili ed impegnativi, in cui ero chiamato a prendere decisioni difficili, la lettura degli eventi sincronici mi ha aiutato a scegliere la giusta direzione. Quando non avevo motivi sufficienti a preferire una cosa o l’altra le sincronicità mi hanno guidato di fronte ad una scelta. Spesso, nonostante la mia mente sia convinta che è tutto chiaro e definito e che le cose debbano andare soltanto in una certa direzione, mi capita di cogliere un segno, una “coincidenza”, che conferma invece qualcosa che sentivo e che andava inesorabilmente in direzione opposta…magari quella giusta, al di là delle apparenze.

Perché vi racconto la mia esperienza?

L’obiettivo è quello di stimolare in chi mi legge un certo grado di apertura verso le sincronicità nella vita di tutti i giorni, per riscoprire l’innata capacità che tutti abbiamo di cogliere prontamente nel momento in cui accadono. Possiamo sperimentare personalmente il nostro grado di unione con tutto ciò che ci circonda. Leggere i segni è inoltre un’attività creativa e persino molto divertente, che rende la vita estremamente interessante e ricca di spunti per la nostra crescita, a tutti i livelli!

Come leggere le vostre sincronicità

La cosa più importante è partire dalle cose semplici; inizialmente non “chiedete” segni che possano riguardare cose molto importanti o impegnative (es. cambiare lavoro, decisioni che riguardano la sfera affettiva o scelte economicamente importanti). Cominciate a prestare la vostra attenzione alle piccole cose che accadono e provate a collegarle con quello che state facendo (azione) o pensando (pensiero) o provando (emozione).
Scoprirete che le sincronicità vi guidano e vi accompagnano per agevolare il vostro percorso, per sostenervi durante una fase di cambiamento o per aiutarvi a capire che è il caso di correggere la rotta.
Il secondo consiglio è quello di scrivere su un quaderno o sul vostro diario personale ciò che avete notato, anche se solo sentite che si tratta di qualcosa di importante ma che al momento non riuscite a collegare con il resto. Mi è capitato spesso di poter interpretare i segni solo dopo diversi mesi, in prospettiva, dopo che diversi eventi si erano succeduti, incastrandosi come tessere di un mosaico perfetto ma visibile soltanto dopo un po’ di tempo.
Il terzo consiglio è: non diventare superstiziosi! Non caricate eccessivamente ogni cosa di significato, ma concedetevi di cogliere semplicemente ciò che arriva, senza tentare di decifrare tutto. Ricordo infatti che non è tanto con la razionalità che riusciremo ad individuare il significato di questi eventi, attraverso rapporti causa-effetto, ma soprattutto con l’intuizione.
A volte le sincronicità servono a rendere evidenti a noi stessi lati importanti della nostra personalità, come le nostre paure, in modo da aiutarci ad affrontarle, e non a dirci che esse si stanno per realizzare! Il mio consiglio è quello di mantenere sempre un certo distacco nei confronti di quanto ci accade, anche perché credo che tutto ci venga sempre dato per il nostro maggior bene, nel rispetto della nostra libertà e responsabilità in quanto esseri in grado di co-creare la propria realtà.

A chi è in contatto in modo stabile e ripetibile con il proprio Sé superiore, ossia i livelli più elevati della propria coscienza (attraverso la meditazione, il dialogo con le proprie guide spirituali…) consiglio di chiedere sempre aiuto e indicazioni per interpretare e collegare i significati di ciò che accade in modo più veloce ed efficace.

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