Pubblicato da: Paolo | 31/01/2011

Le potenti leggi della risonanza sottile

Fig. 1 – risonanza acustica tra chitarre identiche.

In questo post cercherò di illustrare il concetto di risonanza sottile, in vista di possibili applicazioni nello studio dei luoghi ad alta energia, ma non solo.

La risonanza è un concetto che troviamo anche in fisica. Consideriamo due chitarre identiche poste di fronte a breve distanza una dall’altra, con lo stesso tipo di corde, intonate allo stesso modo (fig.1) . Facendo vibrare una corda del primo strumento istantaneamente otterremo per risonanza acustica la vibrazione della corrispondente corda nel secondo. A livello fisico esistono fenomeni di risonanza che vengono sfruttati per una varietà di applicazioni nel campo dell’elettronica, dell’ottica e delle telecomunicazioni.

Quando invece il fenomeno si verifica nel campo delle energie sottili parleremo di risonanza sottile. Ecco il relativo esperimento.

Prendiamo due figure geometriche identiche, che chiameremo forme (vedi fig. 2). Applicando energia sottile ad una delle due, definibile come emittente, si può constatare con diverse tecniche di percezione dell’energia sottile (ad es. attraverso la sensibilità delle mani o con mezzi radiestesici) che anche la seconda forma (che chiameremo forma risonante o semplicemente risonante) presenterà le stesse informazioni. Nella figura 2 questa emissione di energia è rappresentata da anelli concentrici che vengono emessi da entrambe le forme in modo praticamente uguale.

Ricordo che l’energia, sia densa che sottile, è anche informazione, vedi sempre il post energia sottile.

Per esemplificare cosa significhi “applicare energia sottile a una forma ” si può pensare di irradiare energia colorata a un foglio di carta applicandovi le mani mentre si visualizza il colore rosso.

Molti sperimentatori hanno verificato empiricamente le leggi che regolano la risonanza, leggi che adesso voglio andare a descrivere.

1) Risonanza forte e debole.

Fig. 2 – risonanza forte tra forme identiche.

Tra due forme uguali si ha RISONANZA FORTE, ossia nella ricevente, durante il processo di risonanza, ritroviamo una buona quantità di energia.

Fig. 3 – risonanza debole tra forme somiglianti.

Tra due forme che sono invece soltanto somiglianti si ha invece RISONANZA DEBOLE: solo una piccola parte dell’informazione verrà individuata anche sulla risonante. In termini quantitativi, per risonanza debole si rileva su quest’ultima soltanto la metà circa dell’energia che si potrebbe invece ritrovare grazie a un processo di risonanza forte. Questo processo è evidenziato in fig. 3 dai cerchi concentrici più piccoli emanati dal quadrato minore.

Forme “somiglianti” sono ad esempio figure geometriche con le stesse proporzioni ma di diverse dimensioni (ad es. i due quadrati di fig. 3).

Occorre ricordare la risonanza non significa necessariamente trasferimento di energia, ma la possibilità di far vibrare qualcosa a una delle frequenze che le sono proprie. In altre parole:  è un fenomeno che fa emergere nella risonante le qualità in essa già presenti.

Tornando all’esempio di prima, tra i due quadrati c’è risonanza perché entrambi, in virtù della loro forma geometrica, hanno la capacità, a livello sottile, di vibrare in una certa modalità. Questa legge trova conferma in molte delle mie sperimentazioni.
2) La risonanza è sempre un fenomeno reciproco


L’importanza di questa legge, che ha risvolti notevoli anche nella vita di tutti i giorni, non  sarà mai sottolineata abbastanza. “Fenomeno reciproco” significa infatti che:

a) un cambiamento che avviene in una forma implica un cambiamento anche nell’altra;

b) il fenomeno avviene nelle due direzioni.

La reciprocità è rappresentata dalle frecce a due punte delle figg. 2 e 3.
E’ la conseguenza inevitabile di quello che abbiamo illustrato in precedenza: applico energia alla forma emittente e ne ritrovo un po’ nella ricevente, ma, attenzione: quest’ultima, vibrando in risonanza in modo leggermente diverso dall’emittente (perché anche tra forme apparentemente identiche qualche piccola differenza c’è), altererà, anche se di poco, la vibrazione della prima, influenzandola.  In altri termini, si crea un legame di interazione reciproca che modifica (sia pur di poco) l’energia di entrambi.

A livello energetico sottile questo meccanismo si applica perfettamente anche nelle relazioni tra le persone, e anche fra le persone e le loro idee, valori, desideri, ma anche le emozioni e pensieri. Ne riparlerò in modo più approfondito quando affronteremo il tema delle forme-pensiero.

3) La risonanza è un fenomeno che riguarda sia l’energia sottile pura che quella congesta.


Se avete resistito fin qui, con la terza legge andiamo a completare il quadro che assume fra l’altro risvolti più operativi. Per energia pura (definizione di R. Zamperini, dal libro Energie sottili e la terapia energo-vibrazionale) si intende una modalità dell’energia sottile che è in grado di trasportare grandi quantità di informazioni coerenti tra loro, e  con effetto benefico sui sistemi sottili degli esseri viventi.

L’energia congesta è invece energia che trasporta una grande quantità di informazioni non coerenti fra loro. Ha una caratteristica: tende a essere più “lenta”, ossia a fissarsi in modo più duraturo dell’energia pura.

Supponiamo di fornire ad un oggetto (ad esempio un cristallo) dell’energia pura, di cui l’oggetto si caricherà a seconda della sua capacità di trattenerla. Possiamo quindi testare (con vari metodi) il rapporto tra la quantità la percentuale di energia pura e quella congesta immagazzinata. Se effettuiamo la misura ogni due o tre giorni, dopo qualche giorno noteremo che la quantità di energia pura tende progressivamente a calare, mentre  quella congesta avrà un comportamento differente: tenderà a diminuire di meno, stabilizzandosi ad un certo livello, oppure, addirittura, ad aumentare per l’apporto di ulteriori congestioni dall’ambiente.

Per ora mi fermo qui, queste sono a mio parere le basi per comprendere il fenomeno della risonanza, in vista di applicazioni molto concrete nello studio dei luoghi ad alta energia e delle forme-pensiero.

Vi invito a lasciare dei commenti a questo post, soprattutto se vi è l’esigenza di chiarire taluni aspetti che a una prima lettura possono risultare poco chiari. Sarà mio dovere cercare di fare chiarezza su questo aspetto legato al comportamento delle energie sottili.

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Responses

  1. ciao Paolo,
    ma se ho inteso bene la risonanaza si puo’ applicare anche tra due o piu persone nel senso che posso interconnettermi con loro via ‘onda’ nel caso abbia delle informazioni da trasmettere? da mente a mente.. 🙂
    perdona la mi richiesta ‘bizzarra’ o folle. grazie
    Fio

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    • Ciao Fiorella, grazie per la tua domanda. Da mie esperienze passate e da quello che si trova in letteratura a comunicazione a distanza tra persone è possibile, ma per avvenire ci deve essere alla base una grande affinità tra le persone coinvolte, specialmente dal punto di vista dello sviluppo energetico, affinché, come tu hai correttamente intuito, ci possa essere risonanza sottile tra i rispettivi campi e quindi una maggiore possibilità che i messaggi arrivino a destinazione. L’intenzione comune è naturalmente una condizione base: tutte le persone coinvolte devono essere consapevoli e preparate, e avere un grado di coinvolgimento simile: non basta ad esempio che colui che trasmette sia convinto e utilizzi tutte le sue risorse mentre il ricevente voglia provare solo per curiosità…
      L’affinità da sola non basta, è necessario che si stabilisca tra i comunicatori un “codice” di comunicazione (ad es. se utilizzare i colori, forme geometriche o altre immagini , che lavorano a livello archetipico, dunque in teoria comune a tutti, o simbolico, ma allora bisogna mettersi d’accordo su quali simboli utilizzare e che cosa significano per il gruppo. Oppure si possono usare codici più complessi parole intere, lettere ecc. (ma è molto più complesso). In tutti i casi è necessario che si faccia un periodo di allenamento e di affinamento. Non secondariamente, una verifica puntuale di quanto trasmesso e ricevuto è indispensabile per controllare l’esito della comunicazione, e per stabilire una grado di fiducia personale e del gruppo che possibilmente cresca nel tempo.
      Ma… perché non utilizzare le meraviglie tecnologiche disponibili nell’epoca del cellulare e di Internet?… scherzo! (o quasi).
      Alla prossima

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      • perche in questo modo nessuno ha il potere di controllo.
        🙂
        grazie x la disponibilità.
        mi piacerebbe essere informata corca le tue attività e o presentazioni e convegni considerando che abito a ivrea.
        a presto.
        fiorella

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  2. Già, l’ho sperimentato coi fiori di Bach: risolvono l’impiegato insicuro o condizionato, il datore di lavoro diventa + buono!
    Gli psicologi dell’Università di Milano mi hanno risposto al quesito:”NOn sappiamo xchè ma sappiamo che funziona!”
    Questo potrebbe essere spiegato quindi con la risonanza?
    E visto che uso la campana tibetana x esorcizzare siti inquinati, spostare cristalli atlantidei e sintonizzarsi e riattivare siti archeologici sacri, volevo sapere se sai qulacosa di + su queste interazioni tra il suono della campana e pareti che rilasciano il suono che questi antichi hanno intrappolato in esse (vedi grotte di Lescaux, dove un musicologo é riuscito a rilevare le frequenze con un apparecchio apposito). Si può anche qui parlare di risonanza???
    Complimenti x l’articolo.
    Vincenzo

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    • Ciao Vincenzo grazie per per il commento, ricco di informazioni come del resto i tuoi articoli, che sto leggendo (andate a vedere ad esempio l’articolo “Sherlock Holmes nella preistoria“, e altri articoli correlati). Sincronicamente, stamattina, prima di leggere questo tuo commento, pensavo che la musica è ed è stata sicuramente una componente importante delle funzioni dei santuari e dei luoghi in cui si celebravano riti di vario genere. La vibrazione acustica, associata all’energia sottile pura emessa da una campana tibetana è sicuramente in grado di pulire energeticamente un luogo, dato che conduce tutto ciò che lo circonda a vibrare in sintonia con il suo suono ricco di armoniche. L’ energia sporca, nel tentativo di vibrare alla frequenza della campana sacra., finisce con il disgregarsi. Ne ho parlato anche nel post “L’energia pura del santuario (1), vedi nella Categoria “Luoghi ad Alta energia”). Una seconda sincronicità: stamattina, mentre pensavo a questi temi, mi suona il campanello e il postino mi consegna un libro che ho acquistato su Internet: I Luoghi Alti, di Blanche Merz, in cui si parla anche del potere nella recitazione dei mantra e di altre cose legate alle frequenze acustiche nei santuari…
      Credo che una cosa molto simile accada tra la forma pensiero pulita e armonica del fiore di Bach, il cui ordine di vibrazione, a causa delle successive diluizioni, è molto alto, e i pattern energetici alla base degli schemi emozionali del soggetto che assume il fiore. Ciò che non “è pulito” si disgrega e offre al soggetto stesso l’occasione per sperimentare qualcosa di diverso. La guarigione avviene però solo con un lavoro della persona su di sé, ma chi ha sperimentato con apertura di cuore i fiori di Bach sa il sollievo che si può provare nell’assumerli, vedendo che le proprie reazioni non sono più le stesse.. e parlo anche per esperienza diretta. Alla prossima!

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      • NOn hai spiegato l’interazione tra il fiore e chi circonda l soggetto che li assume! Lì non c’é nessun lavoro sulla persona!

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  3. concordo circa i fiori di Bach. li utilizzo da alcuni anni ed effettivamente i lavori per i quali mi hanno supportata sono stati molti e con piu che buoni risultati.
    grazie x l’accoglienza e la sempre disponibilità.
    fiorella
    domattina giovedi uno settembre andrò a far visita a questo ridente e rumoroso Pontboset 🙂

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  4. a proposito di suoni vorrei che vi leggeste questo link su quella nuova frequenza creata, il 432hertz….Mi piacerebbe sapere come la producono…. http://www.automiribelli.org/

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  5. In fisica esiste anche uno strano fenomeno chiamato entanglement…
    Sta lasciando i fisici sconvolti e lo si sta studiando in questi anni.
    Ciao

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    • Sì, in effetti ho la sensazione che tra entanglement e risonanza sottile ci possa essere qualche legame…magari sonola stessa cosa! In futuro pubblicherò qualcosa di divulgativo. CI sono anche novità sconvolgenti sulla risonanza tra DNA e materia… è appena apparso un articolo (scientifico accademico rigosoro!) di Montagnier (premio Nobel) che vorrei sottoporvi… il DNA si trasmette anche per via elettromagnetica! Ne riparliamo.

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